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Influenza: non farti cogliere impreparato

Come ogni inverno che si rispetti anche quello 2012/2013 ci riserva l’inconveniente della ben nota influenza stagionale, due o tre giorni di febbre che poi però spesso si trasformano in due settimane di stanchezza, debolezza e spossatezza. Che cosa possiamo fare, una volta colti dal virus influenzale, per aiutare al meglio il nostro organismo a combatterlo e a tornare in forma il più presto possibile? La risposta arriva da Madre Natura, come ha spiegato il nostro esperto erborista Walter Pansini nel consueto appuntamento del lunedì a “Punto Zero Caffè”.

Innanzitutto la febbre, lo ricordiamo, non va combattuta dal primo istante, poichè ha la funzione di stimolo per il sistema immunitario, crea infatti un ambiente inospitale per gli organismi invasori, inibisce gli enzimi dei micorbi, disturba i virus e aumenta la nostra produzione di interferone, che blocca la diffusione di questi ultimi nelle cellule sane del nostro organismo. Ma, poichè le influenze degli ultimi vent’anni sono risultate debilitanti anche per settimane, meglio non limitarsi a lasciare la febbre fare il suo corso.

Se l’influenza è già cominciata violentemente, è importante vuotare l’intestino e seguire un sostanziale digiuno per i primi momenti, bevendo acqua calda, o meglio tisane per favorire la sudorazione, la quale non ha solo la funzione di abbassare la temperatura corporea ma anche quella di eliminare le tossine.  L’acqua calda è il migliore antifreddo, assieme alla borsa calda sui piedi. Nella tradizione infatti ai malati si danno solo brodi, minestrine, cibi leggeri, frutta e verdura cotta, proprio per aiutare l’intestino, il cui benessere è fondamentale per la salute di tutto l’organismo.

La classica tisana della febbre è a base di fiori di sambuco, ma quella che si è conquistata una buona posizione dai tempi della macrobiotica (anni’80) è sicuramente la tisana allo zenzero, che arriva a noi dalla medicina cinese.  Possiamo poi sostenere il sistema immunitario con erbe stimolanti come l’echinacea o meglio l’uncaria, che con la sua azione immunomodulante, è più adatta anche a chi soffre di allergia, poichè non stimola incondizionatamente la risposta immunitaria.

Gli oli essenziali, come timo ed eucalipto, sono antibiotici da assumere preferibilmente in aerosol. Si trovano anche in sciroppo, ma quest’ultimo contiene molti zuccheri, meglio quindi, se cercate una soluzione veloce, scegliere la versione in compresse o capsule.  Per il raffreddore è brillante un composto in gocce da inserire nel naso, fatto con olio di propoli e niauli (un olio essenziale).

Terminiamo dunque con la convalescenza, in questo caso vanno molto bene l’oligoelemento di rame oro e argento, un composto utile negli stati debilitativi e, solo in convalescenza, da accompagnare al polline.

Spesso però la spossatezza fisica trascina quella psicologica che, a sua volta, rallenta il fisico. Chi, per motivi di lavoro, impegni, figli, deve recuperare velocemente, il problema quasi non sussiste, ma per chi non ha magari uno stimolo o una motivazione specifici, come le persone anziane ad esempio, la rispresa può essere più lunga e complessa, in questo caso può essere d’aiuto velocemente un fiore di Bach: il Grano.

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