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Barcolana50 – Roberto Vencato

Roberto Vencato, sei pezzo di storia della vela di Trieste, ma anche di Barcolana, il 50° anniversario della Coppa d’Autunno, come te lo immagini?
È il momento giusto di fare la vera festa. La festa che dal mare si è spostata anche in terra, la Barcolana oggi coinvolge un pubblico di oltre duecentomila persone, quindi questo cinquantenario lo immagino con un grande successo di pubblico e assolutamente festoso.
La storia di Barcolana dal punto di vista delle vele?
Nelle prime edizioni le vele erano ancora realizzate in tessuti come il cotone o il Dacron, rigorosamente bianchi. Oggi, in regata, di bianco se ne vede poco, siamo passati a dei materiali molto sofisticati e non c’è più un colore di base, è tutto variegato e variopinto.
Ricordi qualche Barcolana in particolare?
Ero appena tornato dalle Olimpiadi e un socio della Vela mi disse:“Avrei molto piacere di farti partecipare alla Barcolana con noi”. “Fantastico!” pensai, e mi misi al timone della barca. Poco prima della partenza il proprietario mi riprese il timone. Ci rimasi male e dissi: “Non lasci un olimpionico fresco al timone? È proprio strano!” Rispose: “Guarda, ti ho imbarcato perché pesi 64 Kg. Così la barca va bene.” Mi feci una Barcolana tutta sulla prua di questa barca, senza potermi alzare e fare niente. Quante volte sarà successo di fare da zavorra durante una Barcolana ad un olimpionico? Notate bene che ero il primo olimpionico di Trieste dal dopoguerra dopo Straulino, non è che fossimo in 45 in regata, c’ero solo io ed ho fatto da zavorra.
Come l’hai vissuta e ascoltata RPZ in Barcolana?
È un punto fermo per me, perché ha sempre raccontato la Barcolana minuto per minuto. Poi si sono aggregate altre radio ed altri enti, ma alla fine i più importanti secondo me siete sempre stati voi.
Con te, Roberto intervistiamo i protagonisti prima della partenza, qualche intervista che ti ha colpito?
Sono rimasto molto sorpreso da Claudia Rossi, stava vincendo in classe J70, classe zeppa di campioni. Durante l’intervista le ho chiesto: “Ma da quanto tempo vai in barca a vela?” Mi ha risposto: “Da due anni”. Sono impallidito, perché per arrivare ai suoi livelli io ci ho messo 20 anni.
Come si segue la Barcolana da velaio?
Sperando che le vele che hai fatto non subiscano danni e che il cliente non torni dicendoti che si sono rotte. Le riparazioni le paghiamo noi quindi, quasi quasi, ci auguriamo poco vento. Sto scherzando naturalmente, comunque vada, sarà sempre buon vento.

Ascolta l’intervista integrale:

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