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Mittelfest 2014 Segnali

Lunedì 21 luglio il cartellone si intreccerà tra spettacoli di teatro, musica, cinema e danza con acrobazie mozzafiato. Saranno ancora le wall dancers della compagnia Il Posto, Elena Annovi e Simona Forlani, ad aprire il cartellone con “Atto Bianco”, ideazione e coreografia di Wanda Moretti, nella suggestiva cornice del Belvedere alle 17.00 Le due danzatrici acrobate accompagnate dalle musiche per sax e live electronics di Marco Castelli metteranno in scena una performance di danza verticale che lascerà con il fiato sospeso, ispirata al tema dell’arca e dello spostamento e ad un racconto di Buzzati. Alle 18, andrà in scena, nella Chiesa di Santa Maria dei Battuti, in prima assoluta“Mort à vendre” un’incursione multilingue nel centenario della Grande Guerra che riassume in un unico palcoscenico tutte le guerre e le vite dei soldati trasformate in merce di poco valore. Una originale rilettura ha ispirato la regista e attrice olandese Maril Van de Broek, in scena gli allievi del secondo anno del corso della Civica Accademia “Nico Pepe” di Udine con il coordinamento artistico di Claudio de Maglio. Ad incantare il pubblico con uno spettacolo in prima italiana sarà il Trio Balkan Strings composto dal padre Zoran e i figli Nikola e Zeljko Starcevi? ore 19.30 Chiesa di San Francesco. Sono gli inventori della chitarra suonata a sei mani e proporranno un repertorio di musica che spazia dall’etho-jazz allo swing balcanico con incursioni nella musica gitana. Grande ritorno sulle scene di Mittelfest per Ivica Buljan, tra i più apprezzati registi della nuova scena europea, che firma uno degli appuntamenti più attesi di questa edizione, lo spettacolo “Una tomba per Boris Davidovi?” (Teatro Ristori ore 21),un’imponente co-produzione transnazionale serbo-croato-slovena che si ispira all’omonimo romanzo dello scrittore serbo Danilo Kiš, tra i più noti autori della scena letteraria della ex Jugoslavia. Ne è nata un’intesa partitura che Buljan ha messo in scena seguendo le sette partizioni che compongono il romanzo, unite nel tema dominante della sopraffazione e la persecuzione che hanno caratterizzato il “socialismo reale” jugoslavo. Nel suo romanzo Kiš ha costruito un cenotafio per Boris Davidovic Novsky, terrorista e nihilista. Un eroe al contrario, o forse soltanto un personaggio di finzione, che dopo aver attraversato i sentieri del comunismo internazionalista, ha subito un processo manipolato dalla burocrazia staliniana, è stato torturato, deportato e – cosa spaventosa per un rivoluzionario – condannato all’oblio. Il libro di Kiš è dunque un gesto di riparazione e di memoria, l’alfa e l’omega di tutte le vittime dei regimi totalitari.

La musica sarà protagonista nell’appuntamento in cartellone al Chiostro di San Francesco, ore 21, dove risuoneranno gli ottoni del Brass Ensemble del Conservatorio Tartini di Trieste diretto da David Short con un repertorio che spazia dalla musica barocca alla musica contemporanea.

Inaugura lunedì anche il fortunato percorso con realizzato in collaborazione con il DAMS dell’Università di Udine, firmato da Roberto Calabretto, Segnali di Cinema che ripropone in cinque appuntamenti le nozze tra grande cinema e musica dal vivo. Si comincia proprio lunedì alle 23.00 nello spazio raccolto del Castello Canussio con uno dei capolavori comici della storia del cinema, Seven changes (1925) di Buster Keaton che unisce azione, amore, risate e colpi di scena. Il commento musicale è eseguito da Zerorchestra, su musiche di Todesco, Cesselli, Ortolan.

Inaugura domani alle 21.30 nella dimora storica Canussio anche una mostra fotografica che racconta attraverso gli scatti dei suoi vincitori i primi 11 anni del Premio giornalistico Marco Luchetta. “I nostri angeli. Le migliori 11 foto nel ricordo di Miran Hrovatin” fa tappa adesso a Mittelfest dopo aver percorso i festival Vicino/Lontano ed èStoria. La mostra è visitabile da domani (lunedì), a partire dalle 21.30, ogni sera fino alla fine del festival. E il Castello Canussio quest’anno è partner di Mittelfest nella creazione di una “area-lounge” chiamata “Canussio 21.30”, dedicata al pubblico, allo staff e agli artisti presenti al festival che alla fine degli spettacoli possono incontrarsi ogni sera in un luogo di ristoro e ritrovo post-festival.

Fonte: Ufficio stampa: Volpe&Sain

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