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BARCOLANA 52 – Mitja Gialuz, Presidente SVBG

Quest’anno, presidente, la vera sfida per Barcolana sarà dimostrare come si può stare insieme, together, anche distanziati e in sicurezza?

Stiamo vivendo una stagione difficile e ci sembrava giusto, con la responsabilità di essere la regata più partecipata al mondo, dimostrare che si può navigare e stare assieme anche in una stagione così complessa, con grande attenzione verso gli altri e verso le persone più deboli, ma senza rinunciare a vivere e a fare sport. Abbiamo lavorato tanto per cambiare una serie di procedure, dalle iscrizioni agli ormeggi, le novità più importanti hanno riguardato il procedimento di iscrizione, avvenuto sostanzialmente online, abbiamo investito sui software, creato un nuovo call-center per rispondere alle richieste degli armatori e degli equipaggi che avevano dei dubbi. Barcolana è una grande festa e lo sarà anche quest’anno, con questo virus tra di noi dobbiamo adeguarci, adattarci, ma sono fiducioso e ottimista che sarà una bellissima Barcolana anche in questo 2020.

Qual è il significato di Barcolana nel manifesto dell’edizione 52?

L’anno scorso il simbolo era il fiore, da un lato significava la fragilità dell’ambiente terrestre e marino e dall’altro era un omaggio a Saba e alla città di Trieste. Quest’anno abbiamo voluto, sempre con Illy, coinvolgere e portare a bordo Lorenzo Mattotti, un grandissimo illustratore, e gli abbiamo chiesto di descrivere la Barcolana come un’occasione per andare oltre al mero gesto sportivo. Lui ci ha regalato una donna straordinaria, che qualcuno ha interpretato come l’anima della Barcolana, una donna fiera e libera che trova nel navigare una grande gioia, una donna tipicamente triestina, con una forte determinazione, volitiva ma anche accogliente e protettiva. Il manifesto è un inno alla gioia, rassicurante, in un’epoca in cui di paure ne abbiamo fin troppe. Abbiamo voluto dare un segnale di speranza, di fiducia e di gioia nel ritrovarsi in Barcolana.

Anche in questa edizione largo ai giovani, agli sport del mare e alla tutela dell’ambiente?

Mi fa piacere dire che anche quest’anno si parte con la Barcolana Young, l’evento che è anche tappa unica del Trofeo Optimist Italia Kinder Joy of moving: un grande riconoscimento per la nostra società, per il lavoro del direttore sportivo Alessandro Bonifacio e per i bambini, che hanno più di tutti sofferto il periodo del lockdown. Barcolana è anche un’occasione per sensibilizzare le persone sulla necessità di prendersi cura del nostro pianeta e soprattutto del mare. Quest’anno sarà la prima regata al mondo con un responsabile ecologico, il RECO, che avrà cura di garantire una partecipazione consapevole dal punto di vista ambientale.

Cosa si aspetta sul campo di regata?

Una grandissima competizione tra vicini di barca, che è ciò che anima la Barcolana ogni anno, la sfida con il compagno di pontile, con l’amico/nemico in società velica, ma anche la partecipazione di progetti importanti con barche significative che si sono preparate a lungo per quella che è, quest’anno, l’unica regata di portata internazionale ad essere svolta. Per questo sarà importante per tanti team esserci e presentarsi agguerriti sulla linea di partenza.

Una Barcolana senza Sandro Chersi.

Sandro ci manca, ci è mancato tanto in questi mesi, quando c’erano da fare delle scelte strategiche, difficili e importanti, lui c’era sempre. Quest’anno di scelte importanti, dal villaggio agli ormeggi, ne abbiamo dovute fare molte ma Sandro non ci ha lasciati soli, perché ha trasmesso in tutti noi una grande passione e una grande capacità di leggere il mare e le situazioni più complicate della vita. Diceva sempre che se tagli una sequoia poi farai legna per qualche inverno, invece se la lasci vivere e coltivi le sue radici avrai ombra e potrai alimentarti per sempre. Così noi continueremo a coltivare i suoi insegnamenti e portare avanti questa grande manifestazione, che è un po’ l’anima di Trieste: la Barcolana.

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