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13-05-2010 17.32
BUNGARO PRESENTA: ARTE
di: Barbara Pernar

Ospite di Barbara ed Elisa, Bungaro presenta e commenta il suo nuvo album, "Arte", per la "I sogni son desideri Records", all'interno di Punto Zero Caffè Weekend Edition.

“Arte” è un disco che contiene dentro di sé due mondi: uno sognante e uno reale, nel senso che è più vicino alla vita, più di quanto si possa immaginare. Non insegue una moda ma segue un percorso preciso, nei suoni e nei testi. Le canzoni sono scritte e pensate da Bungaro e Pino Romanelli in un gioco unico e complice, sperimentato nel corso di questi anni attraverso i brani scritti per i maggiori artisti italiani. Piccole “composizioni”, che dal centro del loro essere trasmettono un flusso energico e profumato come un’essenza. Poi le voci, quella di Bungaro e le altre: Paula Morelenbaum, Fiorella Mannoia, Lucilla Galeazzi, voci di donne che vivono fortemente il loro tempo.

Dove ci sono i sogni ci sono le immagini. Come per esempio l’ironica e visionaria partecipazione di Neri Marcorè o l’irruenza popolare della fisarmonica di Ambrogio Sparagna, e l’emozione virtuosa della chitarra di Guinga, compositore e già collaboratore di Chico Buarque e Sergio Mendes. Al mondo sognante entra prepotentemente la poesia di Sergio Endrigo sostenuta dal piano del grande musicista cubano Omar Sosa e dalle invenzioni sorprendenti del contrabbasso di Ferruccio Spinetti per una tessitura musicale di grande fascinazione. Michele Ascolese arrangia con la sensibilità musicale che gli è propria, affermando e condividendo un percorso già tracciato con Fabrizio De Andrè. Il maltese Aidan Zammit già collaboratore di Nicola Piovani, Vincenzo Cerami e Niccolò Fabi, arrangia un’altra buona parte del disco, conferendogli un universo di soluzioni armoniche e melodiche sorprendenti, affidate ad una orchestra d’archi di venticinque elementi.

Bungaro incontra in questo nuovo progetto prestigiosi artisti italiani ed internazionali con i quali si confronta e condivide le sue canzoni, suggerendo principi di assoluta libertà musicale.

La scelta del dialetto, ad esempio, utilizzato, al di là delle radici personali e culturali dell’autore, conferisce alle canzoni inserite nel disco una particolarità ritmica servita da parole in salentino. Nel brano “Madonna del finimondo” il canto appassionato di Lucilla Galeazzi, si fonde con l’organetto di Ambrogio Sparagna, trasportandoci dentro una danza frenetica e liberatrice quasi come una taranta che affronta però le problematiche di oggi. Il brano che chiude l’album, sempre in salentino, intitolato “Piccenna mia”, ninna nanna dedicata alla figlia Giulia, celebra l’incontro di due mondi dal grande spessore romantico: la poesia dialettale con l’universo musicale brasiliano. La chitarra di Guinga, infatti, dialoga con il testo dell’autore, parlando sorprendentemente la stessa lingua. Bungaro ricorda: “Ho pensato di invitare Guinga nel corso delle sessioni di registrazione dell’album a Rio de Janeiro. In quei giorni terminavo la stesura del brano, pensando alla dolce melanconia che sentivo per esser lontano da mia figlia. L’amicizia con Guinga, nata sul campo di calcio di Chico Buarque, è continuata lì a Rio, fra una serata a casa di amici e l’altra, ascoltandolo al suo strumento. La sua chitarra pensavo sarebbe stata il mezzo giusto per completare il racconto di quel mio nostalgico sentimento. Qualche settimana più tardi, in occasione di un suo viaggio in Italia, è venuto a trovarci in studio e il tutto è nato così, spontaneamente…”

Altri brani vivono di una luce comunicativa più tipica della canzone d’autore. Si fanno largo nella lingua italiana inventando espressioni poetiche e sociali in una dimensione di bellezza sentita come una necessità. La musica accoglie le parole e le fa proprie. Nel brano “Il Deserto”, interpretato con Fiorella Mannoia, Bungaro racconta il perché di questa scelta: “La sua voce secondo me, è una voce che ha dentro di sé l’esperienza, ma non solo, i suoi chiaro scuri danno forma a una drammaturgia che solo lei riesce ad interpretare, così come è già successo con la canzone “Fino a che non finisce” che le ho scritto per il suo disco “Il movimento del dare”.

