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Casa 2.0, le tendenze grafiche del 2017

Che cosa succederà nell’ambiente grafico quest’anno? E quali saranno le tendenze da cavalcare se volete comunicare (ed innovare) in campo visuale in questo 2017? Lo scopriamo in questa puntata multidisciplinare, che riguarda certamente il design e l’arredamento ma che coinvolge tutti coloro che si preparano a comunicare in questo anno nuovo e che non vogliono restare indietro.

A condurci anche in questa puntata i due designer Claudio Papa e Sylva Gortana, con la collaborazione di Vista Casa, la rivista di design e di arredamento del Friuli Venezia Giulia.

Il ritorno (prepotente) dell’illustrazione.

Una delle tendenze grafiche molto interessanti, per il 2017 e per il futuro in generale, è il ritorno e l’utilizzo preponderante dell’illustrazione per campi che vanno dal packaging design al fashion.
L’illustrazione ha il potere straordinario di comunicare in modo immediato e divertente, arriva prima e in modo diretto all’utente/consumatore, in un certo senso riesce anche a fidelizzarlo con la simpatia e l’impressione visiva.
Già lo stiamo vedendo nell’editoria: cover sempre più illustrate, tipografia e foto unite insieme in modo mai visto, infografiche e disegni per spiegare i big data che vanno per la maggiore.
Siamo assistendo ad una vera rivoluzione creativa e abbiamo la possibilità di esserne i protagonisti.Le illustrazioni stanno prendendo il posto della fotografia. I migliori illustratori, sempre più seguiti sui profili social, primo tra tutti Instagram, sono dei veri e propri divi.
Olimpia Zagnoli, Guido Scarabattolo, Emiliano Ponzi, Gloria Pizzilli, Rita Petruccioli, Giulia Sagramola, Alessandro Gottardo, Francesco Poroli e moltissimi altri sono solo la punta dell’iceberg che lavora per testate nazionali ed internazionali come The New York Times, The New Yorker, La Repubblica, Taschen, TIME, Google, Marie Claire, New York Magazine, Rolling Stone, Monocle, Vanity Fair, Clinique, Air France, Yale University, The Guardian.
Il lavoro di 4 illustratori italiani (Gottardo, Ponzi, Zagnoli e Poroli) premiati con numerosi riconoscimenti: la visione offre un ampio panorama sui segreti del mestiere dell’illustratore, che vede oggi, con l’avvento prepotente dei nuovi media, un vero secondo rinascimento, in un’epoca di depressione politica ed economica.
Se volete approfondire il tema, vi consiglio di cominciare a spulciare nei portfoli di cotanta gente con la matita e la tavoletta grafica sempre in mano.

L’uso di colori brillanti ed audaci.

Il 2017 sarà di raccordo con gli anni ’80 e ’90 vedrà le tonalità vivaci e accese come scelte popolari e predominanti.Palette fluo e ritorno delle sfumature, anche nei loghi. Il nuovo marchio di Instagram ne è uno splendido esempio. Basta con le tonalità tenui-pastello del 1960, è ora di accendere la creatività.
Ovviamente queste scelte cromatiche non possono che sposare il minimalismo, nel senso che a colori molto accesi si contrappongono forme semplici e layout minimi.
Anche nella scelta cromatica in genere non bisogna usare più di due colori primari, per evitare l’effetto “maglioncino della nonna”.

Tutti al capezzale della carta stampata. O no?

Si vocifera tra i grandi designers che la carta stampata stia sempre più scomparendo. Beh, in realtà non è vero e non potrà mai esserlo. Effettivamente è cambiato il flusso di produzione, prima si partiva con la stampa e ne si digitalizzava il contenuto. Oggi è l’esatto contrario.Molto marketing si fa online, ma la carta non è destinata a scomparire.La carta sta assumendo altre connotazioni. Sicuramente più pregiate, più ricercate e sicuramente più sostenibili Nuovi materiali fanno capolino per aggiungere un tocco di esperienzialità ed aumentare il coinvolgimento dell’utente. Sulla carta si sperimenteranno nuove forme di tipografia. L’utilizzo di caratteri tipografici inusuali, originali, scritti a mano, progettati ad hoc sarà il modo per conferire al progetto un senso di unicità. Attraverso l’uso sapiente della tipografia sarà possibile comunicare meglio e trasmettere drammaticità o divertimento con le dimensioni, la consistenza, il colore. Pensate che in Giappone l’editoria digitale stenta a decollare .A quanto pare i giapponesi hanno ancora bisogno di “sentire” la carta, di sfogliare i libri.
Le riviste lì sono molto più dense di immagini, i testi sono ridotti per via della scrittura difficile da leggere: tutto è parecchio più visuale. Il tablet non riesce a trasmettere lo stesso piacere per la lettura. La carta è, in Giappone, un’esperienza di vita che appaga, non un semplice diversivo per pochi intellettuali.

