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Film Forum 2013: Diario di un tirocinante

Iniziò così: una pioggia leggera e nuvole sparse all’orizzonte, quasi come un preannuncio del tono incerto con il quale si sarebbe aperto il Film Forum che fino a ieri si è svolto tra Udine e Gorizia. La paura che il festival internazionale, giunto ormai alla sua ventesima edizione, possa non essere più in programma il prossimo anno segna le parole di Leonardo Quaresima, professore del Dams di Gorizia durante la prima conferenza in Palazzo Antonini della mattinata del 12 marzo.

Io sono uno studente del terzo anno che ha vissuto questi dieci giorni intensi nell’organizzazione. Come tirocinante posso garantire che il FilmForum, evento che indaga non solo il cinema, ma anche gran parte delle arti figurative contemporanee, ha ancora spunti con i quali aprire dibattiti e pensieri. Temi fondamentali di quest’anno sono stato la questione del diritto d’autore e la pirateria, problemi molto attuali in questi ultimi tempi vista la chiusura del sito di Megavideo e la sua riapertura sotto altro nome. Di chi sono i film? Un gran numero di studiosi, ricercatori e anche giovanissimi relatori provenienti da tutto il mondo, si sono riuniti a Udine e a Gorizia durante il periodo chiamato Spring School, per presentare le proprie ricerche e studiare questo problema a fondo non solo nel cinema ma anche nelle sue forme contaminate. Da André Gaudreault, professore dell’Università di Montréal che ha introdotto la questione di un anonimato relativo del teatro d’opera trasmesso in televisione, a Nicola Mazzanti direttore della Cinématèque Royale di Bruxelles, che durante il workshop Intellectual Property and Archival Practices,presieduto da lui stesso ha posto un interrogativo sulla conservazione in digitale e sull’affidabilità di questo mezzo. Quest’ultimo sembra il protagonista di queste giornate: studiato e dibattuto, rimane ancora un concetto inafferrabile. L’artefatto filmico perde la sua concretezza e il paradigma del copyright diventa ancora più difficile da fissare. Ma se il digitale diventa il mezzo attraverso il quale si conservano i film, il web diventa il luogo o meglio il non-luogo dove questi sono conservati.

Durante i workshop della Spring School di Gorizia l’interazione tra relatori e studenti si fa crescente. Si continua a discutere sulla digital preservation nel workshop Film Heritage e sul ruolo del web che ha sui film porno. Anna Span, regista di porno “femminili” e ospite durante le giornate del Porn Studies, definisce questo pieno flusso di informazioni come una democratizzazione nell’ambito del film hard: on-line abbiamo molte più possibilità di scegliere ciò che non è imposto da un’industria culturale e tutti hanno modo di diventare autori dei propri film. Ma se esiste una democrazia nel web, non si crea una difficoltà nello stabilire un canone di arte e proprietà, non si rischia di perdere il concetto stesso dell’autore? Ma strettamente con “Autore” è connesso il concetto di “identità”. Dalle varie contaminazioni con le arti contemporanee, il fumetto e il videogame, da cui mai come oggi subisce numerose influenze, il cinema sembra assopire il suo essere per ricevere l’afflusso di altre informazioni pur sapendo trasmigrare negli altri media come un solido appoggio. Gli scambi sono molti e molto spesso diventa arduo dare una denominazione al filmico. Dalla bipartizione che ha fatto Ivan Girina dell’Università di Warwick tra ludismo e narrativismo, sembra che i ruoli si siano ribaltati. I videogame seguono sempre di più la strada setacciata dal cinema che è il narrativismo, e i film grazie all’interazione dei menù dei dvd o più semplicemente ai blockbuster dai finali sempre più aperti, si appropriano del ludismo per farne un nuovo orizzonte di partecipazione.

Il film non può, però essere solo indagato. Prima deve essere visto. Quindi anche quest’anno il FilmForum ha dedicato grande attenzione ai film che non riescono mai ad attirare l’attenzione dello spettatore medio. Si è inaugurata al cinema “Visionario” con l’ultimo film di Michel Gondry “The We and the I” e il secondo giorno con frammenti dei film di Risi. A Gorizia, al Kinemax ha spostato l’attenzione sul cinema dei Balcani nella serata inaugurale, per poi ospitare ospiti come Rosa Barba e l’arte nei suoi film, la sperimentazione dei cortometraggi del grande Paolo Gioli e il provocante stile del regista israeliano Roee Rosen. Le proiezioni dimostrano che è il cinema ha molti spunti da indagare e che non può mai smettere di essere studiato. I dibattiti aperti durante il FilmForum non sono stati risolti, ma anzi hanno aperto nuovi orizzonti dai quali partire per formulare nuove teorie. Giuseppe de Riso, dell’Università degli Studi di Napoli l’Orientale, mi fa capire dopo la sua presentazione che il videogame è visto ancora come un semplice oggetto di divertimento, quando in realtà si sta trasformando in ben altro, come abbiamo visto. E’ un bene o un male? Serve portare il discorso sulla teoria dei corpi, sul concetto del visivo ma la strada è ancora lunga. Autore e identità sono le parole che più mi hanno fatto riflettere su questo FilmForum: ci si è confrontati ma la voglia di continuare la ricerca si sente tra il continuo scambio di pareri tra studenti e relatori ponendo tutti nella stessa posizione. Persone non ancora sazie di approfondimento!

La giornata di ieri 21 marzo è iniziata con un sole splendente dipingendo sui volti di tutti i protagonisti di questo festival un sorriso di speranza. La ricerca non è ancora finita e spero non finirà mai. L’evoluzione del cinema è veloce e bisogna indagare sul presente per riuscire a prevedere i risvolti di questo fantastico media e le influenze che questo dà a tutta l’arte contemporanea. Il concetto di autore si perde nella visione dei film del 16 marzo, restaurati dal Laboratorio Camera Ottica e CREA del Dams di Gorizia: di chi sono? Erano di Enrico Chierici e Guglielmo Baldassini. Ma adesso? La scelta di restaurarli e infine di musicarli dal vivo hanno modificato il messaggio iniziale e hanno trasformato l’arte di una persona in un’arte nuova che appartene a un insieme di persone che vogliono dare un significato diverso da quello iniziale.

La giornata di ieri è iniziata con il sole…

 

a cura di Marco Petrarulo

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