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I meravigliosi anni di Fiorella Mannoia

TRIESTE. Non poteva pensare ad un tour piú generoso per festeggiare il suo sessantesimo compleanno, anche se ormai il prossimo 4 aprile ne festeggierà 61. La signora della musica italiana, Fiorella Mannoia, la voce piú ambita e coccolata dai migliori cantautori italiani che per lei hanno scritto le piú belle canzoni degli ultimi decenni, non si è risparmiata, ieri sera, davanti al suo pubblico, in un Teatro Rossetti che ha fatto registrare il tutto esaurito. Come fosse una ragazzina piena di entusiasmo ha dato vita ad un concerto appassionato per riassumere 46 anni di intensa attività e le sue due vite di cantante, come ci tiene a sottolineare lei stessa: quella seria e rigorosa degli Anni ’80 – raccontata attraverso gli 11 brani del primo tempo – e la seconda, dagli anni ’90, dove inizia a giocare con la sua frizzante vitalità d’artista vocalmente dotata di una voce espressiva e drammatica. E piena di energia lo è davvero, Fiorella Mannoia.
Due ore e venti di concerto, 23 brani in programma, secondo una scaletta rigorosamente in ordine cronologico, a partire da ” Un bimbo sul leone” con cui vinse a 14 anni il Festival di Castrocaro, con tanto di filmato originale. Era il 1968. Autobiografica ma anche allegra e soprattutto tanto autoironica, Fiorella canta, balla e si diverte. Racconta se stessa e il suo percorso di artista, ciò che pensa della vita, della musica e anche del rapporto uomo-donna. Da amica o meglio da sorella, ci tiene a sottolineare, dispensa consigli ad un pubblico di ogni età. Certo per raccontarsi ha dovuto selezionare molto della sua lunga carriera, tra i suoi ventitrè album realizzati, in media uno ogni due anni, tra i brani da inserire in questo tour che segue l’ultima sua raccolta, quel doppio cd “Fiorella” uscito l’anno scorso, in cui ha duettato con altri grandi nomi della musica italiana e con il quale ha iniziato i festeggiamenti. Tra le sue scelte c’è “Caffè nero bollente”, suo rpimo e vero successo, e le indimenticabili “Come si cambia” e “Quello che le donne non dicono” – che accende tanta partcipazione in sala da parte di tutte le donne – e poi “Le notti di maggio” e tanti pezzi intramontabili che sono diventati parte della grande musica italiana. Da “Messico” a “Cercami” e “Sally”. Ogni canzone un autore importante. Baglioni, Ruggieri, Fossati, Pino Daniele (a cui non fa mancare un pensiero) e tanti altri hanno scritto per lei, per la sua voce così unica, calda e graffiante insieme. Il pubblico con lei si diverte e canta poi, intuendo che la grande festa sta per finire, accorre sotto il palco appena partono le prime note de “Le parole perdute”, di cui la cantante romana ha scritto il testo. E allora sì che è proprio festa. Generosa, scende in mezzo alla sala, scomparendo tra la folla, saluta, balla, pronta ad ogni selfie che le venga proposto dai fan, accompagnata dalla musica dei suoi sei affiatati musicisti. Ha predisposto tutto, Fiorella, per un concerto ricco di emozioni, sofisticato (anche nella regia luci e in quel semplice allestimento di drappi bianchi che si accendono di colori e contrasti) e accogliente, come una padrona di casa fa per le migliori feste di compleanno preparate con cura.

m.f.

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