Viva i pattern.

Passi il minimalismo nei layout, ma i pattern saranno sempre più protagonisti del design (http://www.patternpulp.com). Lo vediamo già nella moda, il futuro è fatto di geometrie non convenzionali, pois, righe, strisce, fiori, animali e robe psichedeliche. I motivi disegnati saranno preponderanti sulle copertine, in abbigliamento, nei materiali da cartoleria, nella carta da parati, nelle ceramiche da bagno, nella biancheria da letto e pure nei mobili.
I pattern saranno sempre più materici, sempre più touch, per esaltarne l’esperienzialità.

Tutto si anima.

Diciamolo: il pubblico si è stancato delle grafiche 2d statiche, delle immagini fisse. Basti pensare a quanti utenti frequentano You Tube quotidianamente.
L’animazione comincia a fare capolino nel nostro quotidiano grafico, a giocare un ruolo fondamentale nel migliorare sia le esperienze degli utenti, perché fornisce strumenti potenti per la narrazione visuale. La crescita della motion grafica si impennerà nel futuro imminente, con sempre più clienti e agenzie di tutte le dimensioni che utilizzeranno la grafica animata per i progetti grandi e piccoli.
Con più canali web e social network che offrono contenuti video (Instagram, Vine, Youtube e anche Facebook), i marchi stanno investendo sempre più soldi in “contenuti” al fine di creare un buzz e un seguito di pubblico.
Questo si traduce in un gran bel lavoro per i liberi professionisti del settore, perché tutti questi contenuti devono essere ideati, creati, diretti, girati, montati, classificati, codificati e post-prodotti con motion graphics e la maggior parte delle aziende non hanno l’abilità o il know how per fare tutto in casa.
I documentari animati sono particolarmente importanti oggi, con così tanti problemi sociali e politici che turbinano intorno ai social media e richiedono una spiegazione visiva.
Il successo dei recenti documenti animati di StoryCorps, Vox e TED hanno spianato la strada per un uso più corrente del genere.
Vedremo una maggiore varietà di banner e promo animati in tutto il mondo, tra cui in infografiche e pubblicità.
Anche le web agency dovranno attrezzarsi per produrre all’interno grafiche animate: il mondo della comunicazione ne richiederà l’uso impellente.

Visualizzare i big data.

Non è più un segreto: i contenuti di qualità possono raggiungere risultati significativi per una qualsiasi azienda.
Detto questo, è ovvio che le infografiche siano diventate così popolari per il marketing dei contenuti, in quanto questo tipo di grafica visiva può spesso ottenere più condivisioni e apprezzamenti. (https://it.wikipedia.org/wiki/Infografica)
L’infografica avrà un futuro luminoso se i designer che le progettano abbracceranno la precisione, la chiarezza, la profondità e il servizio al pubblico, piuttosto che la semplice promozione.
Infografica non significa solo fare un’informazione “più sexy” per catturare la vista o per far diventare il messaggio più virale.
Hanno bisogno di essere funzionali, belle e penetranti, devono aiutare il pubblico a scoprire le verità profonde e utili che si celano dietro la complessità del mondo.
Oggi le infografiche sono presenti in quasi tutti i libri di divulgazione scientifica, nelle riviste giornalistiche di approfondimento
(IL, L’Internazionale…), in magazine di tendenza (Monocle, New York Magazine…). Come veicolo di contenuti, sono un modo fantastico per presentare idee e dati in modo facilmente digeribile.
In realtà, molti proprietari di imprese e di testate web ancora non sanno nemmeno che cosa è un’infografica.
D’altro canto però, sempre più editori diventano ogni giorno più consapevoli di ciò che rappresentano e di quanto potenti possono essere come strumento di marketing dei contenuti.
Per quanto riguarda il futuro, penso che vedremo infografiche sempre più interattive e anche video.Se fatte bene, sono davvero cool!

Un consiglio, infine, per i graphic designer di oggi:guardatevi intorno, sperimentate, acquisite nuove abilità, provate nuovi mezzi di comunicazione. Il mondo ha bisogno di voi!

