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La bella Prova di un’opera seria al VerdiTS

Per chi voglia divertirsi a teatro con l’opera buffa, dai tono amabili ed eleganti, sino al 24 luglio prossimo è in scena per la Stagione estiva del Teatro Giuseppe Verdi di Trieste “La prova di un‘ opera seria”.

La gustosa opera teatrale –  che valse al suo compositore Francesco Gnecco l’affermazione internazionale nel primo ‘800 –  ritorna arricchita sul palcoscenico della lirica regionale.  Partitura e libretto, che  porta la firma dell’Abate Giulio Artusi, presentano alcuni efficaci  rimaneggiamenti, rispetto all’ultima edizione nel 2017, pensata per i giovani,  e ne fanno un esilarante spettacolo d’opera buffa che vale gli applausi dei presenti. Tra le novità in scena, con un escamotage tutto teatrale, l’inserimento di alcune delle arie tratte dall’operetta “Il Pipistrello” di Johann iStrauss jr. nonché la celebre  aria “Tu che mai preso il cor” da “Il paese del sorriso”  di Franz Lehar che conferiscono quel fascino all’allestimento quel fascino cosi unico dal sapore mitteleuropeo. Inscrivibile nel filone dell’opera buffa (quella di Cimarosa, Pergolesi e Paisiello, tanto per intenderci) la farsa in scena è una di quelle opere “minori” che rappresentano una chicca. E non solo per l’apprezzabile intelligente allestimento della Fondazione, arricchito dalla partecipaziome del coro e del corpo di ballo. O per il selezionato cast internazionale, tra cui spicca, come un frizzante condottiero,  un Andrea Binetti in gran forma, perfettamente a suo agio nel ruolo dell’impresario, il Poeta Pasticci. I manoscritti della partitura – di cui esistono piú versioni –   sono stati ritrovati nei più importanti teatri europei e in Inghilterra fu rappresentata per cinquant’anni con cast di altissimo livello. Curiosità dunque vuole vederla in scena a Trieste con la regia sapiente  di Carlo Antonio De Lucia e la bacchetta nipponica del Giovane Maestro Takayuki Yamasaki, formatosi con il Maestro Gelmetti. Entrambi ben evidenziano tutta la giocosità del melodramma farsesco di Francesco Gnecco, a cui prestano voce, oltre allo stesso Binetti, le soprano Viktoria Rholod e Rinako Hara, i tenori Antonio Pellegrino e Fumiyuki Kato (quest’ultimo molto a suo agio nella parte comica  di Fischietto) e il basso baritono Roberto Gentili, a cui spetta il  ruolo dell’imbranato Maestro Campanone.

La trama è semplice: siamo  nel retro palco, in quel mondo dove il tenore, il soprano e gli altri interpreti della creazione musicale (le star dell’epoca) mostrano i reconditi, banali   imperituri moti dell’anima (invidie, gelosie, manie di protagonismo) e inscenano con comico effetto tutti i luoghi comuni e i tic del mondo dell’opera – e degli artisti  in generale. 

Un modo per avvicinarsi o riavvicinarsi, ancor piú spensieratamente,  al mondo della piccola lirica.

L’ agile canovaccio dura un’ora e trenta ed e adatto a tutti: a chi voglia riascoltare “live” le celebri arie dell’operetta viennese, a chi ha il piacere di avvicinarsi all’opera con ironia e per divertimento o  a chi, piú  semplicemente, desideri passare una divertente serata all’insegna del buon teatro.

Ricco è ancora il calendario di rappresentazioni con inizio ad orario alternato alle 20.30 e alle 18.00).

I biglietti sono in vendita nella Biglietteria del Teatro Verdi.
Posto unico € 7.00, ridotto Under 18 € 5.00.

 

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