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Jack Savoretti Live Tour 2015

Dopo il successo del tour inglese, culminato con il sold out allo Shepherd’s Bush Empire di Londra, e forte della dirompente anteprima del 25 febbraio all’Auditorium Flog di Firenze il cantautore italo-inglese partirà da Treviso (17 aprile, New Age Club – Roncade) per poi proseguire a diffondere il suo sound tanto rock quanto fortemente emotivo a Trieste (18 aprile, Teatro Miela); Bologna (21 aprile, Locomotiv Club) Milano (22 aprile, Blue Note); Torino (23 aprile, Hiroshima Mon Amour); Genova (24 aprile, Teatro della Tosse); Salerno (26 aprile, Marte – Cava dei Tirreni) e Roma (28 aprile, Auditorium Parco della Musica).

A fianco al giovane talento del rock internazionale ci sarà la sua band originale: i The Dirty Romantics, ovvero Pedro Vita Vieira De Souza, alla chitarra elettrica, Jesper Lind Mortensen, alla batteria e percussioni, Jean Berthon, al basso elettrico, e Henry William Bower-Broadbent, alle tastiere.

È stato paragonato a una star come Bob Dylan, ha conquistato star mondiali come Bruce Springsteen e Neil Young aprendo i loro concerti a Londra ad Hyde Park, Paul McCartney lo ha chiamato negli Abbey Road Studios, assieme a Johnny depp, Kate Moss, Gary Barlow dei Take That e tanti altri, per registrare il video del brano “Quennie Eye”: stiamo parlando di Jack Savoretti, il cantautore britannico di origine italiane considerato da pubblico e critica una delle più interessanti novità della scena musicale internazionale.

Dopo il debutto in Italia alla fine del 2013 con i singoli “Changes” e “Not Worthy”, moltissimi sono stati gli apprezzamenti anche dalle star del nostro paese, su tutte Laura Pausini ed Elisa, che ha duettato con lui all’Arena di Verona lo scorso settembre, alla Barcolana a Trieste a inizio ottobre e a dicembre a Roma nell’ultima data del suo tour “L’Anima Vola Live in the Clubs”. In Italia Savoretti ha anche ricevuto una nomination agli Onstage Awards, nella categoria “Migliore nuova proposta internazionale” assieme a Stromae, Ed Sheeran, George Ezra, Miley Cyrus e Chet Faker, che verranno assegnati a Milano il prossimo marzo.

“Written in Scars” è un viaggio introspettivo, il racconto intimo di una presa di coscienza, di una maturazione. Un percorso preciso come un cerchio che si apre sulle note malinconiche del brano Back To me per arrivare alla risoluzione e alla rinascita con Fight ‘till the end, il brano di chiusura o come dice Jack Savoretti stesso: “il lucchetto che chiude la scatola e raccoglie la summa di tutto ciò che ho voluto raccontare nel disco”. Nel cuore dell’album le considerazioni private e intime sulla propria esistenza, sui luoghi che abitano lo spazio indefinito e labile del diventare adulti, mantenendo sempre uno sguardo attento allo sfondo sociale e politico attuale. Tra queste canzoni il cantautore italo-inglese ha voluto inserire una sua interpretazione di Nobody ‘cept you, uno splendido brano poco conosciuto di Bob Dylan, uno dei suoi autori di riferimento.

Gli undici brani del disco segnano sicuramente uno dei punti più alti della carriera di Jack Savoretti. I presupposti sono chiari: ritmiche contagiose e arrangiamenti curati nei minimi dettagli. L’impianto armonico dei brani è costruito su uno sfondo blu malinconico che è contemporaneamente contrastato dalla grinta delle chitarre e dal groove della sezione ritmica. In primo piano c’è la simbiosi tra la chitarra acustica e la voce ruvida di Jack Savoretti inserite in un vestito sonoro innovativo frutto di una notevole ricerca musicale.

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