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Casa 2.0, le tendenze grafiche del 2017

Che cosa succederà nell’ambiente grafico quest’anno? E quali saranno le tendenze da cavalcare se volete comunicare (ed innovare) in campo visuale in questo 2017? Lo scopriamo in questa puntata multidisciplinare, che riguarda certamente il design e l’arredamento ma che coinvolge tutti coloro che si preparano a comunicare in questo anno nuovo e che non vogliono restare indietro.

A condurci anche in questa puntata i due designer Claudio Papa e Sylva Gortana, con la collaborazione di Vista Casa, la rivista di design e di arredamento del Friuli Venezia Giulia.

Il ritorno (prepotente) dell’illustrazione.

Una delle tendenze grafiche molto interessanti, per il 2017 e per il futuro in generale, è il ritorno e l’utilizzo preponderante dell’illustrazione per campi che vanno dal packaging design al fashion.
L’illustrazione ha il potere straordinario di comunicare in modo immediato e divertente, arriva prima e in modo diretto all’utente/consumatore, in un certo senso riesce anche a fidelizzarlo con la simpatia e l’impressione visiva.
Già lo stiamo vedendo nell’editoria: cover sempre più illustrate, tipografia e foto unite insieme in modo mai visto, infografiche e disegni per spiegare i big data che vanno per la maggiore.
Siamo assistendo ad una vera rivoluzione creativa e abbiamo la possibilità di esserne i protagonisti.Le illustrazioni stanno prendendo il posto della fotografia. I migliori illustratori, sempre più seguiti sui profili social, primo tra tutti Instagram, sono dei veri e propri divi.
Olimpia Zagnoli, Guido Scarabattolo, Emiliano Ponzi, Gloria Pizzilli, Rita Petruccioli, Giulia Sagramola, Alessandro Gottardo, Francesco Poroli e moltissimi altri sono solo la punta dell’iceberg che lavora per testate nazionali ed internazionali come The New York Times, The New Yorker, La Repubblica, Taschen, TIME, Google, Marie Claire, New York Magazine, Rolling Stone, Monocle, Vanity Fair, Clinique, Air France, Yale University, The Guardian.
Il lavoro di 4 illustratori italiani (Gottardo, Ponzi, Zagnoli e Poroli) premiati con numerosi riconoscimenti: la visione offre un ampio panorama sui segreti del mestiere dell’illustratore, che vede oggi, con l’avvento prepotente dei nuovi media, un vero secondo rinascimento, in un’epoca di depressione politica ed economica.
Se volete approfondire il tema, vi consiglio di cominciare a spulciare nei portfoli di cotanta gente con la matita e la tavoletta grafica sempre in mano.

L’uso di colori brillanti ed audaci.

Il 2017 sarà di raccordo con gli anni ’80 e ’90 vedrà le tonalità vivaci e accese come scelte popolari e predominanti.Palette fluo e ritorno delle sfumature, anche nei loghi. Il nuovo marchio di Instagram ne è uno splendido esempio. Basta con le tonalità tenui-pastello del 1960, è ora di accendere la creatività.
Ovviamente queste scelte cromatiche non possono che sposare il minimalismo, nel senso che a colori molto accesi si contrappongono forme semplici e layout minimi.
Anche nella scelta cromatica in genere non bisogna usare più di due colori primari, per evitare l’effetto “maglioncino della nonna”.

Tutti al capezzale della carta stampata. O no?

Si vocifera tra i grandi designers che la carta stampata stia sempre più scomparendo. Beh, in realtà non è vero e non potrà mai esserlo. Effettivamente è cambiato il flusso di produzione, prima si partiva con la stampa e ne si digitalizzava il contenuto. Oggi è l’esatto contrario.Molto marketing si fa online, ma la carta non è destinata a scomparire.La carta sta assumendo altre connotazioni. Sicuramente più pregiate, più ricercate e sicuramente più sostenibili Nuovi materiali fanno capolino per aggiungere un tocco di esperienzialità ed aumentare il coinvolgimento dell’utente. Sulla carta si sperimenteranno nuove forme di tipografia. L’utilizzo di caratteri tipografici inusuali, originali, scritti a mano, progettati ad hoc sarà il modo per conferire al progetto un senso di unicità. Attraverso l’uso sapiente della tipografia sarà possibile comunicare meglio e trasmettere drammaticità o divertimento con le dimensioni, la consistenza, il colore. Pensate che in Giappone l’editoria digitale stenta a decollare .A quanto pare i giapponesi hanno ancora bisogno di “sentire” la carta, di sfogliare i libri.
Le riviste lì sono molto più dense di immagini, i testi sono ridotti per via della scrittura difficile da leggere: tutto è parecchio più visuale. Il tablet non riesce a trasmettere lo stesso piacere per la lettura. La carta è, in Giappone, un’esperienza di vita che appaga, non un semplice diversivo per pochi intellettuali.

