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A teatro: “Mi abbatto e sono felice”

today19 Aprile 2024 5

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“Mi abbatto e sono felice”, di e con Daniele Ronco,  sarà ospite il 22 e 23 aprile del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Uno spettacolo “ecosostenibile”  che corona una stagione in cui con decisione il direttore Paolo Valerio ha avviato una linea di riflessione dedicata al tema del rispetto per lambiente.

Ispirato a La decrescita felicedi Maurizio Pallante, è un monologo scritto da Daniele Ronco a impatto ambientale “0”. Autoironico, dissacrante  vuole far riflettere su come si possa essere felici abbattendo limpatto che ognuno di noi ha nei confronti del Pianeta. Lo spettacolo non utilizza energiaelettrica in maniera tradizionale. Si autoalimenta, grazie allo sforzo fisico prodotto dallattore in scena: pedalando per unora intera su una bicicletta recuperata nel garage del nonno, fa girare una dinamo collegata ad un faro, che si illumina a seconda dellintensità della pedalata. Non sono presenti altri elementi scenici, le musiche sono liveè lo stesso attore ad accompagnare il pubblico in alcune esperienze sensoriali, suonando uno strumento a percussione in legno, realizzato a mano da un artigiano africanoi costumi sono essenziali e recuperati dal guardaroba di nonno Michele (il nonno dellautore e interprete, dalla cui lezione nasce lidea di questa produzione).

Disagio, crisi, scarsa produttività, povertà, inquinamento, surriscaldamento, la felicità delluomo occidentale pare essere direttamente proporzionale a quanto produce e quanto consuma: producendo si ottiene denaro e più denaro si possiede, più si consuma e ci si sente felici. Siamo certi di questa affermazione? Pensiamo per un attimo alla tensione che scorre allora di punta nei centri delle città, quando basta un clacson per far scoppiare una rissa. Pensiamo allinvidia nei confronti di chi ottiene un passaggio di livello, ai continui piagnistei delle persone davanti a uno spritz, ai milioni di finanziamenti suicidi per assicurarsi unautomobile da 40.000 euro, alle farmacie prese dassalto da una popolazione malata e acciaccata. Vi sembrano segni di un popolo felice? Eppure i capi dei governi invitano a consumare di più, a produrre di più, con uninevitabile incremento della frustrazione umana. Dall altra parte gli stessi capi dei governi parlano dei problemi di inquinamento, rifiuti tossici, surriscaldamento globale. Anche qui si riscontra un paradosso non indifferente.  Siamo la specie più invasiva della Terra, accecata da un materialismo dilagante. Lipocrisia è allordine del giorno. In tutto questo, lunica ancora di salvezza è lAmore. Lunica variabile impazzita, lunica variabile a sfuggire alle leggi della fisica e della chimica. Lamore per sé stessi, per le altre creature e per il pianeta che ci ospita potrà salvarci da un declino altrimenti inarrestabile. Lamore non costa, non crea PIL, non inquina, è scomodo perché fa ammalare di meno, perché sfugge alle statistiche, perché non è tassabile, almeno per ora».

Mi abbatto e sono feliceva in scena alla Sala Bartoli lunedì 22 aprile alle ore 21 e martedì 23 alle 19.30. I biglietti sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sul sito www.ilrossetti.ite allo 040.3593511.

Scritto da: Monica Ferri

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