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All You need is…..Beatles

Piú di un gustoso amarcord, è un concerto ricco di filologica passione per le musiche dei Beatles quello proposto ieri sera al Teatro Comunale di Monfalcone. Protagonista la Magical Mystery Orchestra, ensamble veneto che dal 1991, interpeta e riproduce lo spirito dei “favolosi quattro” di Liverpool.
Non solo una band, la formazione vanta una una sezione fiati e un quartetto d’archi, che contribuiscono all’immersione totale nell’universo dei Beatles. Si inizia con “Because”, cantata rigorosamente a cappella con maestria, per procedere serratamente attraverso quelle canzoni, che i Beatles componevano ed eseguivano in sala di registrazione, sperimentando formule e armonie che incantano ancora oggi . Da “Hello Goodbye” a “Love Me Do”, da “I Want To Hold Your Hand” a “Paperback Writer”.
Ma alla MMO piace seprimentare e contaminare le musiche dei Quattro di Liverpool con le sonorità degli altri: come gli americani Beach Boys – proponendo un medley fra “Sgt. Pepper’s” e “Good Vibrations”- o come quando partendo dal ritmo di “We Will Rock You” dei Queen proseguono con il motivo di coda di “Hey Jude”.
Nel corso della serata ai successi mondiali, “Yellow Submarine” o “All You Need Is Love” , tanto per citare alcune, alternano composizioni di pura sperimentazione come quella che John Lennon scrisse sulla scia di influenze induiste, “The Void “ (il Vuoto) per poi assumere il titolo definitivo poi di “Tomorrow Never Knows”, brano tra i piú suggestivi tra quelli riproposti da MMO e uno dei più sperimentativi nella composizione in studio dei Beatles per le influenze indiane e le esperienze meditative con lo Yogi Maharishi.
La serata scivola leggera, riproponendo le atmosfere piú variegate che i Fabolous Four seppero toccare in “solo” 10 anni di attività: da quelle hippy con “ While My Guitar Gently Weeps” a quelle grintose di “Sgt. Pepper’s”, passando per l’ironia insita in “You Know My Name” (composizione in 6 parti ma con una strofa sola), non tralasciando quelle sognanti di “ Here Comes The Sun” o romantiche “A Long And Winding Road” o di “Yesterday”, primo dei numerosi bis richiesti dal pubblico, a cui fanno seguito “Twist And Shout” e “Hey Jude”.
Due ore di concerto che è un viaggio tra le note dei Beatles, impreziosito dalla accurata preparazione e ricerca filologica di MMO, arricchito dalle suggestive multivisioni di Francesco Lopergolo che contribuiscono a ricreare le atmosfere londinesi degli Anni 60. A ciò si aggiunge la presenza dell’attore Giorgio Bertan e la spiccata simpatia veneta, che trapela dal gruppo. Insieme danno vita ad alcune trovate sceniche, dal gusto goliardico, per uno spettacolo che non racconta i Beatles ma ce li fa vivere insieme allo spirito del loro tempo.

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