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Miela: al via una stagione aperta al mondo

Al via un’altra stagione di suoni, visioni e suggestioni. La cooperativa Bonawentura  parte con la prima parte della stagione del Teatro Miela. Ritornano gli appuntamenti con l’arte, il teatro, la scienza e l’ironia per una annata di proposte all’insegna della ricerca, verso tutto ciò che di nuovo, importante e interessante offre  il panorama artistico-culturale mondiale.

Imperdibili come sempre gli appuntamenti sul tema delle migrazioni del festival S/paesati, l’ appuntamento autunnale del Miela giunto alla XIX edizione 2018. Quest’anno una parte della rassegna sarà dedicata all’analisi e al racconto di alcune zone di guerra come la Siria e l’Iraq, attraverso l’esperienza diretta di giornalisti come Domenico Chirico e Linda Dorigo, e artisti provenienti da tali paesi come  Leyla Toprak.  Seguirà la presentazione del libro di  Maria Cuffaro, Kajal. Le vite degli altri e la mia – presentato con i giornalisti Paolo Aleotti e Emily Menguzzato – che affronterà il tema della disperazione della guerra, delle periferie più dure (Medio Oriente, l’Asia, il Sud America, l’Africa) viste dagli occhi della giornalista.
Due  gli spettacoli relativi alla prima guerra mondiale: ritorna il giornalista Gabriele Del Grande nell’incontro Fortress Europe in cui parlerà dei rifugiati e il destino dell’Europa, esaminandone gli scenari futuri. Al termine verrà riproposto l’ormai celebre documentario  Io sto con la sposa.

Tre le produzioni Bonawentura proposte quest’anno: Diario dall’aldilà ….Da Sarajevo con amore di Puniša Kalezi? e Diana Bosnjak  Monai, uno spettacolo multimediale, che raccoglie le memorie passate da nonno a nipote durante l’assedio di Sarajevo all’inizio degli anni Novanta; Lampedusa Beach, di Lina Prosa in collaborazione con il Teatro Stabile Sloveno; Una splendida giornata … da clandestino, di Giuseppe Nicodemo, ispirato a un reportage di Gianpaolo Sarti per il quotidiano “Il Piccolo” di Trieste, storia di un giornalista che si finge profugo per un giorno. Verrà riproposto inoltre Come diventare africani in una notte, di Mohamed Ba, Stefano Dongetti e Alessandro Mizzi, uno spettacolo dove la cultura europea e quella africana si incontrano e dialogano apertamente. Per la rassegna Miela Music-Live, dedicata ai concerti che puntano lo sguardo, in questo inizio di stagione 2018/19 Bonawentura ospiterà artisti e gruppi musicali provenienti da: Italia, Belgio/Congo, Costa d’Avorio, Nuova Zelanda, Niger, UK/Arg/Congo. Un Melting pot musicale e culturale che include  collaborazioni, anche a livello transfrontaliero, con altre realtà come il festival Druga Godba della vicina Slovenia. Il primo appuntamento è con Nidi D’arac (Italia) i più forti e longevi  esponenti della world music italiana. Seguiranno: Baloji tra i musicisti più interessanti nell’ambito della “nuova” world music, quella prodotta in Europa da musicisti qui cresciuti, che guardano alle loro radici e se ne riappropriano con sguardi e linguaggi profondamente contemporanei. La cantante, danzatrice e percussionista della Costa d’Avorio, la nuova grande voce dell’Africa Dobet Gnahoré,Orchestra of Spheres, un progetto (anche visivo) che arriva dalla Nuova Zelanda, Les Filles de Illighadad un gruppo di ragazze provenienti dal villaggio omonimo del Niger, fautrici di un nuovo genere di chitarra Tuareg. E poi Animanz & Juanita Euka (UK/Arg/Congo) un gruppo nato nel 2013 come un progetto aperto tra amici musicisti che in pochi anni è cresciuto accogliendo artisti ed ospiti provenienti da tutto il mondo.

Infine riparte anche l’appuntamento classico – classicissimo ormai – dei lunedì del Miela con la musica e il cabaret Pukin Kabarett che dal febbraio 2001 calcano continuativamente le scene, sempre accompagnati dalla musica della fedelissima Niente Band.

Si inizia il 4 ottobre.

 

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