Tornando al Brasile, Bungaro racconta il suo incontro con un'altra prestigiosa presenza dell’album, Paula Morelenbaum: “Scrivendo Arte, sempre con Pino Romanelli, che dà il titolo all’album, ho sempre pensato a Paula, conoscendo il suo percorso, da interprete preferita dal Maestro Tom Jobim, all’esperienza con uno dei miei idoli, Sakamoto. Capirci è stato facile, Paula ha subito compreso lo spirito del brano, preparando una versione del testo in portoghese, insieme a Max De Tomassi, che ci ha fatto conoscere. Mai come in questo caso la frase di Vinicius de Moraes (straordinario poeta e grande amico di Sergio Endrigo) “la vita è l’arte dell’incontro” fu più appropriata. “Di Endrigo - racconta Bungaro - avrei voluto sempre cantare qualcosa. La sua arte, a metà strada fra Italia e Sud America, mi affascinava sin da bambino. Un caro amico, Alberto Zeppieri, mi parlò di un testo inedito di Sergio al quale mancava ancora la linea melodica. Pensai di lavorarci sopra, immaginando la fusione fra la poesia di Endrigo e la musica di Veloso. Ispirato da questo incontro, che probabilmente nel passato è davvero avvenuto, nel corso dei suoi tanti viaggi in Brasile, completai, con rispetto, quella che considero una delle perle dell’album. Con la complicità di Zeppieri e Max De Tomassi, pensammo ad un contesto musicale multietnico all’interno del quale far muovere il brano. Ci è sembrato stimolante proporlo ad uno dei più grandi musicisti e arrangiatori cubani, Omar Sosa, che, una volta ascoltato il provino del pezzo, ha dichiarato il suo totale e immediato innamoramento. Omar poi, mentre eravamo in studio, ci rivelò di sentire la mancanza di un contrabbasso. Io e Max pensammo alla sensibilità dell’amico Ferruccio Spinetti, con il quale quest’ultimo stava già lavorando ad un progetto...”   

L’amicizia di molti anni e la voglia di fare un giorno qualcosa insieme, invece, è il motore che ha fatto partire la collaborazione tra Neri Marcorè e Bungaro. La voglia di confrontarsi su tematiche particolari come il mestiere che si fa, o come, il gusto di riappropriarsi del gioco guardando i propri figli crescere e giocare per diventare alla fine come loro. Il sogno e la realtà in questo disco s’incontrano in una dimensione sonora e poetica in cui non si è mai sicuri dove inizia il sogno e dove finisce il reale, e viceversa.

 

Ecco come il cantautore commenta "Arte":

 


IL MOTORE IMMOBILE


 

Il senso del guardarci cambia il senso delle cose

 

Che scavano e diventano le impronte che lasciamo

 

Nell’infinito spazio della mente racchiudiamo

Quell’idea sottile come un mondo recintato…”

Gli odori. Le facce. Le voci. Le impressioni. La scoperta dell’amore e la sua crescita, come un motore che accende tutta la vasta gamma di emozioni che si hanno a disposizione. Poi la collusione, lo scontro, la disfatta, e il perdersi nei ricordi tra le pieghe della memoria.



ARTE (con Paula Morelembaum)


 

Non è un’arte comune quella di stare insieme… a volte più astratti e a volte concreti

 

Perché siamo colori perché siamo paesaggi in natura vivi…”

Un amore osservato come si osserva una mostra dentro una galleria d’arte, facendo un percorso preciso. L’arte è astratta e concreta, esaltante e folle, ma anche semplice, come un ritratto a mano libera. Esattamente, come un rapporto tra un uomo e una donna, all’inizio di una storia.



