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Il debutto mondiale di “Amorosa presenza”

Dieci minuti di applausi scroscianti per la prima opera di Nicola Piovani. C’era molta attesa attorno alla prima assoluta di  “Amorosa presenza”, su libretto di Aisha Cerami e lo stesso Piovani,  ma l’abbraccio finale – tra le numerose chiamate – tra il maestro e la regista, Chiara Muti, ha sciolto la tensione e confermato la soddisfazione per aver portato in scena qualcosa di originale e innovativo e, soprattutto, che piace al gusto contemporaneo. Un successo per il coraggioso progetto della Fondazione del Teatro Verdi di Trieste, che ripaga dall’impegno profuso        e dalla lungimiranza di vedute.

Tratto dall’omonimo romanzo di Vincenzo Cerami – nomination all’Oscar per la “Vita è bella” di Benigni, film che regalò la prestigiosa statuetta per la colonna sonora a Piovani – l’intreccio amoroso tra i due giovani protagonisti, Serena e Orazio, ambientato negli Anni ‘70,  si rivela in scena curioso e avvincente strappando ai presenti più di qualche sorriso come da opera semiseria qual è. Lo schema narrativo entra appieno nella tradizione classica del travestimento,  per avvicinare la persona amata, ma lo rende attuale, calandolo  nella sensibilità e nello psicologismo contemporaneo.

Adatta a raccontare la nostra attualità è anche la partitura musicale che porta con sé la cifra stilistica del maestro romano noto in tutto il mondo. La musica di Piovani, che ha diretto l’Orchestra della Fondazione- è   appieno dentro l’idea della musica classica, con rimandi ai grandi del passato, capace di trasmettere emozioni e sensazioni, e a includere al tempo stesso i diversi linguaggi del nostro mondo globalizzato, rielaborandoli  in un patchwork lessicale, come lui stesso l’ha definita, dotato di coerenza sonora.

“Amorosa presenza” regala così in poco più di “solo” due ore – che per la lirica è un traguardo – pagine musicali di ampio respiro e di straordinaria sensibilità musicale.

Immagina ed evoca sonorità diverse, dal jazz al blues e persino il tango,  e utilizza anche forme differenti  dalla romanza alla cavatina e al duetto, alternando vari strumenti (dal glockenspiel carillon all’ukulele, dal sax soprano alla chitarra elettrica) che  colorano la musica e impreziosiscono la partitura inglobando nei pentagrammi stilemi popolari o accenni para-tonali.

Di ottimo livello l’elegante regia di Chiara Muti che rivela sensibilità e competenza visiva e rispetta  la musica in ogni sua sfumatura. Minuziosa e piena di attenzione ai dettagli, persino pittorici con accenni a Magritte, si rivela la sua messa in scena che immagina alberi maestosi e cangianti,  insieme a simpatici cespugli moventi, per segnare i diversi momenti della storia.

Semplici ma d’effetto le scene  e i costumi di Leila Fteita.  La scenografa dalle prestigiose collaborazioni artistiche  porta sul palcoscenico, al centro della scena un albero gigantesco, che regala quel pizzico di meraviglia ai presenti.

Lunghi applausi anche ai protagonisti. In primis  a Maria Rita Combattelli- già scelta da Piovani per due sue composizioni- che restituisce una splendida Serena, fresca e  brillante, pienamente  credibile nel ruolo di giovane amata, a Motoharu Takei, che nel 2015 ha debuttato al Teatro Verdi di Trieste con Norma, a cui è toccato il difficile compito di sostituire all’ ultimo momento Giuseppe Tommaso, nei panni di un Orazio timido e determinato a conquistare la sua amata. Mai una sbavatura anche nel difficile ruolo en travestì, che porta

con eleganza in scena

Bene anche il contralto Aloisa Aisemberg, nei panni della Tata,  il baritono William Hernandez , in quello del Tutore, e il basso Cristian Saitta in quello dell’Albero. Grande successo infine anche per i laboratori del Teatro Verdi, che grazie all’esperienza e alla professionalità dei lavoratori della Fondazione hanno  interamente realizzato scenografie e costumi.

Repliche il 22 gennaio alle 20.30, il 23 gennaio alle 16, il 25 e il 27 gennaio alle 20.30 e il 29 gennaio alle 16. I biglietti sono in vendita, alla biglietteria del teatro da martedì a sabato dalle 9 alle 16. Domenica dalle 9 alle 13:30 e online attraverso il circuito di vivaticket: www.vivaticket.com/it/acquista-biglietti/verdi-trieste.

 

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