Cultura Spettacoli

Il fascino russo del Boris Godunov

today2 Febbraio 2020

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È “Boris Godunov” il capolavoro  di Modest Petrovic Musorgskij il prossimo appuntamento con la Stagione della Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste. L’opera russa dalla storia compositiva tormentata e complessa sarà in scena  dal 7 al 15 febbraio 2020 in collaborazione con Dnepropetrovsk Academic Opera and Ballet Theater di Dnipro (Ucraina)Continua così l’impegno della Fondazione nel proporre al pubblico progetti di rilievo internazionale, con un’attenzione particolare ai Paesi dell’Est Europa. E questa volta lo fa con  un’opera del 1874 – basata sull’omonimo dramma di Puškin – che testimonia non solo la missione del compositore di dare alla Russia una musica per il popolo,  basata sul patrimonio folkloristico e sulla storia nazionale, ma che è anche il frutto di ricerche, ripensamenti e rielaborazioni che durarono un decennio. All’epoca, infatti, il Comitato di lettura del Teatro Mariinskij lo rifiutò per ben due volte tanto era  Musorgskij già nel futuro musicale. Ne è nato un capolavoro dotato di grande sincerità umana dove l’idealismo della visione di Musorgskij è da lui tesa  a portare alla luce ciò che è vero nella vita del popolo russo. La produzione che vedremo in scena da venerdì  prossimo è basata sulle scelte effettuate di concerto con il direttore e concertatore, maestro Alexander Anissimov, di muoversi lungo la strada tracciata dalla tradizione dell’edizione Lamm – Asafev (1928), abitualmente utilizzata nel mondo teatrale russo. Anissimov tiene dunque conto di alcune prassi esecutive e, non secondariamente, anche della popolarissima versione nell’orchestrazione di Rimskij Korsakov, in modo da raggiungere la sintesi che vedremo nella rappresentazione triestinaCon l’Orchestra, il Coro e i Tecnici della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste parteciperanno  il Coro e il  Corpo di ballo del Dnepropetrovsk Academic Opera and Ballet Theater di Dnipro e il Coro “I Piccoli Cantori della Città di Trieste”.  

Interpreti principali:  Taras Shtonda/Volodimir Gudz (Boris Godunov), Oleksii Strizhak/Victor Shevchenko (Pimen), Vladyslav Goray/Vitalij Kovalchuk (L’impostore Grigorij), Eduard Srebnytskyi (Vasilij Ivanovi? Šujskij), Yuliya Lytvynova (Ksenija), Kateryna Tsimbaliuk (Marina Mnišek), Svetlana Soschneva (La nutrice di Ksenija), Andrii Lomakovych (Andrej S?elkalov), Alexander Prokopenko (Varlaam), Igor Tishkov (Misail), Anna Evtekhova (L’ostessa), Ruslan Zynevich (Il folle in Cristo, l’Innocente), Igor Dudin (una guardia), Kimika Yamagiwa (Feodor).

La  regia storica che vedremo è di Yurii Victorovych Chaika, ripresa da Victoria Chernova, le scene e costumi storici di Anatoly Arefev,

Foto di Fabio Parenzan durante la prove in corso al Verdi del Coro e dell’Orchestra.

 

Scritto da: Monica Ferri

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