IL DESERTO (con Fiorella Mannoia)


 

A quale futuro se esiste un futuro ci siamo abbonati nei giorni d’amore

 

Ai libri e ai quei film che ci piace guardare sempre più spasso la sera

 

E ci vuole anche la voglia di commentare un finale sbagliato

 

Perché a essere in due ci vuole fortuna ci vuole coraggio…”

Trovare il coraggio di ricominciare. Ricominciare a essere una persona sola. Ricominciare a occupare uno spazio fino a poco prima condiviso con qualcuno, ricominciare a guardare un film e commentarlo fra sé e sé, o un libro e non leggerlo più ad alta voce per farlo ascoltare a chi ti sta vicino. Si vive solo di speranza, aspettando che il nostro momentaneo deserto interno, possa diventare ancora un giardino.



 

SE RINASCO


E così ci somigliamo ci osserviamo da vicino…siamo come certi film che non abbiamo solo visto… Come il Mare dentro vive… Fino all’ultimo respiro… nelle Notti di Cabiria… nei Racconti del Cuscino …e così ci comprendiamo ci osserviamo da vicino siamo come certe immagini che disegnano un destino…Gli Amanti di domaniIl Posto delle Fragole… e La Passione e la Vergogna

Sequenze cinematografiche per un rapporto vissuto con la consapevolezza della felicità, quasi una canzone inno all’amore, privo però della serietà statica che generalmente lo abbrutisce, perché appunto quando ci si ama davvero non ci si ama sul serio, o se si nasce di nuovo, si vorrebbe sposare sempre quella donna. Il cinema, e le sue immagini pensate per una canzone con citazioni di titoli di film che mi hanno segnato e accompagnato in questi ultimi anni.



 

VESTIMI DI TE


Ferma le tue mani sulla soglia

 

E resta lì a guardarmi sulla porta

Togli le lancette all’orologio

 

E spoglialo del tempo che ci inchioda…”

L’amore nudo e crudo. Fisico e mentale. Vibrante e incessante. Un’osmosi inversa, per vestirsi uno con la pelle dell’altro, per diventare infine in una frazione di secondo una cosa sola. Concedersi il tempo di un respiro unico che non ha bisogno di orologi per scandirlo.


 

 

TRAFFICANTE

 

 

Trafficante di memoria smarrita e ritrovata

 

Quando ti ho seguita e poi non ti ho più cercata...

 

Trafficante di pensieri diretti alla tua pelle

Distesa soleggiata che ne ha viste delle belle...”Una storia d’amore tra due partigiani. Un uomo e una donna che combattono per difendere il loro paese e la loro vita. Una storia di caccia con i cani e di aeroplani, tra soldati che possono attaccare e prigioni che sanno di freddo. Una storia di un tempo che ormai non c’è più, ma che continua a essere viva nei nostri pensieri, ai confini dei nostri occhi per non dimenticare.



 

PAGINE

 

Ecco... c’è uno spostamento d’aria

 

siamo il segno che rimane…

 

anche per questo ricordarci…ricordare

 

Quelle... quelle pagine strappate

 

Quelle vite calpestate...senza più parole…”

Le pagine scritte sui libri immaginate come vite. Vite strappate alla vita. Esistenze trascorse a resistere contro i regimi dell’economia assoluta, unico valore morale e sociale, e nonostante tutto l’uomo continua a credere al ritorno delle rondini nel cielo, metafora di desiderio e di libertà.



 

PUNTI DI VISTA


 

Che ci posso fare se tutto intorno è il nulla

 

Ci vorrebbe un salto un esempio di cultura

 

Ma che fare se non so la retta via

 

E mi conviene fare un bel corso di regia…”

Uno sguardo sull’oggi e le sue contraddizioni, il dire e non dire, il fare e non fare. Un movimento di persone preoccupate più a mostrarsi che a essere. Uno sguardo personale e introspettivo dove partire e andare non vuol dire necessariamente camminare, il pensare male certe volte può far bene e amare… amare non vuol dire passeggiare. Non tutto è quello che sembra.