Viva i pattern.

Passi il minimalismo nei layout, ma i pattern saranno sempre più protagonisti del design (http://www.patternpulp.com). Lo vediamo già nella moda, il futuro è fatto di geometrie non convenzionali, pois, righe, strisce, fiori, animali e robe psichedeliche. I motivi disegnati saranno preponderanti sulle copertine, in abbigliamento, nei materiali da cartoleria, nella carta da parati, nelle ceramiche da bagno, nella biancheria da letto e pure nei mobili.
I pattern saranno sempre più materici, sempre più touch, per esaltarne l’esperienzialità.

Tutto si anima.

Diciamolo: il pubblico si è stancato delle grafiche 2d statiche, delle immagini fisse. Basti pensare a quanti utenti frequentano You Tube quotidianamente.
L’animazione comincia a fare capolino nel nostro quotidiano grafico, a giocare un ruolo fondamentale nel migliorare sia le esperienze degli utenti, perché fornisce strumenti potenti per la narrazione visuale. La crescita della motion grafica si impennerà nel futuro imminente, con sempre più clienti e agenzie di tutte le dimensioni che utilizzeranno la grafica animata per i progetti grandi e piccoli.
Con più canali web e social network che offrono contenuti video (Instagram, Vine, Youtube e anche Facebook), i marchi stanno investendo sempre più soldi in “contenuti” al fine di creare un buzz e un seguito di pubblico.
Questo si traduce in un gran bel lavoro per i liberi professionisti del settore, perché tutti questi contenuti devono essere ideati, creati, diretti, girati, montati, classificati, codificati e post-prodotti con motion graphics e la maggior parte delle aziende non hanno l’abilità o il know how per fare tutto in casa.
I documentari animati sono particolarmente importanti oggi, con così tanti problemi sociali e politici che turbinano intorno ai social media e richiedono una spiegazione visiva.
Il successo dei recenti documenti animati di StoryCorps, Vox e TED hanno spianato la strada per un uso più corrente del genere.
Vedremo una maggiore varietà di banner e promo animati in tutto il mondo, tra cui in infografiche e pubblicità.
Anche le web agency dovranno attrezzarsi per produrre all’interno grafiche animate: il mondo della comunicazione ne richiederà l’uso impellente.

Visualizzare i big data.

Non è più un segreto: i contenuti di qualità possono raggiungere risultati significativi per una qualsiasi azienda.
Detto questo, è ovvio che le infografiche siano diventate così popolari per il marketing dei contenuti, in quanto questo tipo di grafica visiva può spesso ottenere più condivisioni e apprezzamenti. (https://it.wikipedia.org/wiki/Infografica)
L’infografica avrà un futuro luminoso se i designer che le progettano abbracceranno la precisione, la chiarezza, la profondità e il servizio al pubblico, piuttosto che la semplice promozione.
Infografica non significa solo fare un’informazione “più sexy” per catturare la vista o per far diventare il messaggio più virale.
Hanno bisogno di essere funzionali, belle e penetranti, devono aiutare il pubblico a scoprire le verità profonde e utili che si celano dietro la complessità del mondo.
Oggi le infografiche sono presenti in quasi tutti i libri di divulgazione scientifica, nelle riviste giornalistiche di approfondimento
(IL, L’Internazionale…), in magazine di tendenza (Monocle, New York Magazine…). Come veicolo di contenuti, sono un modo fantastico per presentare idee e dati in modo facilmente digeribile.
In realtà, molti proprietari di imprese e di testate web ancora non sanno nemmeno che cosa è un’infografica.
D’altro canto però, sempre più editori diventano ogni giorno più consapevoli di ciò che rappresentano e di quanto potenti possono essere come strumento di marketing dei contenuti.
Per quanto riguarda il futuro, penso che vedremo infografiche sempre più interattive e anche video.Se fatte bene, sono davvero cool!

Un consiglio, infine, per i graphic designer di oggi:guardatevi intorno, sperimentate, acquisite nuove abilità, provate nuovi mezzi di comunicazione. Il mondo ha bisogno di voi!

