Cultura Spettacoli

Fresco e divertente questo Elisir d’amore

today16 Marzo 2019

Sfondo
share close
AD

Il favoloso mondo di Botero illumina “l’Elisir d’amore” di Donizetti. Il melodramma  giocoso, in scena sino al 23  marzo al Teatro Verdi di Trieste, conquista pubblico e critica con questo bell’allestimento della Nausica Opera International di Parma. Indubbiamente il guizzo creativo del regista venezuelano Victor Garcia Sierra, che cala la briosa storia d’amore tra Nemorino e Adina nell’arte di Botero, arricchisce di vitalità il capolavoro musicale italiano, scritto nel 1932 in appena due settimane dal compositore bergamasco assieme a Felice Romani che ne curó il libretto. E cosi Garcia Sierra sostituisce il microcosmo di un piccolo villaggio agricolo italiano con quello del  circo, ispirandosi a una nota serie del pittore columbiano contemporaneo. Il difficile gioco di rimandi tra arti, pittorica e circense – che in Italia ha sempre un sapore di felliniana memoria-  con l’idilliaca atmosfera in cui ci cala Donietti, riesce perfettamente restituendo un mondo pieno di vita e di  caratteri e non solo di forma e colore ( caratteri distintivi del Boterismo).

Ma il rimando ad un preciso contesto pittorico non è  l’unico punto di forza di questo allestimento che porta a Trieste in scena un cast di talento. A partire dalla Adina di Claudia Pavone, perfetta vocalmente, riesce anche nell’interpretazione di una fittaiuola  capricciosa e adorabile. A fianco a lei un Francesco Castoro in gran forma tratteggia tutto il sentimentalismo di un Nemorino innamorato (e peccato che i bis non vadano piu di moda) impreziosita dall’ interpretazione della bella romanza “ Una furtiva lacrima”. Anche Bruno De Simone regala a Trieste un Dottor Dulcamara di gran qualitá, lui che è sapiente interprete del belcanto  nei prestigiosi teatri di tutto il mondo. Decisamente in linea le voci brillanti e potenti del coreano Leon Kim, ben calato nei panni macchiettistici del vanaglorioso Belcore, a cui ha aggiunto una dizione pressoché perfetta, e la nipponica Rinako Hara, che proprio a Trieste debuttó in Italia nel 2017. Di piglio anche la conduzione del maestro Simon Krecic, direttore stabile della RTV Slovenija Symphony Orchestra,  e già apprezzato in numerose occasioni a Trieste.

Grande prova, poi, del Coro, ben diretto dal Maestro Francesca Tosi. Sotto l’abile regia, fervida nei cenni e rimandi tanto da   cesellare ogni singolo personaggio, ogni singolo cantante  diventa protagonista di una narrazione che segue e commenta l’epressione musicale.  Infine semplice  ed efficace l’ambientazione e le scenografie, firmate dallo stesso Sierra, che inventa un tendone rotante,  quasi sempre fulcro scenico attorno al quale vive il microcosmo donizettiano fatto di ambivalenze, doppiezze  e contrasti sapientemente dosati in musica.  Ed è proprio sull’armonizzare la sua complessità  che si è concentrato l’intenzionalita  registica di Sierra, il suo fil rouge,  per evocare un mondo dove tutto si puo legare con una certa coerenza,  per restituire a noi un mondo eterno e fiabesco, magicamente illuminato dalle belle luci di Stefano Gorreri, ligh designer di grande esperienza, ma soprattuto di grande armonia.

Si replica a Trieste sino al 23 marzo.

Scritto da: Monica Ferri

Rate it

Articolo precedente

101 Eventi

Trieste Mini Maker Faire 2019

Scienza, tecnologia, innovazione e... tanto divertimento! Sono già aperte le call per partecipare come pubblico o per proporre i propri contributi per questi due diversi appuntamenti organizzati dal Centro Internazionale di Fisica Teorica "Abdus Salam" (ICTP) di Miramare, con la collaborazione di ProESOF e al Comune di Trieste, nel suo campus all'aperto. Aspettando ESOF2020 i due eventi promettono di portare studenti e studentesse, insegnanti, appassionati e semplici curiosi in un […]

today15 Marzo 2019

Commenti post (0)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

14 − 12 =


0%