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La nuova stagione del Teatro Stabile FVG firmata da Paolo Valerio

Attraverso Trieste, vedere il mondo. È questo il motto e la prospettiva scelti dal neo direttore del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Paolo Valerio. L’attore e regista veronese, già direttore artistico del Teatro Stabile di Verona, spesso in scena anche a Trieste,  ha tracciato in conferenza stampa alcune riflessioni sulla futura attività che contempererà  le tante anime di Trieste, il respiro internazionale, l’ immenso patrimonio culturale che la compongono. Sarà  un percorso fra nuovi progetti di produzione, ospitalità (quando si potrà ritornare alla normalità) e formazione. E sarà un percorso in accordo con la linea già intrapresa dal direttore uscente Franco Però: attività in streaming, una sperimentazione arricchente e un presidio costante per non lasciare soli gli spettatori. Lo testimonia la programmazione di questi giorni: oltre a  “Valzer per un mentalista” – che fino al 31 gennaio è diffuso in modalità di live streaming interattivo – il 27 gennaio debutta sulla scena virtuale  in occasione della Giornata della Memoria, il primo progetto curato da Paolo Valerio, “Trieste e la Memoria – Un viaggio nella città” uno sguardo sul grande fascino, e la profonda complessità storica e culturale di queste terre, sulla drammaturgia di Paola Pini. 

Il lavoro della Compagnia Stabile – un fiore all’occhiello li ha definiti il neo direttore  – si concentrerà ancora sulle drammatiche vicende del confine orientale nel secondo dopoguerra, con un nuovo progetto in concomitanza con il Giorno del Ricordo il 10 febbraio.

 La riprogrammazione di buona parte degli spettacoli ospiti, che sono stati sospesi, e le produzioni già varate, che proseguiranno le loro tournée, ripartiranno invece non appena sarà dato il via libera agli spettacoli in presenza.   Nel frattempo forte impulso verrà dato all’attività estiva, site-specific e all’aperto, che coniugherà sicurezza, cultura, fascinazioni artistiche in sinergia con il turismo culturale.

Per la Stagione 2021-2022  il direttore è già al lavoro per tracciare un progetto di ospitalità  a 360 gradi, a partire dalla prosa di elevata qualità, per toccare i musical internazionali, la danza – proposte che appartengono alla natura stessa del Politeama – fino al teatro d’innovazione e di contaminazione. Una cosa è certa i primi progetti trarranno ispirazione da quei monumenti della letteratura che sono i capisaldi del Novecento europeo dal valore universale o da figure imprescindibili per chi ama il teatro, come quella di Giorgio Strehler che Valerio, forte anche del suo rapporto privilegiato con la Scuola del Piccolo Teatro, vorrebbe dedicare il 2021 nel centenario della nascita.

Ascolta il podcast della puntata di Teatralmente con l’intervista a Paolo Valerio:

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