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Casa 2.0, le tendenze grafiche del 2017

Che cosa succederà nell’ambiente grafico quest’anno? E quali saranno le tendenze da cavalcare se volete comunicare (ed innovare) in campo visuale in questo 2017? Lo scopriamo in questa puntata multidisciplinare, che riguarda certamente il design e l’arredamento ma che coinvolge tutti coloro che si preparano a comunicare in questo anno nuovo e che non vogliono restare indietro.

A condurci anche in questa puntata i due designer Claudio Papa e Sylva Gortana, con la collaborazione di Vista Casa, la rivista di design e di arredamento del Friuli Venezia Giulia.

Il ritorno (prepotente) dell’illustrazione.

Una delle tendenze grafiche molto interessanti, per il 2017 e per il futuro in generale, è il ritorno e l’utilizzo preponderante dell’illustrazione per campi che vanno dal packaging design al fashion.
L’illustrazione ha il potere straordinario di comunicare in modo immediato e divertente, arriva prima e in modo diretto all’utente/consumatore, in un certo senso riesce anche a fidelizzarlo con la simpatia e l’impressione visiva.
Già lo stiamo vedendo nell’editoria: cover sempre più illustrate, tipografia e foto unite insieme in modo mai visto, infografiche e disegni per spiegare i big data che vanno per la maggiore.
Siamo assistendo ad una vera rivoluzione creativa e abbiamo la possibilità di esserne i protagonisti.Le illustrazioni stanno prendendo il posto della fotografia. I migliori illustratori, sempre più seguiti sui profili social, primo tra tutti Instagram, sono dei veri e propri divi.
Olimpia Zagnoli, Guido Scarabattolo, Emiliano Ponzi, Gloria Pizzilli, Rita Petruccioli, Giulia Sagramola, Alessandro Gottardo, Francesco Poroli e moltissimi altri sono solo la punta dell’iceberg che lavora per testate nazionali ed internazionali come The New York Times, The New Yorker, La Repubblica, Taschen, TIME, Google, Marie Claire, New York Magazine, Rolling Stone, Monocle, Vanity Fair, Clinique, Air France, Yale University, The Guardian.
Il lavoro di 4 illustratori italiani (Gottardo, Ponzi, Zagnoli e Poroli) premiati con numerosi riconoscimenti: la visione offre un ampio panorama sui segreti del mestiere dell’illustratore, che vede oggi, con l’avvento prepotente dei nuovi media, un vero secondo rinascimento, in un’epoca di depressione politica ed economica.
Se volete approfondire il tema, vi consiglio di cominciare a spulciare nei portfoli di cotanta gente con la matita e la tavoletta grafica sempre in mano.

L’uso di colori brillanti ed audaci.

Il 2017 sarà di raccordo con gli anni ’80 e ’90 vedrà le tonalità vivaci e accese come scelte popolari e predominanti.Palette fluo e ritorno delle sfumature, anche nei loghi. Il nuovo marchio di Instagram ne è uno splendido esempio. Basta con le tonalità tenui-pastello del 1960, è ora di accendere la creatività.
Ovviamente queste scelte cromatiche non possono che sposare il minimalismo, nel senso che a colori molto accesi si contrappongono forme semplici e layout minimi.
Anche nella scelta cromatica in genere non bisogna usare più di due colori primari, per evitare l’effetto “maglioncino della nonna”.

Tutti al capezzale della carta stampata. O no?

Si vocifera tra i grandi designers che la carta stampata stia sempre più scomparendo. Beh, in realtà non è vero e non potrà mai esserlo. Effettivamente è cambiato il flusso di produzione, prima si partiva con la stampa e ne si digitalizzava il contenuto. Oggi è l’esatto contrario.Molto marketing si fa online, ma la carta non è destinata a scomparire.La carta sta assumendo altre connotazioni. Sicuramente più pregiate, più ricercate e sicuramente più sostenibili Nuovi materiali fanno capolino per aggiungere un tocco di esperienzialità ed aumentare il coinvolgimento dell’utente. Sulla carta si sperimenteranno nuove forme di tipografia. L’utilizzo di caratteri tipografici inusuali, originali, scritti a mano, progettati ad hoc sarà il modo per conferire al progetto un senso di unicità. Attraverso l’uso sapiente della tipografia sarà possibile comunicare meglio e trasmettere drammaticità o divertimento con le dimensioni, la consistenza, il colore. Pensate che in Giappone l’editoria digitale stenta a decollare .A quanto pare i giapponesi hanno ancora bisogno di “sentire” la carta, di sfogliare i libri.
Le riviste lì sono molto più dense di immagini, i testi sono ridotti per via della scrittura difficile da leggere: tutto è parecchio più visuale. Il tablet non riesce a trasmettere lo stesso piacere per la lettura. La carta è, in Giappone, un’esperienza di vita che appaga, non un semplice diversivo per pochi intellettuali.