DAL DESTINO INFORTUNATO (con Omar Sosa e Ferruccio Spinetti)


 

Non e' piu' sola la tua assenza, e il tuo silenzio e andato via 

 

senza la sana tua allegria morirebbero i poeti languirebbe la poesia...”

Un testo inedito di Sergio Endrigo con la complicità di Alberto Zeppieri.

C’è dentro tutta la sua poesia e un certo modo di guardare la vita con occhi sognanti e ironici, semplici e problematici come era Sergio: uomo di mille contraddizioni e di profonde verità.



MADONNA DI LU FINIMUNDU (con Lucilla Galeazzi e Ambrogio Sparagna)


 

Madonna di lu finimundu di stu mundu c’amà lassari

 

E no si sapi niente di l’atru mundu c’amà cuminzari…”

 

(…Madonna del Finimondo di questo mondo che dobbiamo lasciare

 

e non sappiamo niente dell’ altro mondo che andremo a cominciare…)

Un luogo nel sud che si chiama Madonna del Finimondo, un luogo unico che è lì a fare da faro a un mare immenso e bellissimo, ma che si fa carico anche di problematiche dolorose come l’immigrazione. C’è una riflessione sul mestiere della musica e contemporaneamente sui luoghi di appartenenza come il mio Salento. La scelta del dialetto aggiunge emozione, e l’espressione vocale è liberatoria e danzante come una taranta.



 

NON E’ TEMPO CHE PASSA


 

La bellezza non passa se riesci a guardarla

 

Un po’ come la rabbia se riesci a dosarla

L’insofferenza se riesci a curarla

 

la matematica se riesci a capirla…”

Qui la bellezza passa attraverso le rughe e se ne frega del tempo che passa. La bellezza è un momento di grazia, è la sete soddisfatta dall’acqua, è la rabbia che diventa un’azione positiva, è il superamento di un dolore, perfino delle cose che non riesci a capire come la matematica. La bellezza è un’idea come il proprio cercare e che non corrisponde ad alcun desiderio specifico, a nessun elemento dell’immaginario culturale comune.




 

IL VOLUME DEL MARE


 

Le tue lacrime amore mi fanno sperare e aumentano il sale e il volume del mare…”

Il sentirsi escluso, giudicato e additato. Lo siamo stati tutti e tutti ci siamo difesi col sognare. Del sognare ne abbiamo fatto un’arte intensa e solitaria, e siamo riusciti a elevarci e a diventare persone comunque migliori.



PIACERE DI VEDERTI (con Neri Marcorè)


 

Io sono io che mi sveglio e mi addormento

 

Lucido mi assento poi partecipo all’evento

 

Dei figli che ci crescono intorno e ci sorprendono ogni volta

 

Che tenendoli per mano diventiamo come loro

 

Che tenendoli per mano diventiamo uno di loro…”

Un uomo e un altro uomo a farsi delle domande e darsi non proprio delle risposte. Due amici: Il loro mestiere, i loro figli, il loro credere ancora che si possa costruire un “Domani” inventandosi delle sfide. Tra un accenno di risata e un dolore, tra la felicità e la simpatia e in tutto questo volersi riconoscere, facendo insieme un pezzo di strada.



PICCENNA MIA (con Guinga)


 

Ci tu tai lu cori piccenna mia…no lu strazzari forti ma chianu chianu…”

Un canto, un gioco e un consiglio per mia figlia.

Il nuovo singolo di Bungaro "Se Rinasco" è entrato anche nella classifica italiana di Radio Punto Zero Hit 101 Italia in onda sabato dalle 20 alle 22.

 

 

Ufficio stampa e comunicazione: MN Marcello Giannotti e Simona Panzini

 

 

 
 
Bungaro
Fonte: quadrifamosi.net
 
 
 
 

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