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Come ne verremmo fuori: la formula della Guzzanti al Teatro Bobbio

Una Sabina Guzzanti in piena forma ha fatto tappa sabato scorso a Trieste  al Teatro Orazio Bobbio. Come ne venimmo fuori, questo il titolo dello spettacolo, è un viaggio nella memoria di un periodo (quello in cui stiamo vivendo) con gli occhi di chi sopravvisse al “Secolo di Merda”, periodo che va dal 1989 al 2041.

Questa in sintesi la cornice dell‘accattivante monologo scritto e interpretato dall’attrice romana – costruito con l’inconfondibile suo stile, decisamente graffiante –  e che la Guzzanti  porta in giro  per l’Italia dal 2015, diretta da Giorgio Gallione, che per lei ha ricreato con poco un’elegante atmosfera futurista.
Siamo in un 2041, dove l’Umanità si è appena liberara dall’ideologia (l’unica che era rimasta) neoliberista, da un sistema economico capitalista e  dal modello tecnocratico e disumanizzante che ne deriva. Un sistema che ha gestito, senza che ce ne accorgessimo – tutti presi dall’ “esser vivi” su Fb e WhatsApp e frastornati dal web – le nostre vite e le nostre scelte. Un periodo in cui  la Storia ha preso di nuovo una brutta piega, costruendo la sua ragnatela a partire dalle teorie economiche di Milton Friedman, economista americano, premio Nobel nel ‘76, che influenzò molte teorie economiche e molti Governi, da Pinochet alla Tatcher per arrivare ai giorni nostri.
Basandosi sulle letture sul sistema economico post- capitalista o neoliberista, tema che l’interessa già da qualche anno,  la Guzzanti affronta a teatro temi complessi e importanti rendendoli semplici con comicita e satira. Grazie allora a questa trama perfetta,  parla liberamente e direttamente al suo pubblico per indagare, nei panni di Sabna Qf2, come e perché si giunse a quel punto e come se ne venne fuori. In poco più di un’ora e mezza ne deride manie e vizi, mette in luce contraddizioni e omissioni, con un ritmo recitativo che prende velocità man mano che la narrazione procede e con un’attenta costruzione della metrica del suo linguaggio.
Chiara ed essenziale,  traccia la linea dei principali vicende storiche che caratterizzarono il “ Secolo di Merda”, dalla caduta del muro di Berlino in poi, alternando, come nel suo stile, una carrellata di imitazioni dei personaggi più popolari dei nostri giorni, da Berlusconi alla Gruber, alla Maria nazionale (De Filippi ovviamente).
Quasi come uno “fool” ( sciocco) di shakesperiana memoria, la Guzzanti si muove dentro e fuori questa storia con quella leggerezza che avevano anche i giullari di corte quando sbefeggiavano il loro re. Come loro,  l’attrice sbeffeggia “i merdolani” per i quali  “il pensare” è diventato il peggiore dei peccati capitali.

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