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Il gran sogno di Fiorello

Giuseppe Fiorello torna a Trieste con il suo spettacolo “Penso che un sogno così” e incassa un altro successo in Friuli Venezia Giulia. Quasi una standing ovation per lui ospite, questa volta, al Teatro Contrada. L’attore siciliano, sempre più showman irrefrenabile, arriva in gran forma, diretto da Giampiero Solari,  per dar vita al suo personale racconto scritto a quattro mani con Vittorio Moroni. Uno spettacolo, che è soprattutto una storia d’amore, anzi di molti amori. Quello per suo padre e la sua famiglia innanzitutto e poi per  la Sicilia della sua infanzia, ricordi scadenzati   dalle splendide canzoni di  Domenico Modugno, l’artista di Polignano a Mare, la prima star internazionale della musica italiana, vincitore di 3 Grammy con “Nel blu dipinto di blu”, a cui ha già prestato volto e voce, nel 2013, nella  fiction  “Volare”.

Così ancora una volta il più piccolo di casa Fiorello, sale a bordo “del deltaplano delle canzoni di Modugno  (per dirla con le sue parole) e ci catapulta in un’Italia che fu, tra  persone, aneddoti e vicende buffe, dolorose o  nostalgiche. Il tutto  con una eleganza e una simpatia innata.

Costruito come un  gioco di specchi, in poco più di due ore (senza intervallo, ndr) Fiorello, accompagnato questa volta da soli due musicisti – i bravi Daniele Bonaviri e Fabrizio Palma, alle chitarre classiche – come un  novello cantastorie crea atmosfere, evoca emozioni, intreccia  la sua vita alle canzoni di Modugno:  da quelle più famose come “La lontananza” , “Resta cu’mme”,  “Tu sì na’ cosa grande per me”, passando per quelle più di folklore tradizionale, per arrivare  sino a ”Dio come ti amo” e  “Vecchio frac” richiesta quest’ultima a gran voce dal pubblico.

Chissà cosa avrebbe da dire “Mister Volare”, che quest’anno avrebbe compiuto 90 anni. Un uomo solare e semplice che rimase legato alle sue radici nonostante il successo internazionale. Anche in questo una certa somiglianza con Giuseppe Fiorello pare esserci. Si replica il 24 novembre.

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