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Cultura Spettacoli

Lirica: otto titoli da scoprire

today1 Luglio 2023

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Con otto titoli d’opera il 2 novembre prossimo si aprirà la nuova stagione lirica del Teatro Verdi di Trieste per una stagione che coniuga sapientemente tradizione e innovazione. Sarà caratterizzata  dal ritorno di Daniel Oren, col suo titolo del cuore. Nabucco, e di SNG Opera in balet Ljubljana, con Giselle, ma anche dalla seconda esecuzione mondiale dell’unico libretto scritto da Giorgio Strehler su commissione di Victor de Sabata.

L’apertura è affidata alla  Manon Lescaut dedicata al centenario pucciniano  che si festeggia nel 2024, nell’allestimento di Opéra de Monte-Carlo e del teatro tedesco di Erfurt. La regia di Guy de Montavon, con le scene di Hank Irwin Kittel e i costumi di Kristopher Kempf di ambientazione moderna e originale, ha conquistato lo scorso anno la migliore critica internazionale. Giunge a Trieste guidata da Gianna Fratta, già molto apprezzata dal pubblico giuliano della passata stagione sinfonica.

Il cast è guidato da Lana Kos, Roberto Aronica e Murat Karahan, tutti solidi veterani del repertorio pucciniano.

Dal 7 dicembre si prosegue con il ritorno postpandemico dell’amato Die Zauberflöte di Mozart, coproduzione del 2022 di Trieste con Aslico e il teatro americano Opera Carolina del regista, scenografo e costumista veneziano Ivan Stefanutti, noto per spaziare dall’opera al musical fino al balletto. Sul podio Beatrice Venezi, nome di crescente popolarità che sicuramente incuriosirà il pubblico. Il cast è guidato da due tra i giovani talenti italiani più applauditi nel mondo ed entrambi di provenienza scaligera: il soprano Caterina Sala e il tenore Paolo Nevi. Di nuovo Regina della Notte il soprano ucraino Olga Dyadiv, ormai di casa a Trieste e nome di punta del cenacolo di giovani artisti scrupolosamente coltivato negli anni dal teatro giuliano.

Il 2024 si aprirà con l’attesissimo ritorno di uno dei titoli “Tudor” di Donizetti, Anna Bolena, nello storico allestimento del 2007, celebrato dalla critica, di Graham Vick: simbolico, visionario, magniloquente esso verrà interpretato da un cast solido con Salome Jicia, Marco Ciaponi e il giovane e già apprezzato mezzo soprano Laura Verrecchia. Sul podio Francesco Ivan Ciampa, uno dei nomi italiani più stimati per l’opera nel mondo.

Con Ariadne auf Naxos di Richard Strauss a febbraio si potrà godere non solo di un titolo mancante in città dal 2004  il cui ricordo si lega ad uno dei nomi più amati della cultura giuliana, Franco Serpa scomparso lo scorso anno – ma anche di uno degli allestimenti più apprezzati degli ultimi anni, quello della stagione del Teatro Comunale di Bologna a firma del regista scozzese Paul Curran, coinvolgente operazione di teatro nel teatro. Sul podio Enrico Calesso, primo direttore ospite del Landestheater di Linz in Austria e direttore musicale di Würzburg in Baviera.  Italiano prestato alla tradizione tedesca, Calesso ha il taglio giusto per dare per la migliore interpretazione di Strauss in un teatro a forte vocazione danubiana. L’ampio cast è ancora in via di definizione per una ricerca meticolosa tra voce, dizione perfetta e doti attoriali richieste dall’intrigante visione di Curran.

A marzo sarà la volta del Nabucco di Verdi diretto da Daniel Oren, direttore amatissimo per giunta impegnato in quello che egli considera il suo titolo più sentito. La regia di Giancarlo Del Monaco per la produzione del Teatro Croato da un lato rinsalda i legami con le istituzioni artistiche oltreconfine, d’altro canto garantisce un momento di serena aderenza alla tradizione. Il cast è davvero interessante, col baritono russo Roman Burdenko, sempre più apprezzato sui palchi di tutto il mondo, Maria José Siri, già Abigaille al Maggio Musicale Fiorentino, Arena di Verona e Wiener Staatsoper fra i tanti; e ancora il mezzo soprano russo Maria Barakova, che ha già cantato il ruolo di Fenema al Metropolitan di New York, Rafal Siwek che è Zaccaria nell’edizione del titolo nel Centenario di Arena di Verona, e il tenore Carlo Ventre, ospite dei palchi più importanti d’Europa.

