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Dall' 11 febbraio "L'occasione fa il ladro" di Rossini a Trieste

TRIESTE. Manca da Trieste da quasi duecento anni. “L’Occasione fa il ladro”, farsa giovanile rossiniana all’insegna del disimpegno intelligente e che dall’11 febbraio sarà in scena al Teatro Lirico Giuseppe Verdi, è dunque una prima per i nostri tempi moderni.
Ideato dalla regista Elisabetta Brusa, questo allestimento del Teatro La Fenice di Venezia è affidato agli allievi della Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Venezia e si articola su un Rossini “tutto da sfogliare”. Si configura come un omaggio alla scrittura – il libretto di Luigi Prividali fu tratto dalla commedia Le prétendu par hasard di Eugène Scribe – e diventa un omaggio alla poetica rossiniana. E così tracce della partitura del musicista si incontreranno nel foyer del Teatro Verdi, quale omaggio alla scrittura e ai libri come strumento di tradizione e trasmissione di un passato.
Una storia che inizia alle porte di Napoli, in una notte tempestosa, con uno scambio casuale di valigie tra il facoltoso Conte Alberto e lo spiantato Don Parmenione. Ad interpretarla una giovane compagnia di canto con il soprano Irina Dubrovskaya nel ruolo di Berenice, il tenore Enrico Iviglia in quello di Eusebio; Francisco Brito è il Conte Alberto; il basso Domenico Balzani Don Parmenione, Antonella Colaianni è Ernestina, il baritono Gabriele Sagona, Martino. Due recite (14 e 16 febbraio) vedranno alternarsi in alcuni ruoli il secondon cast formato da Gianluca Sorrentino, Rita Cammarano, Matteo Mezzaro e Andrea Porta.
La compagnia di canto e l’Orchestra del Teatro Verdi sono dirette dal Maestro Josè Miguel Perez-Sierra, una delle “bacchette” più importanti delle giovani generazioni spagnole, al suo debutto triestino sul podio della Fondazione lirica.
Si replica sino al 18 febbraio.

Monica Ferri

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