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Albanese: riparte dal Rossetti la satira dei vizi nostrani

TRIESTE. Si ride, e come se non si ride, con Antonio Albanese. Ma il suo non è un sorriso sterile e ci fa pensare, parecchio, ai vizi privati (e a nessuna pubblica virtù) di una società, la nostra.
L’attore comico riparte alla grande dal Friuli Venezia Giulia con “Personaggi”, carrellata delle sue irreverenti creazioni. Uno show arricchito e rinnovato, quello visto ieri al Rossetti di Trieste e che si replica stasera a Udine dove ha fatto il tutto esaurito.
Quasi due ore in scena da solo, per sette personaggi emblematici dei tempi moderni di questa Italia dal cuore grande, ma dalla morale corrotta, che corre dietro alle mode e ai facili guadagni, che non sa più dialogare e rincorre le rate e che no sa più che farsene dei call center e delle viti del mobile fai-da-te.
E allora ecco rivivere sul palco la superficialità dell’Ottimista, l’iperbolica immoralità di Cetto La Qualunque, accolto da un boato dal pubblico presente (mai personaggio inventato fu più profetico della mera realtá). E poi il cinismo di Alex Drastico, l’opportunismo di Perego, imprenditore pronto ai vendersi ai cinesi per facili guadagni, l’ingenuità di Epifanio (con il suo ti amoooo urlato al mondo), la sottile perfidia del Ministro della Paura (“non esiste una società senza paura”). Volti, nomi, emblemi di una “normale” inciviltà moderna. Albanese, da solo su un palco inquietantemente nero e scarno, lo riempie di tanta umanità. Ride, scherza, improvvisa, si atteggia, gioca col pubblico, lo incita e lo coinvolge provocandolo. Mostra tutta la sua capacità di attore, surreale, grottesco, comico anche per l’immediatezza di una fisicità fatta di gesti e sguardi (basta un accenno, un’alzata di sopracciglio a scatenare l’applauso) – e con la velocità di battuta. Testi intelligenti, scritti a quattro mani con Michele Serra, acuti, ma sempre pronti ad alleggerire, con un sorriso, la satira graffiante. Schernitore irrefrenabile dei malcostume italiano, il dono di Albanese si rivela in quel suo “mettere alla berlina” che trasuda umiltà e umanità. Ne viene fuori un recital che racconta, con corrosiva comicità e ritmo serrato – scandito a tratti da atmosfere da discoteca – un mondo popolato da personaggi in cui è possibile, nessuno escluso, ritrovarsi. Ma sempre riso amaro è. Se solo avessimo più coraggio… se solo….

m.f.

Foto di Simone di Luca

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