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Cultura Spettacoli

Una Cenerentola di gran classe

today28 Aprile 2024 1

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Gustoso sino all’ultima battuta,  l’allestimento in scena al Teatro Verdi di La Cenerentola di Gioacchino Rossini strappa applausi e consensi e  conquista per vivacità, virtuosismo e godibilità scenica.

Molteplici i punti ci forza di cui è dotato lo spettacolo e che vanno ad impreziosire la felice creazione del compositore pesarese che scrisse questo capolavoro dell’opera buffa a soli venticinque anni, è un meno di un mese, su libretto di Jacopo Ferretti.  Felice è innanzitutto la fortunata  rilettura del Teatro Carlo  Felice di Genova, che ripropose nel 2022, semplificandolo,   il celebre allestimento  di Emanuele Luzzati  nella libera ripresa del duo registico Gavazzeni e Piero Maranghi che dal 2016 compongono un felice sodalizio artistico. Ben attenti all’equilibrio tra l’aspetto musicale e l’aspetto scenico – sottolineato dai movimenti scenici e dagli efficaci cambi di atmosfera che  sottolineano  gli sbalzi di tono che l’opera include – la loro Cenerentola è essenziale e colorata, elegante e misurata, allegra e ironica, moderna ma rispettosa della tradizione teatrale. Esattamente come nelle favole usano l’artificio delle iperboli per rimarcare la distanza dalla realtà  ed evidenziare il registro grottesco proprio del genere. Tutto è gigantesco:  dalla bottiglione di Don Magnifico allo scettro del finto Principe, dalla spazzola delle antipatiche sorellastre, dalle parrucche improponibili, allo spadone del vero principe un po’ tonto. Non mancano nella messinscena qualche vezzo ( i soldatini di piombo) o rimando volutamente spiazzante  (il telefono in bachelite) che appare qua e là a ricordare il pubblico che siamo nell’irrealtà del linguaggio scenico.

Insomma la coppia ben coniuga lo spirito  delle scene di Luzzati (un maestro anche dell’illustrazione  e della ceramica) con il gusto contemporaneo, incluse le misurate videoproiezioni di Giuseppe Ragazzini. Il tutto baciato da un’irresistibile sense of humour, che la coppia registica infonde con l’intenzione di evidenziare il  ridicolo mondo della nobiltà decaduta, di contro al quale brilla la purezza d’animo e la bontà di Cenerentola/Angelina.

Sul podio la bacchetta elegante  di  Enrico Calesso ben affronta il virtuosismo e la complessita della partitura rossiniama, evidenziando i caratteri dell’opera buffa, con i contrasti di carattere e l’alternanza tra la dimensione allegra  e quella melanconica, che fanno di quest’opera una delle espressioni piu alte del repertorio. Calesso si attiene alla prassi ricorrente per cui sceglie di non eseguire i tre numeri composti da Luca Agolini per la prima esecuzione e inserisce  la Scena ed Aria di Alidoro che Rossini compose successivamente per Gioacchino Moncada del 1820. Anche per lui pieno e il feeling con l’Orchestra che partecipa largamente al successo della serata.

In scena un cast di altissimo profilo dove tutti ben si disimpegnano nel canto di agilità che in Cenerentola si fa lussureggiante e acrobatico. Ricco di vocalizzi e rualades, a segnare la svolta di natura belcantistica di Rossini,  quest’opera offre al tempo stesso un linguaggio fantastico e quasi irreale che si riconnette al clima fiabesco della favola di Perroult e che richiede agli interpreti grandi doti.

Laura Verrecchia, di ritorno a Trieste, è una sublime Cenerentola. Regala una performance  impeccabile dall’inizio alla fine e offre con eleganza innata languide o agili fiorettature e e vezzose volatine.

Ottima la prova di Giorgio Caoduro, star di fama internazionale, finalmente dì ritorna sul palco triestino, lui che vanta natali giuliani. Canto fiorito e gorgheggiato il suo, ricco di colorature ma sempre misurato. Caoduro stupisce anche per interpretazione scenica e carica ironica che ben si addicono al suo Dandini (ruolo per altro da lui amato e che ha segnato gli inizi della sua fortunata carriera internazionale).

Il Don Magnifico  di Carlo Lepore è di gran carattere e tempra. L’artista ben interpreta l’ ambizioso nobile spiantato e babbeo ridicolizzato da Rossini (in fin dei conti quando quest’opera fu scritta nel 1817 siamo in piena Restaurazione). Lepore restituisce vocalmente tutte le caratteristiche da buffo caricato con buon timbro e un ottimo sillabato. Bene la prova anche del  tenore Dave Monaco, già protagonista al Rossini Opera Festival di Pesaro per Don Ramiro, anche per lui  applausi a scena aperta, e quella di Pierpaolo Martella nei panni del saggio Alidoro, il filosofo talent scout che fa scoccare l’amore fra Cenerentola e Don Ramiro.

A completare il cast le brave Carlotta Vichi e Federica Sardella le due insopportabili sorellastre Tisbe e Clorinda.

Si replica sino al 5 maggio con doppio cast.

Angelina

LAURA VERRECCHIA (26, 28/IV – 3, 5/V)

AYA WAKIZONO (27/IV – 4/V)

Don Ramiro

DAVE MONACO (26, 28/IV – 3, 5/V)

JUAN DE DIOS MATEOS (27/IV – 4/V)

Don Magnifico

CARLO LEPORE (26, 28/IV – 3, 5/V)

VINCENZO NIZZARDO (27/IV – 4/V)

Dandini

GIORGIO CAODURO (26, 28/IV – 3, 5/V)

PIERPAOLO MARTELLA (27/IV – 4/V)

Scritto da: Monica Ferri

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