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Notre Dame de Paris, un trionfo al Rossetti di Trieste

Diciott’anni e non mostrarli. Cosí anche a Trieste, dopo le cinque  settimane di repliche milanesi del nuovo tour, il ritorno di Notre Dame de Paris incassa l’ennesimo standing ovation  della sua storia. Approdato per la quarta volta in città in 14 anni, ma per la prima volta in un vero teatro, l’opera musicale firmata dal felice connubio Riccardo Cocciante – Luc Plamondon, con la traduzione di Pasquale Panella non rivela stanchezza, anzi. Sarà per la musica o per l’atmosfera drammatico romantica dell’amore di Quasimodo per Esmeralda – ispirato al capolavoro ottocentesco di Victor Hugo – sarà per il tema secondario dell’emarginazione dei clandestini (quanto mai profetico fu il cantautore italocambogiano, quando nel 1996 iniziò questo suo progetto, c’è da chiederselo), sarà forse per il perfetto amalgama tra scenografie semplici e suggestive di Christian Ratz e le coreografie di Martino Muller- innovative per l’epoca ma ancora coinvolgenti per la dimensione acrobatiche-  diretti da Gilles Maheu, per una produzione firmata da David Zard che ha voluto sul palco trenta tra ballerini, acrobati e breaker e sofisticate installazioni semoventi.  O sarà, ancora,  per la maturità raggiunta dal cast originale? A ciascun spettatore la sua preferenza ma, in ogni caso, questa nuova turneé, voluta dallo stesso Zard, si rivela già  fortunata e operazione non scontata. Portare l’opera moderna,  dal sapore rock – pop, nei teatri permette di godere di nuovi scorci e di nuove sfumature interpretative regalate da Lola Ponce ( Esmeralda), Giò Di Tonno (Quasimodo), Matteo Setti ( Gringoire) e Graziano Galatone (Febo) grazie anche alle ovattate atmosfere di un teatro .Tutti bravissimi nel dare voce e anima ai protagonisti del dramma romantico. Un discorso a parte lo facciamo per il pur bravo Leonardo di Minno (Clopin) che – piú giovane degli altri – ha davanti a sè ancora la possibilità di approfondire le sfumature interpretative e quel certo “non so che” di selvaggio e felino  proprie del suo personaggio. Per la cronaca è stata gran festa ieri sera, applausi e ovazioni a scena aperta per  tutte le splendide melodie di Riccardo Cocciante, tra cui rientra Bella, eletta in Francia la canzone del secolo.
Si replica sino al 10 aprile.

m.f.

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