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A Trieste la Madama Butterfly vola con Ciampa

L’eterno incanto della Madame Butterfly di Giacomo Puccini, rivive al Teatro Verdi di Trieste sino al 9 ottobre con un allestimento ancora piu emozionante del solito. Merito di un cast vocale potente e di una conduzione d’orchestra impeccabile. Alla prima hanno letteralmente incantato Eugenia Murareva e il tenore italiano Francesco Castoro. Il soprano russo ha ben delineato e dato piena espressività a una Cio Cio San delicata quanto vibrante di passione mentre il secondo, dalla voce piena e rotonda, ha dato vita a un Pinkerton cinico e superficiale quanto basta a rendere sempre odioso il personaggio immaginato da Puccini. Ma tutto il cast ha decisamente conquistato il  pubblico presente. Applausi  più che calorosi sono andati anche al direttore d’Orchestra Francesco Ivan Ciampa, artista della scena internazionale della musica e  che ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti nella sua carriera. Profondo conoscitore del mondo pucciniano – protagonista indiscusso dei Festival italiani dedicati a Puccini – la sua orchestrazione  incanta  per la vitalità che imprime allo spartito pucciniano.

L’allestimento in scena è la ripresa della messinscena del 2019, firmata da Alberto Triola con la collaborazione di Libero Stellutti, non stanca mai. Con le sue lanterne volanti, la pioggia di foglie autunnali e il ricorso a pannelli di carta per delineare lo spazio rarefatto si conferma nella sua capacità di restituire poesia a un mondo ostile per  la piccola Butterfly. Un allestimento che come allora – guardando alle stampe e all’arte teatrale giapponese – scarnifica   lo spazio dell’azione per indagare la dimensione psicologico/emotiva della quindicenne immaginata da Puccini alle prese con la crudeltà del mondo degli adulti (occidentali e orientali non fa differenza). Una ripresa che, questa volta, presenta  qualche variazione per le limitazioni imposte dalle misure di contenimento della pandemia e che il duo registico riesce a trasformare in opportunità scenica (come l’idea di immaginare in forma di ombre cinesi  l’ingenua passione iniziale dei due protagonisti). La rivisitazione nella regia si rivela particolarmente interessante per la capacita di rafforzare il centro emotivo di tutta la storia dentro la testa, il cuore e l’anima  di una adolescente – emblema  di tante altre che ancora popolano il nostro pianeta – e di provare a vedere il mondo, gli altri, l’amore e la maternità con i suoi occhi da ragazzina sensibile e sognatrice 

Allestimento, orchestra, coro e tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste.

Qui l’intervista di Monica Ferri al Maestro Ivan Ciampa:

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