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Barcolana50 – Mauro Pelaschier

Mauro Pelaschier di Barcolane ne ha fatte tante, si può dire che ormai ce l’ha nel sangue?
Assolutamente! E’ un appuntamento al quale non posso rinunciare, quando sono in Italia sono sempre presente.
Come ricorda la sua prima Barcolana?
La prima Barcolana me la ricordo bene. Ero reduce dalle Olimpiadi del Canada ed era una tra le prime volte che partecipavo con una barca un po’ più grande. Conoscevo già la regata, ma non avevo ancora partecipato, perché ero sempre impegnato nella ricerca degli allori olimpici. Fu la mia prima esperienza, bellissima, mi ritrovai circondato da barche di tutte le misure e di tutte le specie, non capivo bene nemmeno quale fosse il mio avversario. C’era chi suonava la fisarmonica, chi stappava la bottiglia, era una situazione particolare, ma mi sono divertito molto.
La Barcolana su Radio Punto Zero?
Io navigo ovviamente e non ho gli strumenti per ascoltare, ma nelle edizioni precedenti, essendo molto presente RPZ, ho ascoltato qualche passaggio. Conosco la stazione e devo dire che siete sempre molto precisi ed attenti. Soprattutto raccontate bene lo spirito di questa regata, che non è delle più tecniche, ma è l’unica così popolare da essere frequentata da più di 2.000 barche.
A proposito di radio e di successo mediatico, qual è l’ingrediente del successo crescente, tra i media, della Barcolana?
Secondo me tutti hanno capito lo spirito della “competizione” e soprattutto hanno capito che dietro la Barcolana c’è una regione intera e non solo la città di Trieste. C’è tutto il contorno, il Friuli Venezia Giulia, l’Austria, la Slovenia, la Croazia, e questo è l’aspetto interessante. I media l’hanno compreso e hanno cominciato a condividerne lo spirito e soprattutto a raccontarlo.
Come spiegheresti a tutti i nostri ascoltatori cos’è la Barcolana?
E’ il vivere in modo sereno il mare, praticare la vela senza troppe ansie. E poi c’è il contorno che è meraviglioso.
Infine un aneddoto che ricordi con affetto?
Ricordo la 30° edizione, per la prima volta accettai di far parte di un equipaggio competitivo, in lizza per la vittoria finale. Dovevamo salire a bordo del Riviera di Rimini, per convincerci a partecipare Leo Terraneo, il proprietario di Castelvecchio, ci portò nella sua azienda di vini. C’erano anche Paolo Cian, Vasco Vascotto e molti altri. Gli scolammo mezza cantina prima di accettare questa partecipazione.

Ascolta l’intervista integrale:

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