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La favola immortale de “La principessa della Czarda”

Frizzante e divertente come ci si aspetta che sia l’operetta. Ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia di Trieste, è arrivata la  “Principessa della czarda”, con le splendide musiche dell’ungherese Emmerich  (Imre) Kàlmàn.

È messa in scena dal Budapest Theatre Operetta &Musical,  per la regia sapiente di Kero (Miklos Gàbor Kerènyi), e  mostra gran carattere, dal sapore genuinamente magiaro.

A partire dalla sua affascinante protagonista femminile, Monika Fischl,  una Silvia Varescu grintosa  e capricciosa, come il  ruolo da soubrette  da “Belle Epoque” impone. Con lei, a trascinare il pubblico, tra sorrisi  e applausi a scena aperta, anche Péter Laki (Boni) e Annamari Dancs (Stazi) che hanno regalato insieme un gustoso   duetto comico  (“È quest’amore” del secondo atto) e l’incredibile Bori Kállay, nei panni della contessa Anhilte, che ha sfoderato una “verve” inviadibile nonostante i suoi sett’antanni ottimamente portati.

Superano molto bene la prova quest’anno – anche perché  recitano tutti in italiano –  Zsolt Vadász (Edvino), Attila Bardóczy (Zio Feri), László Csere (Leopold Maria), Attila Miklós (Arnold Schulteis), Gábor Dézsy Szabó (Colonello Rohnsdorf), Andor Szegedi (Kiss, notaio). Vera star nostrana poi di questo allestimenti si è confermato Alessio Colautti, completamente a suo agio nei ruoli di Miska/Alfonso,  e ha incassato numerosi applausi dai presenti.

 Punti di forza poi del Teatro dell’Operetta di Budapest, per la terza volta a Trieste, è l’orchestra dal vivo, diretta dal maestro  Makláry László, oltre  alla presenza  in scena di  una compagnia ben assortita con coro e ballerini , ben diretti dal coreografo Gesler Gyorgy, Impreziosisce poi l’allestimento i bei costumi di Fuzer Anni mentre le scenografie, ideate da Gyarmanthy Agnes, risultano forse un po’ troppo silvestri e rocciose  per calarci nell’eleganza del clima viennese del Primo Novecento, in quel turbinio di vita e di ricchezza culturale di cui Emmerich Kàlmàn è immortale testimone.

Si replica al Teatro Rossetti di Trieste sabato 8 luglio alle 20.30 e domenica 9 luglio con inizio alle 17.30.

 

 

 

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