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Al via S/paesati per parlare di migrazione e incertezze

Il festival S/paesati  del Teatro Miela diventa sempre più attuale in tempi di pandemia. 11 appuntamenti per una sfida alla confusione dilagante e all’incertezza determinata dal lockdown.  La XXI edizione di Spaesati si inaugurerà con una proposta di Giuseppe Nicodemo autore e attore del Dramma Italiano di Fiume, Il rider, la nonna e l’ I. A. – seconda commedia della “Trilogia delle Intelligenze artificiali” che si interroga sul rapporto tra essere umano e intelligenza artificiale – vedranno protagonisti  Laura Bussani e Francesco Godina.

Il festival prosegue con lo spettacolo Mileva, la moglie di Albert Einstein, una produzione del CSS Teatro Stabile di Innovazione del FVG con la giovane attrice di origine serba Ksenija MartinovicNel mese di ottobre ospiteremo anche un incontro dedicato ad uno dei periodi di forte spaesamento. Italia ’70: eversione e terrorismo, questo il titolo, vedrà  due importanti giornalisti Gianni Barbacetto e Gianfrancesco Turano, corrispondenti il primo del quotidiano “Repubblica” e il secondo del mensile “L’Espresso dialogare con il direttore de “Il Piccolo” Enzo D’ Antona. A seguire il film di Margarethe von Trotta, Anni di piombo, film che ha dato il nome agli anni oscuri della storia della nostra Repubblica e di molti paesi europei. Sempre un’autrice e attrice donna Chiara Benedetti è la protagonista di Tempo Orfano la storia di un  giovane intellettuale marocchino costretto a emigrare davanti alle deludenti conseguenze delle “primavere arabe”.

Per restare sui temi femminili, riproporremo lo spettacolo “Io non sono un numero” di e con Laura Bussani, mentre l’autrice e attrice friulana Aida Talliente propone una riflessione sui diritti umani e sulla solidarietà con gli ultimi, ne “Il Vangelo delle Beatitudini” dove uno dei capitoli è dedicato a Don Vatta e alla Comunità di S. Martino al Campo.  

I temi dell’immigrazione nel mediterraneo sono invece toccati dalla regista Bruna Braidotti   della Compagnia Arti e Mestieri di Pordenone che mette in scena Così vicino al fondo da un testo di Camille Davin ,una giovane drammaturga francese (selezione del Women Playwrights International 2018 di Santiago del Cile). Sulla Rotta Balcanica, si terrà invece un convegno internazionale a cura di ICS – Ufficio Rifugiati e “Rivolti ai Balcani” che gode anche del patrocinio dell’Università di Trieste. Alla Bosnia è dedicata la mostra Shooting in Sarajevo di Luigi Ottani a cura di Roberta Biagiarelliin cui il fotografo ripercorre i luoghi di Sarajevo riprendendoli dai punti in cui sparavano i cecchini.  Una mostra che anticipa la nostra prossima produzione dello spettacolo  Shooting in Sarajevo di e con Roberta Biagiarelli , in programma nel 2021,in collaborazione con il l’Associazione Il Contato del Canavese che gestisce il Teatro Giacosa di Ivrea (TO). Al cinema Ariston in collaborazione con La Cappella Underground proietteremo il documentario Alla Corte di Ruth – RBG di  Julie Cohen – Betsy West, che traccia un ritratto forte e veritiero della giudice americana femminista, scomparsa recentemente.

A gennaio il Teatro Stabile Sloveno ospiterà Šest (Sei) una produzione di Maska Ljubljana e Slovensko mladinsko gledališ?e, spettacolo che narra di un fatto realmente accaduto nel 2016 nella Casa dello studente di Kranj.

 Un festival che rinsalda con forza i legami tra le realtà teatrali della regione e dei territori limitrofi ( si rinsaldano con forza i legami tra le realtà teatrali della regione e dei territori limitrofi, dal CSS di Udine a AriaTeatro di Pergine e HNK “Ivan pl. Zajc”- Dramma italiano  di Fiume). Presentata anche la prima parte di stagione. Si inizia il 13 ottobre con un omaggio a Ennio Morricone collaborazione con The 1000 Streets’ Orchestra, Casa del Cinema di Trieste e La Cappella Underground

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