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L'eleganza e il virtuosismo del New York City Ballet a Trieste

Quando le stelle del New York City Ballet, una delle più leggendarie compagnie al mondo, ballano, tutto diventa facile, anche ciò che non lo è. Anche un fuori asse o una presa in volo che sfida la gravità terrestre. Le prodezze di nove ballerini dalla preparazione tecnica leggendaria e dalle notevoli doti interpretativela ha aperto, l’altra sera al Teatro Rossetti, la prima edizione della rassegna “TS Danza 1.0”, ciclo di otto appuntamenti che continuerá sino al 24 aprile a Trieste. Un’occasione unica per gli amanti della danza classica – sapientemente miscelata al moderno e contaminata con accenni jazz o folkloristici – di conoscere pagine immortali della coreografia del XX secolo e di ammirare l’elegante fusione del virtuosismo del balletto classico di matrice russa con le contaminazioni multietniche e moderne tipicamente americane in un unicum espressivo inimitabile. 13 i brani presentati, uno straordinario repertorio che dalla musica della vecchia Europa – come le romantiche musiche di Chopin con coreografia di August Bournonville o il celebre “Pas de Deux” del Cigno bianco di Ciaikovskj su coreografia di Lev Ivanov – vira verso il sound tipicamente newyorkese con coreografie su musiche jazz (ma eseguite rigorosamente sulle punte) di Gershwin per finire allo stile musicale coinvolgente di Broadway. Si è trattato soprattutto di un omaggio alle indimenticabili coreografie del secolo scorso, quelle dei due “padri” di questa straordinaria istituzione del balletto: i coreografi George Balanchine, che ne fu il fondatore e ne rimase il maître de ballet per quasi 40 anni e Jerome Robbins, che alla fine degli anni ’60, aprí a contaminazioni pieni di vitalità.
Si continua il 18 e 19 marzo, sempre al Politeama Rossetti, con l’ironia de Les Ballets Trockadero de Monte Carlo.

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