Viva i pattern.

Passi il minimalismo nei layout, ma i pattern saranno sempre più protagonisti del design (http://www.patternpulp.com). Lo vediamo già nella moda, il futuro è fatto di geometrie non convenzionali, pois, righe, strisce, fiori, animali e robe psichedeliche. I motivi disegnati saranno preponderanti sulle copertine, in abbigliamento, nei materiali da cartoleria, nella carta da parati, nelle ceramiche da bagno, nella biancheria da letto e pure nei mobili.
I pattern saranno sempre più materici, sempre più touch, per esaltarne l’esperienzialità.

Tutto si anima.

Diciamolo: il pubblico si è stancato delle grafiche 2d statiche, delle immagini fisse. Basti pensare a quanti utenti frequentano You Tube quotidianamente.
L’animazione comincia a fare capolino nel nostro quotidiano grafico, a giocare un ruolo fondamentale nel migliorare sia le esperienze degli utenti, perché fornisce strumenti potenti per la narrazione visuale. La crescita della motion grafica si impennerà nel futuro imminente, con sempre più clienti e agenzie di tutte le dimensioni che utilizzeranno la grafica animata per i progetti grandi e piccoli.
Con più canali web e social network che offrono contenuti video (Instagram, Vine, Youtube e anche Facebook), i marchi stanno investendo sempre più soldi in “contenuti” al fine di creare un buzz e un seguito di pubblico.
Questo si traduce in un gran bel lavoro per i liberi professionisti del settore, perché tutti questi contenuti devono essere ideati, creati, diretti, girati, montati, classificati, codificati e post-prodotti con motion graphics e la maggior parte delle aziende non hanno l’abilità o il know how per fare tutto in casa.
I documentari animati sono particolarmente importanti oggi, con così tanti problemi sociali e politici che turbinano intorno ai social media e richiedono una spiegazione visiva.
Il successo dei recenti documenti animati di StoryCorps, Vox e TED hanno spianato la strada per un uso più corrente del genere.
Vedremo una maggiore varietà di banner e promo animati in tutto il mondo, tra cui in infografiche e pubblicità.
Anche le web agency dovranno attrezzarsi per produrre all’interno grafiche animate: il mondo della comunicazione ne richiederà l’uso impellente.

Visualizzare i big data.

Non è più un segreto: i contenuti di qualità possono raggiungere risultati significativi per una qualsiasi azienda.
Detto questo, è ovvio che le infografiche siano diventate così popolari per il marketing dei contenuti, in quanto questo tipo di grafica visiva può spesso ottenere più condivisioni e apprezzamenti. (https://it.wikipedia.org/wiki/Infografica)
L’infografica avrà un futuro luminoso se i designer che le progettano abbracceranno la precisione, la chiarezza, la profondità e il servizio al pubblico, piuttosto che la semplice promozione.
Infografica non significa solo fare un’informazione “più sexy” per catturare la vista o per far diventare il messaggio più virale.
Hanno bisogno di essere funzionali, belle e penetranti, devono aiutare il pubblico a scoprire le verità profonde e utili che si celano dietro la complessità del mondo.
Oggi le infografiche sono presenti in quasi tutti i libri di divulgazione scientifica, nelle riviste giornalistiche di approfondimento
(IL, L’Internazionale…), in magazine di tendenza (Monocle, New York Magazine…). Come veicolo di contenuti, sono un modo fantastico per presentare idee e dati in modo facilmente digeribile.
In realtà, molti proprietari di imprese e di testate web ancora non sanno nemmeno che cosa è un’infografica.
D’altro canto però, sempre più editori diventano ogni giorno più consapevoli di ciò che rappresentano e di quanto potenti possono essere come strumento di marketing dei contenuti.
Per quanto riguarda il futuro, penso che vedremo infografiche sempre più interattive e anche video.Se fatte bene, sono davvero cool!

Un consiglio, infine, per i graphic designer di oggi:guardatevi intorno, sperimentate, acquisite nuove abilità, provate nuovi mezzi di comunicazione. Il mondo ha bisogno di voi!

