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Le notti erotiche del Rocky horror show al Rossetti

today7 Dicembre 2016

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Irresistibile e non mostra i segni del tempo. Questo Rocky horror show, il musical cult di Richard O’Briens infiamma anche il Teatro Rossetti a Trieste e non perde negli anni né smalto né fascino. Grazie anche all’allestimento inglese, in lingua originale, firmato da Christopher Luscombe, che ha confezionato uno spettacolo dal gusto internazionale, pieno di energia e di professionalità, musicalmente vibrante, pienamente irriverente, capace di reggere con il suo ritmo l’assenza dei sottotitoli. Ancora una volta dunque ci si immerge in una festa stravagante  e kitsch, un inno alla libertà sessuale, e in  una colonna sonora indimenticabile – da “Sweet Transvestite” a The Time Warp e Don’t dream it, be it! –   che non ci si stanca  di ascoltare   anche a quarant’anni di distanza, vivere le notti incandescenti al Frankestein Place,  dalla  trama provocante, ironica e surreale,  in perfetto “stile Rocky”, ovvero  con calze a rete, corsetti e improbabili guêpière scintillanti di paiettes, una sorta di divisa unisex insomma per uomini e donne. È uno spettacolo che ha molti punti di forza questo in scena sino a domenica 10 dicembre. A partire dal cast inglese, estremamente preparato e talentuoso (in cui spiccano i nomi di Liam Tamne,vincitore di The Voice UK 2013, nel ruolo di Frank ‘N’ Furter e Kristian Lavercombe in quello di Riff Raff, e poi  Richard Meek, Sophie Linder-Lee, Kay Murphy, Rachel Grundy, Dominic Andersen, Paul Cattermole, Philip Franks).  Tutti ugualmente riusciti nei propri personaggi, con voci potenti e presenza scenica, sostenuti da  una qualità del suono- affidato a Gareth Owen con la supervisione di Tony Castro- scevro da ogni distorsione pur di fronte al volume decisamente alto e arricchito dai graffianti arrangiamenti musicali originali di Richard Hartley. Efficaci le scenografie ideate da Hugh Durrant, pronte a ricreare l’ambiente tetro del Frankestein Place, arricchite dalla splendido disegno luci di Nick Richings, eleganti e dinamiche le coreografie di Nathan M Wright e i costumi di Sue Blane, E se il “Rocky Horror Show” fu quarant’anni fa uno spettacolo di rottura, rivoluzionario per l’epoca in cui fu prodotto, così esplicito nel trattare temi sessuali, oltraggioso, dissacrante,  oggi rimane ancora uno spettacolo decisamente fuori dagli schemi, un inno alla libertà, alla lussuria e all’eccesso ma pieno di sprizzante vitalità, capace di suscitare ancora le ” entrate a gamba tesa” dalla platea da parte dei fans.

Scritto da: Monica Ferri

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Irresistibile e non mostra i segni del tempo. Questo Rocky horror show, il musical cult di Richard O’Briens infiamma anche il Teatro Rossetti a Trieste e non perde negli anni né smalto né fascino. Grazie anche all’allestimento inglese, in lingua originale, firmato da Christopher Luscombe, che ha confezionato uno spettacolo dal gusto internazionale, pieno di energia e di professionalità, musicalmente vibrante, pienamente irriverente, capace di reggere con il suo ritmo l’assenza dei sottotitoli. Ancora una volta dunque ci si immerge in una festa stravagante  e kitsch, un inno alla libertà sessuale, e in  una colonna sonora indimenticabile – da “Sweet Transvestite” a The Time Warp e Don’t dream it, be it! –   che non ci si stanca  di ascoltare   anche a quarant’anni di distanza, vivere le notti incandescenti al Frankestein Place,  dalla  trama provocante, ironica e surreale,  in perfetto “stile Rocky”, ovvero  con calze a rete, corsetti e improbabili guêpière scintillanti di paiettes, una sorta di divisa unisex insomma per uomini e donne. È uno spettacolo che ha molti punti di forza questo in scena sino a domenica 10 dicembre. A partire dal cast inglese, estremamente preparato e talentuoso (in cui spiccano i nomi di Liam Tamne,vincitore di The Voice UK 2013, nel ruolo di Frank ‘N’ Furter e Kristian Lavercombe in quello di Riff Raff, e poi  Richard Meek, Sophie Linder-Lee, Kay Murphy, Rachel Grundy, Dominic Andersen, Paul Cattermole, Philip Franks).  Tutti ugualmente riusciti nei propri personaggi, con voci potenti e presenza scenica, sostenuti da  una qualità del suono- affidato a Gareth Owen con la supervisione di Tony Castro- scevro da ogni distorsione pur di fronte al volume decisamente alto e arricchito dai graffianti arrangiamenti musicali originali di Richard Hartley. Efficaci le scenografie ideate da Hugh Durrant, pronte a ricreare l’ambiente tetro del Frankestein Place, arricchite dalla splendido disegno luci di Nick Richings, eleganti e dinamiche le coreografie di Nathan M Wright e i costumi di Sue Blane, E se il “Rocky Horror Show” fu quarant’anni fa uno spettacolo di rottura, rivoluzionario per l’epoca in cui fu prodotto, così esplicito nel trattare temi sessuali, oltraggioso, dissacrante,  oggi rimane ancora uno spettacolo decisamente fuori dagli schemi, un inno alla libertà, alla lussuria e all’eccesso ma pieno di sprizzante vitalità, capace di suscitare ancora le ” entrate a gamba tesa” dalla platea da parte dei fans.

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