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A.B.C. Onlus, cos’è il lascito e come si fa testamento

“Un dono nel testamento si trasformerà nei loro sorrisi, nei loro abbracci, nei momenti che potranno passare insieme con maggiore serenità, speranza e fiducia. Si trasformerà nel loro futuro. E i valori di solidarietà, condivisione e aiuto reciproco nei quali molti credono continueranno a vivere e a rendere migliori le vite degli altri. Il lascito è un gesto consapevole di libertà e di responsabilità”. Così spiega Giusy Battain, direttrice di A.B.C. Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus, raccontando l’impatto che un lascito solidale può avere sui beneficiari delle attività delle Associazioni che si occupano di andare incontro alle fragilità.

Ed è per questo che A.B.C. ha deciso di organizzare un incontro aperto alla stampa nella Giornata Internazionale dei Lasciti Testamentari (13 settembre), per sensibilizzare la comunità a proposito dell’argomento, per raccontare la propria esperienza e la propria visione, per mettere a disposizione alcune conoscenze tecniche e di condividere l’esperienza dei beneficiari finali di un lascito solidale.

Il lascito solidale è un lascito testamentario (cioè un atto con il quale si decide a chi destinare i propri beni o parte di essi, in eredità) che viene fatto a favore di un’Associazione o un Ente non profit. Per poterlo eseguire è necessario che colui che scrive il testamento, nel rispetto delle quote attribuite agli eredi legittimi, definisca quali e quanti beni intende lasciare all’organizzazione prescelta. Un lascito solidale (che dunque non va a ledere le quote che di diritto spettano ai familiari) quando destinato ad Associazioni non profit è tra l’altro esente da imposte di successione e donazione.

Al di là delle definizioni tecniche, il lascito (e più in generale il testamento) è una scelta consapevole di responsabilità. Fare un lascito solidale significa assicurare un impatto che rimarrà nelle vite delle persone che potranno beneficiarne; significa sopravvivere attraverso i valori nei quali si è creduto e poter cambiare la vita e il futuro delle persone. Non è necessario lasciare somme o beni ingenti, perché ogni dono, di qualsiasi entità e valore, potrà fare la differenza.

Il lascito nell’esperienza di A.B.C. Onlus
Proprio grazie ad un lascito solidale l’Associazione può contare sulla casa di via della Sorgente, che dall’apertura ufficiale (settembre 2020) ad oggi ha ospitato 33 famiglie negli ultimi 12 mesi per un totale di 35 accoglienze (alcune famiglie sono dovute tornare più volte), mentre il totale di famiglie accolte negli ultimi 12 mesi in tutte le case A.B.C. sono state più di 100. E la scelta solidale che la donatrice ha voluto fare continuerà a garantire questi benefici per molti anni ancora, a favore delle tante famiglie che arriveranno e troveranno ospitalità.
Ma i lasciti non sono necessariamente solo dei beni così consistenti. Anche somme più piccole possono garantire continuità alle attività dell’Associazione: supportando, per esempio, il sostegno psicologico ed emotivo con il quale A.B.C. accompagna famiglie, bambini e personale ospedaliero lungo tutto il percorso chirurgico (sin dalla gestazione), fino al contributo economico da condividere con l’IRCCS Burlo Garofolo per l’acquisto di strumentazione medica e, ancora, alla ricerca per sviluppare progetti innovativi che possano migliorare la vita dei bambini chirurgici. Uno sguardo complessivo sulla mission, sulle attività e sui progetti a lungo termine di A.B.C. si possono meglio comprendere sfogliando l’ultimo Bilancio Sociale (2020) dal sito dell’Associazione www.abcburlo.it

Consapevole dell’importanza e dell’impatto di questo gesto sul futuro delle famiglie e dei bambini chirurgici, A.B.C. sta promuovendo una campagna di sensibilizzazione sul territorio, sia attraverso le reti di professionisti (quasi 30 gli studi di notai, avvocati e consulenti finanziari che hanno compreso lo spirito dell’Associazione e accolto i materiali informativi), sia attraverso la stampa e i canali web.

L’avvocato Roberto Biasoli ha sottolineato poi alcuni aspetti: “Per fare un testamento valido basta rispettare alcune semplici regole tecniche per la sua redazione, stabilite dal Codice Civile, ma i requisiti di forma non sono tutto. La volontà dev’essere espressa in modo chiaro e senza lasciare nulla all’interpretazione di chi legge. Pertanto è importante, ad esempio, individuare bene eredi e legatari, evitando espressioni generiche e nomi imprecisi, stabilire quali beni si attribuiscono a titolo particolare a quale soggetto e cosa succede nel caso in cui il beneficiario designato muoia (persona fisica) o si estingua (enti e persone giuridiche), decidere chi dovrà attuare le disposizioni testamentarie (l’erede o un esecutore appositamente designato). Il suggerimento è di chiedere consiglio per evitare errori che potrebbero invalidare il testamento e di depositarlo in mani sicure”.
Altre dinamiche sui lasciti e sui testamenti, trattate nel corso dell’incontro, si possono approfondire nella brochure dedicata (leggila cliccando qui).

La testimonianza dei beneficiari
Monica Demarco, viene dal sud Italia ed è mamma di una bambina che viene a Trieste per seguire delle cure. Conosce A.B.C. da otto anni, quando la piccola ha dovuto affrontare il suo primo intervento. “Mia figlia” – dice – “quando andiamo a Trieste chiede: mamma, andiamo a casa, vero?”. La signora Demarco sottolinea che questo sentirsi a casa sottintende non soltanto l’aiuto economico garantito dall’accoglienza, ma anche e soprattutto l’attenzione con cui A.B.C. segue anche emotivamente i bambini e i genitori, la vicinanza che fa sentire loro, l’aiuto a vivere momenti sereni anche in un percorso così articolato e difficile.

Qui un approfondimento sul tema con la Presidente di ABC onlus Giusy Battain e l’avvocato Roberto Biasoli. L’intervista completa:

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