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Iperico – l'erba di San Giovanni

Il 24 giugno è una giornata ”magica”, nella quale tutti possiamo cimentarci nel produrre un liquore con alcune erbe medicinali, che acquistano così una particolare efficacia purchè raccolte e lavorate in questa giornata e soprattutto al mattino presto, perchè cariche di rugiada che trattiene un’energia particoralmente positiva.
Per tradizione la rugiada del mattino di San Giovanni, ha il potere di curare, purificare e fecondare ed era (è) molto usata dagli alchimisti, in particolare di quel giorno.

Tradizionalmente nella notte del 23-24 giugno, la festa è solennizzata con fuochi, falò ed altri riti un tempo collegati agli antichi culti solari, perchè cade nel solstizio d’estate e si festeggia il tempo di mietitura del grano.

Il 22 il sole entra in Cancro ma il 22 e 23 sembra sorgere nello stesso punto dell’orizzonte. Solo il 24 è evidente che sta calando la sua massima ”altezza” sia all’alba che a mezzogiorno o comunque, per tradizione millenaria il 24 è considerato propiziatorio per le sue virtù esoteriche e biologiche.

Le erbe più note da raccogliere nella notte del 24 sono: l’iperico detto anche erba di S.Giovanni; la comunissima artemisia volgare, dedicata a Diana-Artemide (per anoressia e vermi intestinali); la verbena che porta pace e amore, poi il ribes rosso che proteggeva dai malefici.

Di queste però la più importante è sempre stata l’iperico per le sua potenti proprietà antidepressive. Nella tradizione medioevale era anche chiamato ”fugademonium”, che modernamente è stato verificato come dovuto all’ipericina, una molecola capace di un’azione efficace a dosaggi opportuni, ovviamente se concentrata in pastiglie.

Sorprendente alcuni, che anche l’estratto alcolico se ”forte”, ha la stessa azione pur con 60 gocce al bisogno ( un cucchiaino da tè) e questo dimostra che oltre alle molecole gioca un ruolo fondamentale l’enerfia che pianta cede alla soluzione alcolica, perchè in queste 60 gocce non si raggiunge assolutamente l’energia che la pianta cede alla soluzione alcolica, perchè in queste 60 gocce non si raggiunge assolutamente la dose farmacologica efficace, eppure agisce.

In giugno – luglio fiorisce quindi l’iperico dai caratteristici fiori gialli, va raccolta la pianta intera, con la radice, lavata dalla terra, tagliata (5 cm), messa ”sotto spirito” a 60° e possibilmente agitata una volta al giorno.
Dopo 21 o 40 giorni sarà pronto un ottimo antidepressivo.

Per aumentarne la forza, come un alchimista, in tutte le operazioni mantenete una sensazione positiva, come può essere la preghiera, il collegamento all’equilibrio della natura o ad un effetto…

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