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Acqua potabile: il patto dei gestori FVG per la sicurezza

A Cividale, martedì 12 giugno, i 7 gestori idrici della regione hanno firmato un protocollo per garantire un servizio idrico più sicuro e omogeneo in tutto il territorio. Ogni azienda mapperà i rischi lungo l’intera catena di fornitura e prevederà interventi per mitigarli, anche attraverso collaborazioni fra operatori. Al tavolo anche Regione e Arpa.
Insieme per garantire a tutti i cittadini del Friuli Venezia Giulia un servizio più omogeneo e, soprattutto, un’acqua più sicura e controllata. E’ questo l’obiettivo della firma del protocollo di collaborazione firmato oggi a Cividale del Friuli, presso l’Acquedotto del Poiana, da tutti i gestori idrici della regione: AcegasApsAmga, Acquedotto del Carso, CAFC, Hydrogea, Irisacqua, LTA – Livenza Tagliamento Acque e naturalmente il padrone di casa, Acquedotto del Poiana.
La collaborazione, che avviene in stretto coordinamento con Regione FVG e Arpa FVG, enti deputati al controllo del servizio idrico, si sostanzierà inizialmente nel lavoro congiunto per la definizione di piani per la sicurezza idropotabile omogenei e coordinati. Tale lavoro potrà beneficiare del know-how già sviluppato dall’Acquedotto Poiana, che per primo, nei mesi scorsi ha già adottato ed inoltrato per l’approvazione all’Istituto Superiore per la Sanità il proprio piano.
Il piano per la sicurezza idropotabile, detto più comunemente WSP (acronimo dell’inglese water safety plan), è un documento che in base alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ogni gestore dovrebbe adottare per garantire la sicurezza della propria fornitura di acqua potabile.
I WSP non sono al momento obbligatori, ma sono considerati universalmente lo strumento più idoneo a tutela dell’erogazione del più prezioso dei beni. La legislazione europea e italiana sta infatti velocemente evolvendo verso un concetto di potabilità delle acque diverso rispetto al passato. L’analisi ex-post di una serie di parametri-spia della salubrità delle acque, sarà infatti superata da un approccio che considera gli aspetti di sicurezza lungo tutta la catena di fornitura dell’acqua: dalla sorgente al rubinetto.
Attraverso il WSP ogni gestore dovrà innanzitutto mappare dettagliatamente tutti i possibili rischi a cui l’acqua gestita è potenzialmente soggetta lungo l’intero servizio acquedotto. Ad esempio, la carenza di disponibilità a causa di periodi prolungati di siccità, la contaminazione di sostanze inquinanti, anche nuove (ad esempio i PFAS o la DACT), l’eventualità di danneggiamenti a impianti o reti causati da guasti, eventi atmosferici o addirittura volontariamente da terzi. Una volta mappati i rischi della propria rete, ogni Azienda dovrà poi definire gli interventi o le modalità operative che potranno mitigare o eliminare ciascuno dei rischi individuati. Il piano quindi avrà anche una valenza strategica di indirizzo degli investimenti per gli anni futuri, che saranno necessariamente indirizzati verso gli interventi più utili a prevenire i rischi specifici.

Con l’accordo di oggi i gestori acqua del FVG, primi in Italia, attiveranno tavoli di lavoro congiunti per redigere, all’interno di ogni azienda, WSP che rispondano a un modello e prassi comuni, capaci di assicurare il più alto standard di servizio acquedottistico a tutti i cittadini della Regione.
Grazie alla collaborazione di tutti i gestori i WSP, che dovrebbero essere completati entro il primo semestre 2019, potranno prevedere al proprio interno già delle forme di collaborazione mirate alla riduzione dei rischi. Ad esempio, la messa a fattor comune dei servizi di analisi. Per rispondere ai crescenti standard legislativi e monitorare anche nuove forme di inquinamento i laboratori necessitano infatti di rilevanti investimenti che potrebbero essere ottimizzati condividendo il servizio fra più gestori. Sempre a titolo di esempio, potrebbero essere individuate delle sinergie nei servizi di pronto intervento, per garantire a tutti i cittadini il medesimo livello di servizio a fronte di guasti o eventi naturali, con una ottimizzazione, anche in questo caso, della gestione complessiva.
Una volta adottati, i piani dovranno essere costantemente manutenuti e aggiornati, dal momento che i rischi che incombono sul ciclo idrico sono per loro natura mutevoli nel tempo. Inoltre nell’ambito degli investimenti che si dovranno realizzare per mitigare i rischi e migliorare il servizio, potranno essere previste ulteriori forme di collaborazioni fra le aziende aderenti, ad esempio attraverso l’interconnessione di reti per offrire a tutti i cittadini, a prescindere dal gestore di appartenenza, forniture omogenee di acqua in caso di carenza di una o più fonti di approvvigionamento.

Radio Punto Zero ha seguito la firma di questo patto in una diretta dedicata, intervistando i protagonisti. Riascolta il nostro speciale in podcast.

 

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