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Cristicchi e l'esodo istriano. Tra poesia ed emozioni

TRIESTE. Ha paura di emozionarsi sul palcoscenico, Simone Cristicchi, che dal 22 al 27 ottobre prossimo calcherà, in prima nazionale, le scene del teatro Rossetti con il suo “Magazzino 18”. Cantastorie e poeta, anima sensibile, artista impegnato, capace di guardare alla vita attraverso gli occhi di un’umanità bistrattata ed emarginata e, attraverso questo, di toccare il cuore. Il teatro, per lui è un luogo di magia e di emozioni. Diretto da Antonio Calenda, con l’Orchestra Friuli Venezia Giulia Mitteleuropa diretta da Valter Sivilotti, il giovane artista romano è pronto – in mezzo alle immancabili polemiche che accompagnano tutte le ferite dolorose della storia – a narrare le vicende dell’esodo, degli esuli istriani, e delle loro masserizie abbandonate, circa duemila metri cubi, in quel “Magazzino 18”. Non era certamente facile riassumere la complessità delle vicende in uno spettacolo teatrale – ha spiegato Cristicchi nella conferenza stampa di presentazione dello spettacolo teatrale- dove tra l’altro ribadisce la responsabilità assoluta dell’interpretazione artistica delle vicende raccontate, che vogliono essere innanzitutto un omaggio alla memoria di un capitolo mai raccontato al resto del paese, un musical civile “per non dimenticare”, come termina l’omonima sua canzone.
Scritto da Simone Cristicchi con Jan Bernas lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con Promo Music, racconterà poi le tristi vicende dell’esodo in tutta Italia a partire da Roma dove dal 17 dicembre sarà alla Sala Umberto.

m.f.

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