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dIRE sTRAITS: la leggenda continua

TRIESTE. Alcune delle migliori canzoni dei Dire Steaits, sette musicisti di gran classe, di cui tre della storica band, le stesse atmosfere sonore anche se rivisitate. Ha il sapore di una scommessa vinta il concerto dei dIRE sTRAITS Legend che lunedì sera ha riempito ed entusiasmato il Politeama Rossetti di Trieste, ottava e ultima tappa del tour italiano. La prima sfida, ampiamente superata, quella dell’italianissimo Marco Caviglia, voce e chitarra a cui spetta, oltre ad aver lanciato l’invito per riunire la leggendaria band, il ruolo, scomodo, che fu di Mark Knopfler. Poi quella di Phil Palmer, chitarrista dello storico gruppo britannico (e tra i più noti session man internazionali) che ha dato vita a questo interessante progetto musicale. E ancora, la scommessa del bassista John Illsley, co fondatore assieme a Mark Knopfler dei Dire Straits nel 1977, pronto a sfornare il suo nuovo album, di cui presenta “Railway tracks”. Insieme a Danny Cummings (percussioni), il terzo storico componente dei Dire Straits, a Mel Collings (sassofono) a Steve Ferrone (già batterista di Eric Clapton) e ad un altro italiano, alle tastiere, Primiano Di Biase, hanno davvero fatto rivivere le atmosfere uniche degli storici brani, quindici in tutto, che hanno contraddistinto più di due decenni musicali. Merito dell’affiatamento della nuova band e anche del fatto che non è stato solo un omaggio alla musica dei Dire Straits, un atto di fedeltá o un tuffo nelle atmosfere di quel periodo. Si è trattato anche un modo nuovo di riproporre la musica del passato, per riportarla dal vivo, sotto la direzione artistica di Phil Palmer. E cosí in poco piú di due ore scivolano via gli intramontabili successi della band da “Sultans of Swing” a “Tunnel of Love” e “Romeo and Juliet”, passando per “Walk of Life”. E ancora “Private investigations” e tanti altri capolavori universalmente riconosciuti e divenuti autentici inni di vita per diverse generazioni. In sala non solo nostalgici generosi di ovazioni e applausi. E poi alla fine tutti sotto sl palco per i bis (“Brothers in arms” e Money for nothing”) e i selfie di rito per una serata da ricordare.

m.f.

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