A maggio con la Cenerentola di Rossini tornerà sul podio Enrico Calesso, forte di anni dedicati all’approfondimento del grande pesarese, con la produzione del Teatro Carlo Felice di Genova del ’22 firmata da due dei protagonisti più vivaci e attivi del panorama italiano, Paolo Gavazzeni e Pietro Maranghi, ed un cast che finalmente rivede al Verdi una delle glorie internazionali del bel canto giuliano, il baritono Giorgio Caoduro, mancante dal teatro della sua città da ben 12 anni, reduce dai recenti trionfi di Rossini Opera Festival, Sydney Opera House, Teatro an der Wien. A lui il  ruolo più caro e che maggiore fortuna gli ha portato nel mondo, Dandini.

Con l’ottimo tenore rossiniano Dave Monaco e Laura Verrecchia si completa il cast di uno degli appuntamenti di certo più brillanti della stagione.

E sempre a maggio, dopo il trionfo assoluto di Romeo and Juliet, torna il grande e giovane balletto di Ljubljana guidato dalla verve e dall’instancabile creatività del suo direttore artistico, il veronese-viennese Renato Zanella, con Giselle di Adam. Prosegue dunque il felice sodalizio con SNG Opera in balet Ljubljana e Trieste, impreziosito quest’anno da un titolo principe nella storia del balletto.

Infine importante e simbolica chiusura dal 14 al 23 giugno con il dittico novecentesco Il Castello del Duca Barbablù di Béla Bartók nella nuova regia di Henning Brockhaus, vero maestro già apprezzato a Trieste per il suo Macbeth storico, e soprattutto la seconda esecuzione mondiale de La Porta Divisoria, unico libretto scritto da Giorgio Strehler su commissione di Victor De Sabata per La Scala di Milano. La prima esecuzione mondiale è avvenuta al Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto nel ’22, da cui il Verdi trae il direttore Marco Angius, già esperto della partitura e bacchetta di riferimento nel mondo della contemporanea.

La partitura vede la firma prestigiosa di Fiorenzo Carpi, compositore di riferimento assoluto del teatro di Giorgio Strehler. Carpi ha collaborato anche con Dario Fo, Vittorio Gassman, Edoardo De Filippo, Roland Petit, con la grande Rai di qualità per Canzonissima, Nanni Svampa, Lino Patruno, Ugo Gregoretti, e ha scritto le musiche del Pinocchio di Comencini, il cinema di Louis Malle, Patrice Chéreau, Tinto Brass, Carlo Mazzacurati, ma la lista è davvero lunghissima, disegnando il profilo di un musicista che è stato davvero l’anima di uno dei momenti fondanti la cultura popolare del Novecento.

Il completamento del quadro mancante è stato realizzato da Alessandro Solbiati, compositore tra i più in vista del panorama musicale contemporaneo, che proprio al Verdi di Trieste nel 2009 rappresentò la sua prima opera teatrale: Il carro e i canti, ispirata a un racconto di Puškin.

Una stagione dunque che riconferma la vocazione del Verdi a coltivare nel proprio seno giovani talenti di futuro successo, accostandoli ad artisti di consolidata fama ed esperienza, e che ritrova nei titoli e nelle scelte di repertorio uno slancio identitario, trasversale alle culture europee di cui fa parte.

Un nuovo sito, più interattivo, e una nuova immagine che ricalca l’eleganza gloriosa di uno dei teatri storici da sempre più internazionali del paese completano poi le novità presentate dal Teatro.

La campagna abbonamenti si apre il 4 luglio e si chiude domenica 12 novembre 2023. Gli abbonati alla Stagione 22-23 possono confermare il proprio posto fino a sabato 23 settembre 2023. La vendita dei biglietti per i singoli spettacoli inizierà martedì 10 ottobre 2023.

Rimangono invariati i prezzi di abbonamenti e biglietti rispetto alla passata stagione. Confermate anche tutte le promozioni per i giovani under 34 con prezzi per abbonamenti e singoli biglietti particolarmente vantaggiosi.

Info su: www.teatroverdi-trieste.com

Scritto da: Monica Ferri

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