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In arrivo un Otello da brividi

today29 Ottobre 2022

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Riparte venerdì 4 novembre, con un ritorno più che gradito e un’accoppiata vincente,  la stagione d’opera e balletto del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste.  Sara infatti  il direttore d’orchestra Daniel Oren, solidissima bacchetta verdiana stimata in tutto il mondo  e da tempo assente in città,  a dirigere l’Otello di Giuseppe Verdi con la regia di Giulio Ciabatti.

A inaugurare il cartello del VerdiTS anche un cast di qualità con voci di grandissimo interesse e assai rare nel panorama italiano. Già da sole meritano particolare attenzione, per un Otello che la regia attenta ai dettagli  di Giulio Ciabatti  vuole scuro e potentemente tragico. E sarà anche un Otello  che affronta  diversi temi. Più che la  gelosia il regista mette in luce la  rivalità, i risentimenti, l’orgoglio offeso e, soprattutto, la rispettabilità tradita.

 

 

 

Per l’occasione arriva a Trieste – subito dopo aver cantato alla Royal Opera House Covent Garden lo scorso settembre la Butterfly   il soprano armeno Lianna Haroutounian, nome solidissimo sui migliori palchi del mondo, che indosserà i panni di Desdemona. Nel ruolo di Otello il giovane tenore, suo connazionale, Arsen Soghomonyan, che nei soli cinque anni dal suo debutto, è già stato invitato da Petrenko coi Berliner, dalla Bayerische Staatsoper, scelto da Mehta come Otello sempre coi Berliner e in Italia ha cantato solo al San Carlo di Napoli e una sola recita a Bologna. Haroutounian e Soghomonyan, formano una rarissima coppia di eccellenze vocali in una città nota per lo storico radicamento della comunità armena e  palcoscenico ideale per questo inedito, primo incontro tra i due connazionali su un palco d’opera.

Otello è stato scritto da Verdi dopo 16 anni di assenza di ispirazione, riflessione, composizioni di altro genere come la musica religiosa, ha precisato Oren durante la conferenza stampa di presentazione. Il maestro ha sottolineato come l’opera sia una rivoluzione assoluta. Non ci sono più i pezzi chiusi, i concertati sono trattati in modo diversissimo, quello celeberrimo del terzo atto è un capolavoro assoluto di armonia pur nelle infinite differenze di espressione dei singoli. E se Verdi è sicuramente il genio dei concertati Otello è un altro mondo,  difficile da realizzare, a partire dalla tempesta iniziale. Per il direttore d’orchestra  è molto difficile oggi trovare le voci giuste a partire da Otello. Insieme a  Paolo Rodda hanno lungamente cercato il nome giusto e sono molto soddisfatti di Arsen Soghomonyan, già voluto da Mehta coi Berliner  che ha il colore scuro , così raro oggi, giusto per Otello. Anche la Desdemona di Lianna Haroutounian è eccezionale, anche lei eccellente voce armena di casa nei migliori teatri del mondo. Non mancano apprezzamenti per tutto il cast da parte di Oren che  si dichiara  contento perché si è riaccesa subito la storia d’amore artistico e musicale con l’orchestra e il coro di Trieste, maestranze eccellentissime che meritano il meglio.

Il 5 e il 10 novembre si avranno nei ruoli principali il giovane tenore georgiano, ma di studi italiani, Mikheil Sheshaberidze e come Desdemona la bellissima soprano sua connazionale Salome Jicia, trentaseienne di sicura fama, invitata dai migliori teatri italiani e stranieri. Il ruolo chiave di Jago vedrà invece protagonista il baritono russo Roman Burdenko per la prima volta su un palco italiano dopo il suo grande successo ad agosto all’Arena di Verona, in alternanza il 5 e il 15 con il baritono italiano Elia Fabbian. Cassio sarà invece il tenore coreano Mario Bahg, artista membro del prestigioso Lindemann Young Artist Development Program del Metropolitan di New York al suo debutto assoluto in Italia e nel ruolo. Completano il cast il mezzosoprano russo Marina Ogii, nota per la sua versatilità su repertori rari, che interpreterà Emilia, quindi il basso genovese Giovanni Battista Parodi come Lodovico, il tenore Enzo Peroni come Roderigo e Fulvio Valenti nel ruolo di Montano.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione Il Direttore Artistico Paolo Rodda ha sottolineato che riportare sul palco un titolo così importante, che  manca da tanti anni,  è un impegno chiave per il Teatro Verdi.  Fondamentale, dunque,  creare un ponte di continuità con la scelta della regia di Giulio Ciabatti, e offrire al pubblico una direzione d’orchestra incisiva, quella di Oren, alla quale si affianca un altro maestro dell’opera italiana nel mondo del calibro di Francesco Ivan Ciampa. Due grandi bacchette per una sola opera.

La grande scommessa di quest’anno che il VerdiTS si è dato , ha concluso il Sovrintendente Giuliano Polo, è ricreare un rapporto solido con la città e il suo pubblico e migliorarlo anche, perché bisogna sempre alzare l’asticella.

Il sipario di un appuntamento così atteso si alzerà alle 20.30.

Scritto da: Monica Ferri

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