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LUSSARISSIMO 2017

Lussarissimo 2017, il parallelo più lungo del mondo a Tarvisio. Vivi le emozioni degli sporti …

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Immagine da patternpulp.com

Casa 2.0, le tendenze grafiche del 2017

Che cosa succederà nell’ambiente grafico quest’anno? E quali saranno le tendenze da cavalcare se volete comunicare (ed innovare) in campo visuale in questo 2017? Lo scopriamo in questa puntata multidisciplinare, che riguarda certamente il design e l’arredamento ma che coinvolge tutti coloro che si preparano a comunicare in questo anno nuovo e che non vogliono restare indietro.

A condurci anche in questa puntata i due designer Claudio Papa e Sylva Gortana, con la collaborazione di Vista Casa, la rivista di design e di arredamento del Friuli Venezia Giulia.

Il ritorno (prepotente) dell’illustrazione.

Una delle tendenze grafiche molto interessanti, per il 2017 e per il futuro in generale, è il ritorno e l’utilizzo preponderante dell’illustrazione per campi che vanno dal packaging design al fashion.
L’illustrazione ha il potere straordinario di comunicare in modo immediato e divertente, arriva prima e in modo diretto all’utente/consumatore, in un certo senso riesce anche a fidelizzarlo con la simpatia e l’impressione visiva.
Già lo stiamo vedendo nell’editoria: cover sempre più illustrate, tipografia e foto unite insieme in modo mai visto, infografiche e disegni per spiegare i big data che vanno per la maggiore.
Siamo assistendo ad una vera rivoluzione creativa e abbiamo la possibilità di esserne i protagonisti.Le illustrazioni stanno prendendo il posto della fotografia. I migliori illustratori, sempre più seguiti sui profili social, primo tra tutti Instagram, sono dei veri e propri divi.
Olimpia Zagnoli, Guido Scarabattolo, Emiliano Ponzi, Gloria Pizzilli, Rita Petruccioli, Giulia Sagramola, Alessandro Gottardo, Francesco Poroli e moltissimi altri sono solo la punta dell’iceberg che lavora per testate nazionali ed internazionali come The New York Times, The New Yorker, La Repubblica, Taschen, TIME, Google, Marie Claire, New York Magazine, Rolling Stone, Monocle, Vanity Fair, Clinique, Air France, Yale University, The Guardian.
Il lavoro di 4 illustratori italiani (Gottardo, Ponzi, Zagnoli e Poroli) premiati con numerosi riconoscimenti: la visione offre un ampio panorama sui segreti del mestiere dell’illustratore, che vede oggi, con l’avvento prepotente dei nuovi media, un vero secondo rinascimento, in un’epoca di depressione politica ed economica.
Se volete approfondire il tema, vi consiglio di cominciare a spulciare nei portfoli di cotanta gente con la matita e la tavoletta grafica sempre in mano.

L’uso di colori brillanti ed audaci.

Il 2017 sarà di raccordo con gli anni ’80 e ’90 vedrà le tonalità vivaci e accese come scelte popolari e predominanti.Palette fluo e ritorno delle sfumature, anche nei loghi. Il nuovo marchio di Instagram ne è uno splendido esempio. Basta con le tonalità tenui-pastello del 1960, è ora di accendere la creatività.
Ovviamente queste scelte cromatiche non possono che sposare il minimalismo, nel senso che a colori molto accesi si contrappongono forme semplici e layout minimi.
Anche nella scelta cromatica in genere non bisogna usare più di due colori primari, per evitare l’effetto “maglioncino della nonna”.

Tutti al capezzale della carta stampata. O no?

Si vocifera tra i grandi designers che la carta stampata stia sempre più scomparendo. Beh, in realtà non è vero e non potrà mai esserlo. Effettivamente è cambiato il flusso di produzione, prima si partiva con la stampa e ne si digitalizzava il contenuto. Oggi è l’esatto contrario.Molto marketing si fa online, ma la carta non è destinata a scomparire.La carta sta assumendo altre connotazioni. Sicuramente più pregiate, più ricercate e sicuramente più sostenibili Nuovi materiali fanno capolino per aggiungere un tocco di esperienzialità ed aumentare il coinvolgimento dell’utente. Sulla carta si sperimenteranno nuove forme di tipografia. L’utilizzo di caratteri tipografici inusuali, originali, scritti a mano, progettati ad hoc sarà il modo per conferire al progetto un senso di unicità. Attraverso l’uso sapiente della tipografia sarà possibile comunicare meglio e trasmettere drammaticità o divertimento con le dimensioni, la consistenza, il colore. Pensate che in Giappone l’editoria digitale stenta a decollare .A quanto pare i giapponesi hanno ancora bisogno di “sentire” la carta, di sfogliare i libri.
Le riviste lì sono molto più dense di immagini, i testi sono ridotti per via della scrittura difficile da leggere: tutto è parecchio più visuale. Il tablet non riesce a trasmettere lo stesso piacere per la lettura. La carta è, in Giappone, un’esperienza di vita che appaga, non un semplice diversivo per pochi intellettuali.

