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Franco Battiato ritorna a Trieste con: "Diwan l'essenza del reale".

Diwan è un progetto musicale per ricordare una cultura dimenticata e una lingua che nella sua diversità appartiene al nostro patrimonio. Franco Battiato ripropone queste preziose opere

Ecco la nostra intervista a Franco Battiato

Barbara: Inanzitutto questo progetto nasce in occasione dei 150 anni dall’unità d’Italia; è un progetto musicale che vuole ricordare una cultura dimenticata, e una lingua che nella sua diversità appartiene anch’essa al nostro patrimonio tra l’altro Diwan è proprio un termine arabo che significa registro, ciò che appunto in poesia prende nome di canzoniere nella nostra lingua. E’ una raccolta di componimenti sopravvissuti all’ autore, infatti nell’anno 1000 fiorì in Sicilia questa scuola poetica araba che fu molto importante e ha lasciato preziosi manoscritti, e proprio da questi manoscritti nascono le opere di questo progetto. Com’è nato il progetto?

 

Battiato : l’ idea non è stata nostra ma di Oscar Pizzo dell’auditorium di Roma, due anni e mezzo fa abbiamo fatto tre date, poi quest’anno abbiamo deciso di riprenderli: siamo cinque arabi e quattro italiani e poi c’è Etta Scollo la cantante siciliana che vive a Berlino da tanti anni, poi Carlo Quartoli al piano, poi abbiamo un percussionista, un violinista , una cantante araba molto brava, siamo messi bene dal punto di vista strutturale.

 

Barbara: tra l’altro anche una giusta mescolanza visto che parlavamo appunto di questa scuola poetica proprio in Italia, tra l’altro molti pezzi sono tratti dal lavoro di questo poeta medievale nato fra l’undicesimo e il dodicesimo secolo, alcuni brani appunto riprendono da questi manoscritti che avevano radici in Andalucia, nel nord Africa, come li avete scelti?

 

Battiato: non è che abbiamo un repertorio medievale, ci sono dei testi che abbiamo ripreso. Nel mio disco dell’anno scorso Apriti Sesamo,ho ripreso i testi in una canzone che si chiama Aurora, ho ripreso anche alcuni brani miei degli anni 80 dove c’erano delle contaminazioni arabe e quindi uniamo le due forze.

 

Barbara:cosa vi ha colpito nei manoscritti per riprendere i brani?e poi come ha scelto i suoi brani per riproporli in questa versione arabeggiante?

 

Battiato: c’erano dei brani in cui avevo messo dei canti in arabo, ne ho fatti diversi all’epoca, italiano e arabo insieme insomma

 

Barbara:abbiamo parlato dei musicisti di grande rilievo che saranno insieme a lei e dicevamo ancora che questo progetto era nato per i 150 anni dell’unità d’ Italia. Quanto importante è secondo lei per il pubblico capire tutte le influenze che ci sono state nel passato del nostro paese e poi riscoprirle così in musica

 

Battiato: io sono siciliano e come lei sa la Sicilia ha avuto una forte dominazione araba che è stata forse la più forte insieme a quella spagnola, e poi ho studiato anche tre anni di arabo a Milano.

 

Barbara: quindi insomma è preparatissimo da questo punto di vista.

 

Battiato: non so proprio tutto ma ho studiato un pò l’ arabo

 

Barbara: di queste musicalità e in queste canzoni che cosa ci ritrova in comune?

 

Battiato: beh la musica araba e quella andalusa le cose più importanti le hanno fatte loro, ancora oggi il ‘700 italiano ha un successo in tutta Europa, perchè c’è gente che ama anche la musica tradizionale e quella barocca

 

Barbara: ai suoi fan cosa piacerà di questo spettacolo?

 

Battiato: questo non lo so bisognerà vedere una volta che siamo in giro, mi ricordo che la prima volta mi è piaciuto molto questo giro che abbiamo fatto in tre città italiane, speriamo bene.

Barbara: tra l’altro adesso arrivate in Friuli Venezia Giulia, che cosa ne pensa del pubblico triestino e quello triveneto?

 

Battiato: ho suonato parecchie volte a Trieste, davanti ad u pubblico molto attento

 

Barbara: e quindi a questo punto ricordiamo l’appuntamento che sarà il 27 novembre al Teatro Rossetti. Noi le vorremmo chiedere anche un saluto a tutti i nostri ascoltatori che ci seguono da tutta la regione e anche un invito a seguire questo suo spettacolo al Politeama Rossetti

 

Battiato: grazie per l’invito, e a presto