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Manlio Malabotta e le Arti

Si è inaugurata a Trieste, al Magazzino delle Idee, alla presenza delle autorità e di numerosi ospiti la mostra “Manlio Malabotta e le Arti. De Pisis, Martini, Morandi e i grandi maestri triestini”, dedicata ad una delle più affascinanti personalità culturali del Novecento giuliano.
L’evento, è aperto fino al 2 marzo 2014, è realizzato sotto la direzione dai Servizi culturali della Provincia di Trieste, è sostenuto dalla Fondazione CRTrieste e si avvale della collaborazione del Comune di Ferrara, in particolare del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea Filippo de Pisis, e dell’Archivio di Stato di Trieste.

58 Filippo de Pisis, tra dipinti e opere su carta; 6 Arturo Martini tra sculture, un inchiostro e un olio; 3 lavori di Giorgio Morandi; 21 tra dipinti, matite, fotografie, grafiche di autori triestini (Arturo Fittke, Vittorio Bolaffio, Giorgio Carmelich, Adolfo Levier, Mario Lannes, Arturo Nathan, Leonor Fini); un paio di opere di Mino Maccari e Leo Longanesi; più di 20 fotografie inedite realizzate dallo stesso Manlio Malabotta; numerosi volumi e documenti: a temi specifici per guardare, piuttosto, al valore universale dell’espressione artistica ricondotta, nel suo collezionare vario e continuo, al sentire di un uomo che creato amorevolmente le sue collezioni, elevandole a compagne di vita.

Accanto alla grandezza delle raccolte, sia in senso qualitativo che numerico, la mostra affronta la complessità che è costantemente stata alla base del loro generarsi negli anni, cercando di restituire nella maniera più completa la figura del grande intellettuale. Manlio Malabotta (Trieste 1907-1975) è certamente stato un uomo che ha coltivato la passione di un raccogliere elegante, acuto, meticoloso nell’accendersi degli interessi e che al tempo stesso si è impegnato come uno scrittore, poeta, critico militante, studioso e fotografo. “Manlio Malabotta e le Arti. De Pisis, Martini, Morandi e i grandi maestri triestini”è un evento unico perchè ricompone le raccolte, dopo la donazione dei de Pisis a Ferrara, restituendo nella sua interezza l’universo culturale e artistico di Malabotta: così, pur senza negare che volgere l’attenzione alla raccolta significa confrontarsi con Filippo de Pisis, con i tanti oli, disegni, incisioni nel tempo costantemente e intelligentemente inseguiti fino a formare un corpus rilevante – divenuto indispensabile per le esposizioni, anche internazionali, che dell’artista vogliono proporre le opere migliori – non va dimenticato che tanto altro racconta la collezione del Notaio fattosi egli stesso intellettuale. Ecco allora che accanto alle prove del Marchesino pittore ci sono sculture di Arturo Martini, opere di Giorgio Morandi, dipinti di maestri triestini come Arturo Nathan, Vittorio Bolaffio, Giorgio Carmelich, Adolfo Levier, Mario Lannes, Arturo Fittke. E ancora libri, custoditi e raccolti da bibliofilo, e riviste, campo di scrittura dello stesso Malabotta, sestanti che raccontano dell’Adriatico e dell’Istria, le raccolte di poesia, scritti in prosa, scatti fotografici che fissano il mondo osservato e che per la prima volta vengono esposti al pubblico. E i de Pisis, in questo dispiegarsi, vivono non solo dell’arte del loro autore ma raccontano altre storie perchè giungono a Malabotta dopo esse stati di altri importanti proprietari: Leonor Fini, Umberto saba, Giovanni Scheiwiller, Bifani e Romanelli.

La mostra, che rimarrà aperta fino al 2 marzo 2014 con ingresso gratuito si articola nelle seguenti sezioni:
1. Manlio Malabotta: l’arte del collezionare
2. Trieste e la critica militante
3. Montona: le prime raccolte e la fotografia
4. Strapaese e Roma
5. La grande stagione del collezionismo
6. Gli scritti e le biblioteche

Il progetto espositivo, realizzato sotto la direzione dai Servizi culturali della Provincia di Trieste, si è avvalso della collaborazione di studiosi quali Luca Massimo barbero, curatore, critico d’arte e direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione cini di Venezia, Ester Coen, professore ordinario di Storia dell’Arte contemporanea presso l’Università de L’Aquila, Diana de Rosa, storica e autrice di diverse pubblicazioni su Trieste e su Malabotta bibliofilo e scrittore, Pierpaolo Dorsi, dirigente soprintendeza archivistica per il Friuli Venezia Giulia e curatore del fondo Malabotta presso l’Archivio di Stato di Trieste, Pietro Gibellini, critico letterario, filologo, ordinario di Letteratura italiana presso l’Università Cà Foscari di Venezia, Enrico Lucchese, studioso, collaboratore di diverse Università, autore di diversi saggi su autori della collezione Malabotta, Marco Menato, direttore della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia, Lorenzo Nuovo, studioso e autori di importanti studi sull’attività di critico di Malabotta, Maria Luisa Pacelli, direttore Gallerie d’Arte Moderna e contemporanea del Comune di ferrara. Si ringrazia l’associazione Cizerouno, e in particolare Massimiliano Schiozzi, cui si deve il recupero e il restauro delle foto realizzate da Manlio malabotta negli anni trenta e Quaranta.

Insostitubile l’apporto Franca Fenga Malabotta che ha donato a questo progetto il suo tempo, i suoi ricordi, la sua sensibilità.

Magazzino delle Idee, Corso Cavour (ingresso lato mare), Trieste

Orari di apertura: martedì e mercoledì 10-13
giovedì 10-17
venerdì, sabato e domenica 10-13 e 15-19
Aperture straordinarie: 26 dicembre, 1 gennaio, 6 gennaio con orario 15-19

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