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Al Verdi, continua la seduzione del Don Giovanni di Mozart

Spira un venticello nuovo sulla lirica triestina. Lo si sente già soffiare nel nuovo allestimento del Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart, opera affascinante ed enigmatica di per sé – ossimoro per eccellenza in quanto catalogato come ” dramma giocoso” – con cui si è inaugurata la Stagione Lirica e di Balletto 2015-2016 del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste. Firmato dal brasiliano Allex Aguilera, cresciuto professionalmente in Europa, questo allestimento affascina per l’eleganza delle prospettive misurate, per l’equilibrio d’insieme e il rispetto della tradizione. Offre dunque su un piatto d’argento quello che sa piacere al pubblico: voci, tradizione, perfezione esecutiva. Aguillera dunque non snatura ma amplifica gli elementi essenziali dell’opera: la morte, la seduzione, il gioco, la provocazione. Forte di una compagnia di canto molto equlibrata e fresca, e sostenuta dalla sicura conduzione del Maestro Gianlugici Gelmetti, muove fluidamente gli artisti sulla scena, esplora i limiti ( del tutto autoimposti in realtà) del proscenio, spazio privilegiato a cui affida tutta la capacità interpretativa degli interpreti.

E non delude la prova di tutti i cantanti in scena. Da quelli più “navigati” come Nicola Ulivieri, nei panni del protagonista nella compagnia, un Don Giovanni seduttivo e dissacrante quanto basta, a Raquel Lojendio, una intensa Donna Anna. Da Carlo Lepore, un Leporello vitale e baldanzoso, ad Anush Hovhannisyan, al suo debutto al Teatro Verdi ma già affermata a livello internazionale, nei panni di Donna Elvira. Luis Gomes interpreta Don Ottavio; Gianpiero Ruggeri torna al nostro teatro nel ruolo di Masetto. Zerlina è affidata alle voci di Diletta Rizzo Marin; Il Commendatore ad Andrea Comelli, al suo debutto sul palcoscenico del Verdi. Ma nell’intenzione di questo nuovo corso si è curato molto l’omogeneità vocale d’insieme tra prima e seconda compagnia di canto. Ricordiamo che nei ruoli sono impegnati anche il giovane Mattia Olivieri, al suo debutto al Verdi, Marie Fajtová, talento ceco al suo debutto al Verdi, Fabrizio Beggi, al suo esordio a Trieste, cosi come Raffaella Lupinacci, già affermate a livello internazionale. E poi Enrico Marrucci e poi la triestina Ilaria Zanetti.

L’opera è in scena sino a domenica 8 novembre.

Monica Ferri

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