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Ambiente e Sostenibilità

Far finta di essere sani al Bobbio

today19 Gennaio 2023

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Sono passati quasi 50 anni dalla comparsa in scena di “Far finta di essere sani”. Eppure lo spettacolo di Giorgio Gaber e Sandro Luporini non ha perso un grammo della sua attualità e del suo spirito caustico.

Lo spettacolo approda sul palco del Teatro Orazio Bobbio di Trieste, per un’unica data, venerdì 20 gennaio alle ore 20.30 portato in scena dalla cantautrice e musicista Andrea Mirò, l’attore Enrico Ballardini e i “Musica da Ripostiglio”, con la regia di Emilio Russo, come evento speciale della Stagione 2022/2023 del Teatro La Contrada.

«Abbiamo scelto di riportare in scena “Far finta di essere sani” prima della pandemia, e mai spettacolo ha avuto un titolo più in tema con quello che stavamo vivendo», dice Andrea Mirò. È uno degli spettacoli più famosi e più conosciuti di Gaber dal punto di vista dei contenuti e delle canzoni.

“Far finta di essere sani” ha esordito nell’ottobre del 1973, a Genova, poi le sue canzoni canzoni, da “Lo shampoo” a “La comune”, da “Chiedo scusa se parlo di Maria” a “La libertà”, sono state pubblicate in forma di doppio disco. Gaber con il suo talento e acume anticipò i tempi, del resto lui era capace di raccontare la realta? come pochi al mondo ma, allo stesso tempo, di andare oltre. In “Far finta di essere sani” tutto questo e? ancora piu? evidente. Lo spettacolo in questa messa in scena, però , prende nuova forma e un nuovo registro. Non sarà però una copia ma lo spettacolo è stato pensato più come  celebrazione di un classico che si può  rimaneggiare, perché ormai appartiene alla storia. I monologhi più lunghi sono stati trasformati in dialoghi.  I “Musica da ripostiglio”, quattro fantastici musicisti, hanno attualizzato e riarrangiato musicalmente i brani. L’ironia si fa piu? dominante e a volte anche un po’ piu? aggressiva. “ Per chi ha visto quello spettacolo – dice AndreaMiro- o chi lo sente attraverso il disco, sarà come se fosse la stessa casa alla quale abbiamo cambiato un po’ l’arredamento».

Il tema che gia? trapelava negli spettacoli precedenti e? quasi esclusivamente quello della perdita dell’interezza e della fase un po’ schizoide che l’essere umano sta attraversando dove a volte il proprio corpo e? assai distante da certi slanci ideali. L’analisi, anche se alleggerita dall’ironia, puo? sembrare pessimistica ma suggerisce la possibilita? di abbracciare le piu? grosse realta? sociali partendo da se stessi». Suona attualissimo, anche a 50 anni di distanza.

Scritto da: Monica Ferri

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