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Giovani talenti e grande lirica al Verdi di Trieste

TRIESTE. Sei opere liriche, due balletti e un’operetta. Si presenta così, più ricca, la stagione 2014 del Teatro Verdi che partirà il 9 gennaio prossimo e che si caratterizza come la più europea dei teatri italiani – frutto di collaborazione e di scambi – nonché laboratorio di giovani talenti. Verdi, Rossini, Puccini, Lehar per un cartellone che vuol essere ambizioso per raggiungere – ha sottolineato il Soprintendente Claudio Orazi nel corso della conferenza stampa di presentazione – gli stessi ottimi risultati della stagione appena passata. Si parte dunque con “Un ballo in maschera di Verdi” con un allestimento definito meraviglioso, quello fastoso del teatro di Parma di Pier Luigi Samaritani, il maestro Gianluigi Gelmetti sul podio e un cast composto da Norma Fantini, Gianluca Terranova, David Cecconi, Mariana Pentcheva). A seguire “L’occasione fa il ladro” di Rossini, opera mai data in epoca moderna, in un altro felice allestimento, veneziano questa volta, frutto di una collaborazione tra l’Accademia di Venezia e il teatro Malibran. La bacchetta questa volta sarà quella di un giovane direttore spagnolo affermatosi di recente nel panorama operistico, José Miguel Pérez-Sierra, per la prima volta a Trieste, e tra gli interpreti principali, Irina Dubrovskaia, Enrico Iviglia, Domenico Balzani, Antonella Colaianni. Allestimento storico invece per la “Butterfly” di Puccini, diretta dal maestro Donato Renzetti, con il soprano Amarilli Nizza, la regia di Giulio Ciabatti e l’allestimento di Pier Paolo Bisleri. Ancora Verdi con la “Traviata” e un allestimento storico e famoso come quello di Josef Svoboda, uno dei più grandi scenografi del ‘900. La voce sarà quella di Jessica Nuccio, reduce dal successo con Zubin Metha a Valencia, diretta dal maestro Gelmetti. Ritorna poi il fortunato “Attila”, anch’esso opera verdiana, già rappresentato fuori abbonamento l’anno scorso, con Enrico Iori, Anna Markarova, Sergio Escobar (giovane tenore e scoperta recente che sta facendo una carriera internazionale e prossimo a debuttare a Roma con il maestro Muti) e David Cecconi. Per i balletti, una produzione internazionale del Teatro di Croazia e la Biennale Musica di Zagabria – con cui il Teatro Verdi sta provvedendo a mettere a punto una collaborazione , produzione assai riuscita e “Parole dall’ombra” balletto su musiche di Verdi e Puccini e ispirato alla tragedia di Anna Frankl, di cui ricorre il settantesimo anniversario della deportazione. In estate sarà la volta del “Paese del sorriso” di Franz Lehar in un nuovo allestimento e la regia di Antonio Fogliani. Sul podio invece il maestro Damiano Michieletto. Chiuderà la stagione il “Re pastore” singspiel mozartiano che vedrà il ritorno di Eva Mei a Trieste assieme a Tony Bardon e Francesco Lanzillotta.
Il tutto a fronte di prezzi immutati rispetto la passata stagione.

m.f.

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