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Apre i battenti al Verdi di Trieste la rassegna Opere in un atto

S’inaugura mercoledì 26 ottobre un nuovo filone delle attività del Verdi nella Stagione 2016/2017: l’Opera in un atto, la rassegna che spaziando tra stili ed epoche,  intende offrire l’opportunità di apprezzare titoli preziosi e molto fruibili. Una serie pensata anche per offrire un’occasione diversa per conoscere il Teatro e avvicinarsi all’Opera, attraverso rappresentazioni di minor durata e a un prezzo decisamente accessibile. Ad aprire la rassegna mercoledì 26 ottobre prossimo sarà “La serva padrona”, celebre intermezzo di Giovanni Paisiello, per sei repliche (date e orari sul sito del Teatro Verdi).
La serva padrona andrà in scena nella versione di Ottorino Respighi realizzata per i Ballets Russes di Serge Djagilev nel 1920 e nell’edizione critica e ricostruzione di Elia Andrea Corazza curata nel 2014.
In palcoscenico un cast tutto triestino: nella parte di Serpina, la giovane triestina Elisa Verzier, già applauditissima voce solista nel Primo Concerto della Stagione Sinfonica, affiancata dal baritono Nicolò Ceriani e da Giulio Cancelli, nella parte mimata di Vespone. La regia è curata da Oscar Cecchi e propone una messa in scena originale. L’Orchestra del Verdi è diretta dal Maestro Carmine Pinto, che affianca l’attività di direttore d’orchestra con l’impegno di Primo Corno al Teatro dell’Opera di Roma; molte la prestigiose istituzioni presso cui ha diretto fa le quali, La Fenice di Venezia, Il Carlo Felice di Genova, il festival di Torre del Lago e all’estero l’Opera di Shangai e l’Opera di Pechino. Opera breve ma completa che prevede anche l’intervento del Coro, preparato per la prima volta dal nuovo Maestro, Francesca Tosi.
Un nuovo allestimento interamente curato dei laboratori del Teatro, di grande freschezza e immediatezza che non mancherà d’intrattenere grandi e piccoli.
Le rappresentazioni del mattino, che stanno registrando tantissime prenotazioni da parte delle scuole, sono aperte a tutto il pubblico

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La serva padrona andrà in scena nella versione di Ottorino Respighi realizzata per i Ballets Russes di Serge Djagilev nel 1920 e nell’edizione critica e ricostruzione di Elia Andrea Corazza curata nel 2014.
In palcoscenico un cast tutto triestino: nella parte di Serpina, la giovane triestina Elisa Verzier, già applauditissima voce solista nel Primo Concerto della Stagione Sinfonica, affiancata dal baritono Nicolò Ceriani e da Giulio Cancelli, nella parte mimata di Vespone. La regia è curata da Oscar Cecchi e propone una messa in scena originale. L’Orchestra del Verdi è diretta dal Maestro Carmine Pinto, che affianca l’attività di direttore d’orchestra con l’impegno di Primo Corno al Teatro dell’Opera di Roma; molte la prestigiose istituzioni presso cui ha diretto fa le quali, La Fenice di Venezia, Il Carlo Felice di Genova, il festival di Torre del Lago e all’estero l’Opera di Shangai e l’Opera di Pechino. Opera breve ma completa che prevede anche l’intervento del Coro, preparato per la prima volta dal nuovo Maestro, Francesca Tosi.
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S’inaugura mercoledì 26 ottobre un nuovo filone delle attività del Verdi nella Stagione 2016/2017: l’Opera in un atto, la rassegna che spaziando tra stili ed epoche,  intende offrire l’opportunità di apprezzare titoli preziosi e molto fruibili. Una serie pensata anche per offrire un’occasione diversa per conoscere il Teatro e avvicinarsi all’Opera, attraverso rappresentazioni di minor durata e a un prezzo decisamente accessibile. Ad aprire la rassegna mercoledì 26 ottobre prossimo sarà “La serva padrona”, celebre intermezzo di Giovanni Paisiello, per sei repliche (date e orari sul sito del Teatro Verdi).
La serva padrona andrà in scena nella versione di Ottorino Respighi realizzata per i Ballets Russes di Serge Djagilev nel 1920 e nell’edizione critica e ricostruzione di Elia Andrea Corazza curata nel 2014.
In palcoscenico un cast tutto triestino: nella parte di Serpina, la giovane triestina Elisa Verzier, già applauditissima voce solista nel Primo Concerto della Stagione Sinfonica, affiancata dal baritono Nicolò Ceriani e da Giulio Cancelli, nella parte mimata di Vespone. La regia è curata da Oscar Cecchi e propone una messa in scena originale. L’Orchestra del Verdi è diretta dal Maestro Carmine Pinto, che affianca l’attività di direttore d’orchestra con l’impegno di Primo Corno al Teatro dell’Opera di Roma; molte la prestigiose istituzioni presso cui ha diretto fa le quali, La Fenice di Venezia, Il Carlo Felice di Genova, il festival di Torre del Lago e all’estero l’Opera di Shangai e l’Opera di Pechino. Opera breve ma completa che prevede anche l’intervento del Coro, preparato per la prima volta dal nuovo Maestro, Francesca Tosi.
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