Viva i pattern.

Passi il minimalismo nei layout, ma i pattern saranno sempre più protagonisti del design (http://www.patternpulp.com). Lo vediamo già nella moda, il futuro è fatto di geometrie non convenzionali, pois, righe, strisce, fiori, animali e robe psichedeliche. I motivi disegnati saranno preponderanti sulle copertine, in abbigliamento, nei materiali da cartoleria, nella carta da parati, nelle ceramiche da bagno, nella biancheria da letto e pure nei mobili.
I pattern saranno sempre più materici, sempre più touch, per esaltarne l’esperienzialità.

Tutto si anima.

Diciamolo: il pubblico si è stancato delle grafiche 2d statiche, delle immagini fisse. Basti pensare a quanti utenti frequentano You Tube quotidianamente.
L’animazione comincia a fare capolino nel nostro quotidiano grafico, a giocare un ruolo fondamentale nel migliorare sia le esperienze degli utenti, perché fornisce strumenti potenti per la narrazione visuale. La crescita della motion grafica si impennerà nel futuro imminente, con sempre più clienti e agenzie di tutte le dimensioni che utilizzeranno la grafica animata per i progetti grandi e piccoli.
Con più canali web e social network che offrono contenuti video (Instagram, Vine, Youtube e anche Facebook), i marchi stanno investendo sempre più soldi in “contenuti” al fine di creare un buzz e un seguito di pubblico.
Questo si traduce in un gran bel lavoro per i liberi professionisti del settore, perché tutti questi contenuti devono essere ideati, creati, diretti, girati, montati, classificati, codificati e post-prodotti con motion graphics e la maggior parte delle aziende non hanno l’abilità o il know how per fare tutto in casa.
I documentari animati sono particolarmente importanti oggi, con così tanti problemi sociali e politici che turbinano intorno ai social media e richiedono una spiegazione visiva.
Il successo dei recenti documenti animati di StoryCorps, Vox e TED hanno spianato la strada per un uso più corrente del genere.
Vedremo una maggiore varietà di banner e promo animati in tutto il mondo, tra cui in infografiche e pubblicità.
Anche le web agency dovranno attrezzarsi per produrre all’interno grafiche animate: il mondo della comunicazione ne richiederà l’uso impellente.

Visualizzare i big data.

Non è più un segreto: i contenuti di qualità possono raggiungere risultati significativi per una qualsiasi azienda.
Detto questo, è ovvio che le infografiche siano diventate così popolari per il marketing dei contenuti, in quanto questo tipo di grafica visiva può spesso ottenere più condivisioni e apprezzamenti. (https://it.wikipedia.org/wiki/Infografica)
L’infografica avrà un futuro luminoso se i designer che le progettano abbracceranno la precisione, la chiarezza, la profondità e il servizio al pubblico, piuttosto che la semplice promozione.
Infografica non significa solo fare un’informazione “più sexy” per catturare la vista o per far diventare il messaggio più virale.
Hanno bisogno di essere funzionali, belle e penetranti, devono aiutare il pubblico a scoprire le verità profonde e utili che si celano dietro la complessità del mondo.
Oggi le infografiche sono presenti in quasi tutti i libri di divulgazione scientifica, nelle riviste giornalistiche di approfondimento
(IL, L’Internazionale…), in magazine di tendenza (Monocle, New York Magazine…). Come veicolo di contenuti, sono un modo fantastico per presentare idee e dati in modo facilmente digeribile.
In realtà, molti proprietari di imprese e di testate web ancora non sanno nemmeno che cosa è un’infografica.
D’altro canto però, sempre più editori diventano ogni giorno più consapevoli di ciò che rappresentano e di quanto potenti possono essere come strumento di marketing dei contenuti.
Per quanto riguarda il futuro, penso che vedremo infografiche sempre più interattive e anche video.Se fatte bene, sono davvero cool!

Un consiglio, infine, per i graphic designer di oggi:guardatevi intorno, sperimentate, acquisite nuove abilità, provate nuovi mezzi di comunicazione. Il mondo ha bisogno di voi!

Riascolta la puntata del 1 e 8 febbraio:

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