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Al teatro Bobbio la guerra diabolica di Ambra e Matteo

È arrivata al Teatro Bobbio di Trieste “La guerra dei Roses”, terza tappa regionale dell’ottima commedia “nera” dal riso amaro. Storia di un amore finito male, molto male, porta in scena la stessa carica grottesca del romanzo di Warren Adler. Divenuto nel 1989 celebre film con Michael Douglas, Kathleen Turner e Danny De Vito, sembra un testo nato per il teatro grazie anche alla regia efficace di Filippo Dini che non si fa intimorire dal confronto con il famoso film dello starsystem americano. Il testo, tradotto da A. Brancati ed E. Luttmann,   riscritto e reinterpretato rispetto al romanzo di  Adler, è una storia  dalla trama semplice e che ben si presta al meccanismo scenico tant’è che le due ore e un quarto spettacolo fluiscono velocemente tra risate amare.  Dini gioca su piani e registri diversi,  rende bene le  sfacettature di una storia sempre al limite tra il grottesco e il noir. Questa volta nei panni della coppia scoppiata, a tal punto da non risparmiarsi le ripicche piú sadiche  in attesa del divorzio, c’è una brillante e “cattiva” al punto giusto Ambra Angiolini, a suo agio nelle parti piú ironiche come in quelle sexy, e Matteo Cremon ( suo era  il montanaro Toni nel film “Soldato semplice” di Paolo Cevoli. Entrambi pienamente inseriti nei personaggi si muovono dinamicamente tra le ambivalenti corde emotive della storia. Con loro Massimo Cagnina ed Emanuela Guaiana,  bravissimi nel rendere la diabolica freddezza degli avvocati dei coniugi Roses.

Lo spettacolo è in scena  sino al 3 febbraio, domenica con doppia replica.

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