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Cultura Spettacoli

La stagione del VerdiTs chiude con un dittico

today8 Giugno 2024

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Un dittico d’eccezione chiude la stagione del Teatro Verdi di Trieste. Con la seconda esecuzione in assoluto, dopo l’unica in città del 1979, ritorna  Il Castello del Duca Barbablù di Bartók con la nuova regia di Henning Brockhaus, e la seconda esecuzione assoluta, dopo l’unica a Spoleto, de La Porta Divisoria, unico libretto d’opera firmato da Giorgio Strehler – che rilegge La Metamorfosi di Kafka, su commissione di Victor de Sabata per La Scala – con le musiche del compositore che accompagnò tutta la carriera teatrale di Strehler, Fiorenzo Carpi, compositore così eclettico e vivace, protagonista non solo del teatro di Strehler, ma firma di riferimento di Dario Fo, Vittorio Gassman, Edoardo De Filippo, Roland Petit, della grande Rai di qualità per Canzonissima, Nanni Svampa, Lino Patruno, Ugo Gregoretti, e compositore delle musiche del Pinocchio di Comencini, il cinema di Louis Malle, Patrice Chéreau, Tinto Brass, Carlo Mazzacurati, ma la lista è davvero lunghissima, e tratteggia il profilo di un musicista che è stato davvero l’anima di uno dei momenti fondanti la cultura popolare del Novecento. 

Sara un’occasione imperdibile per appassionati di cultura, letteratura ed opera per completare un tassello dimenticato della grande storia del teatro musicale europeo del Novecento.

La storia de La Porta Divisoria ha il fascino di un prezioso ritrovamento d’arte dimenticato, il cui dattiloscritto con note dell’autore si trova in copia nell’archivio del Museo Teatrale Schmidl, nacque su commissione di Victor de Sabata. Il  titolo fu messo per ben tre stagioni in cartellone alla  Scala senza mai riuscire a essere presentato poiché Fiorenzo Carpi non riusciva ad ultimare le musiche, Rimasto a oggi incomplete nel quinto quadro dell’opera è presentato con la chiusa di Alessandro Solbiati dopo che il Lirico Sperimentale di Spoleto, lo presentò in prima mondiale nel ‘22. 

Il soggetto kafkiano era stato scelto proprio da Carpi, poiché il tema della disumanizzazione del diverso era materia scottante della storia della sua famiglia, vittima di persecuzioni razziali e politiche durante la Seconda Guerra Mondiale con il padre Aldo Carpi, illustre pittore milanese di lontane ascendenze ebraiche, poi direttore per acclamazione di Brera, internato nel lager di Gusen-Mathausen.

Dunque un titolo che non poteva mancare nell’offerta culturale di Trieste e di tutta la regione, vero compendio di volontà di personaggi e temi apicali nell’identità intellettuale della città, da de Sabata a Strehler, dall’illustre impiegato delle Generali Kafka al tema ebraico affrontato nella sua metaforizzazione più sottile ma al contempo crudele, la repentina ed inspiegabile disumanizzazione di persone comuni che fino alla notte prima si sentivano ‘normali’.

La produzione spoletina, con la regia minimale di Giorgio Bongiovanni, vede un cast di giovani promesse guidate dalla brillante bacchetta di Marco Angius, direttore italiano sempre più presente e stimato nelle migliori stagioni europee, che dirigerà l’orchestra del Verdi anche nel Castello del Duca Barbablù, titolo che sta vivendo una vera fioritura nei teatri italiani e che non poteva certo mancare al Verdi dove è stato rappresentato una sola volta nel 1979. Il fil rouge visuale delle due opere entrambe giocate su porte simbolo di inquiete separazioni e misteri disturbanti, viene completato dalla nuova produzione del Verdi del Barbablù con la rarissima regia di Henning Brockhaus, maestro novecentesco ed ex collaboratore di Giorgio Strehler, che ormai da anni centellina le sue scelte artistiche con uno spirito anti-routinario davvero d’altri tempi.

Il basso Andrea Silvestrelli, reduce dall’Attila di Chicago e da una maratona wagneriana ad Opera Australia, sarà l’inquietante Duca Barbablù, mentre il solido mezzosoprano Isabel de Paoli darà la voce a Judith nella più noir delle opere di repertorio classico.

Biglietti su www.teatroverdi-trieste.com/it/

Recite:

A Venerdì 14 giugno 2024 ore 20.00

C Sabato 15 giugno 2024 ore 19.00

D Domenica 16 giugno 2024 ore 16.00

B Venerdì 21 giugno 2024 ore 20.00

S Sabato 22 giugno 2024 ore 16.00

E Domenica 23 giugno 2024 ore 16.00

Scritto da: Monica Ferri

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