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Mostra del Cinema è "Anime Nere" la sorpresa italiana

di Alessandra Ressa

La terza giornata della 71esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia si apre con il primo film italiano in concorso, “Anime Nere” di Francesco Munzi, un viaggio nel profondo della ‘ndrangheta tra Amsterdam, Milano e le montagne dell’Aspromonte, terra di pecorari ma soprattutto di lutti. Fin dalla prima sequenza ci accorgiamo che questo non è l’ennesimo film sulla mafia, la violenza e i delicati equilibri della malavita calabrese sono qui narrati con occhio diverso, sottile, mai banale. Tratto liberamente dall’omonimo romanzo di Gioacchino Criaco, “Anime Nere” trasporta nella realtà noir di una famiglia della mala calabrese i cui componenti come camaleonti si spostano attraverso l’Italia e l’europa con quello spirito caratteristico della mafia che non conosce barriere, né fisiche né linguistiche. Riuscita la scelta dei protagonisti, non i soliti attori dallo sguardo arcigno, ma professionisti e non professionisti che con la loro naturalezza danno vita ai personaggi. “I miei mafiosi sono colti, belli ricchi, generosi, non i classici gangster della camorra – ha detto poco fa alla stampa il regista – lo scopo era riuscire a far convivere colletti bianchi e caprari nella stessa persona”. I protagonisti di questa vicenda sono Marco Leonardi, nei panni del giovane e brillante boss Luigi, (abbiamo già visto leonardi nella fiction “Il capo dei Capi” ma anche più giovane nella biografia su Maradona, “la Mano de Dios”, anche se forse l’interpretazione più celebre rimane quella del piccolo Totò in “Nuovo cinema paradiso”. Troviamo poi Peppino Mazzotta in che interpreta il fratello di Luigi, Rocco, che conosciamo bene nei panni delll’ispettore Fazio nella riuscitissima serie televisiva “Il Commissario Montalbano”, e infine Fabrizio Ferracane, grande attore teatrale, in quelli del terzo fratello, Luciano, rimasto sull’Aspromonte. Proprio Ferracane è riuscito a trasmettere tutto il dramma della vicenda attraverso una straordinaria interpretazione, tanto da essere tra i possibili favoriti alla Coppa Volpi come migliore attore. Unica nota stonata è la parte affidata A Barbora Bobulova, rigida, impostata come richiedeva il personaggio ma comunque non all’altezza del resto del cast.
Oggi è stata anche la volta di “99 homes”, con il tenebroso Michael Shannon (il Generale Zod ne “L’uomo d’acciaio”) e Andrew Garfield (ex Spiderman) del regista americano di origine iraniana Ramin Bahrani. Il film racconta del crack immobiliare negli Stati Uniti ed in particolare in Florida a la lotta delle famiglie che non riescono più a pagare mutui e prestiti. Una vicenda inverosimile non sempre ben raccontata, troppo calcata . Nel cast troviamo anche una stagionata ma sempre in forma Laura Dern, la biondina di “Jurassic Park”.
Da segnalare anche la commedia fuori concorso “She’s funny that way” che ha visto un regista come Peter Bogdanovich, ormai sparito da decenni dalle scene nonostante la sua ricca filmografia, ripescato dalla naftalina con una frivola commediola alla “Pretty Woman”, una favoletta metropolitana in cui una prostituta, interpretata dalla giovane Imogen Poots, raggiunge il suo sogno diventando un’attrice a Broadway. Al suo fianco tanti nomi della commedia moderna statunitense, come Jennifer Aniston, Owen Wilson, e alcuni divertenti camei dello stesso Shannon, visto in “99 homes”, e perfino di Quentin Tarantino. Un film divertente se avete voglia di non pensare a niente per un’ora e mezza.
Spazio anche all’Austria con l’ultimo lavoro di Ulrich Seidl. Dopo la nichilista trilogia Love, Faith Hope, che purtroppo, anche a causa del suo contenuto poco “catholic-friendly”, non ha mai raggiunto le sale italiane, arriva un originale lavoro sull’importanza che i seminterrati hanno nella vita degli austriaci: taverne, scantinati, garage, e tutte le attività bizzarre che si svolgono all’interno di essi, un lavoro ironico, originale e grottesco.
Dimenticate “ La vita oscena” in cui figura Riccardo Scamarcio in veste di produttore associato e con la bella Isabella Ferrari. Cosa aveva in testa il regista Renato de Maria? Non si è capito. La storia viene raccontata nei primi cinque minuti, e sarebbe stato opportuno finirla lì.
Questa sera in anteprima il primo film con Al Pacino, “The Humbling”. Il grande attore americano arriverà al Lido domani. Sempre Pacino sarà protagonista del film in concorso Manglehorn di David Gordon Greene che appunto vedremo domani.

 

Andrew Garfield Jennifer Aniston radiopz Michael Shannon

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