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Una raffica di bora spalanca le porte di Eataly a Trieste

Tutto ha inizio nel 1902, quando nel Porto di Trieste viene costruito il “Magazzino per il commercio dei vini nazionali” per stoccare le botti che arrivavano in città dall’Istria e dalla Dalmazia. Marco Casamonti, architetto fiorentino, oggi è riuscito a far rinascere la stessa struttura scavando al suo interno un ulteriore edificio completamente indipendente. “Eataly Trieste vuole raccontare il patrimonio culturale ed enogastronomico che caratterizza un territorio molto particolare, senza confini, multilingue, multiculturale e religioso.” Queste le parole di Andrea Guerra, presidente esecutivo della nuova struttura che martedì 17 gennaio ha aperto le sue porte al pubblico triestino.

Trieste è la città dei venti, ed è stata proprio la Bora a dare il benvenuto a tutti gli ospiti presenti all’inaugurazione, che, mentre sorseggiavano un gustoso caffè Illy, hanno potuto ammirare lo spettacolo delle onde che si increspavano tra loro dall’altra parte della maestosa vetrata. La struttura si sviluppa su tre piani, due dei quali sono dedicati alla gastronomia, con la possibilità di comprare o degustare direttamente sul posto eccellenti prodotti “made in Italy”. Dalla pescheria alla macelleria, dalla pizzeria alla panetteria con forno a legna, vengono proposte specialità di terra e di mare, valorizzando i sapori della cucina italiana. Il piano interrato è invece adibito a cantina dei vini provenienti da tutto il mondo con particolare attenzione verso il territorio nazionale.

L’obbiettivo di Eataly, già dal 2007, quando prese vita a Torino la prima delle 33 strutture attualmente esistenti nel mondo, è di un luogo dove il cibo italiano di alta qualità si possa comprare, mangiare e studiare allo stesso tempo, un luogo dove passare un po’ di tempo in armonia; ecco perché, come ha affermato il “patron” Oscar Farinetti: “In genere chi cerca l’armonia mangia bene.”

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Una raffica di bora spalanca le porte di Eataly a Trieste

Tutto ha inizio nel 1902, quando nel Porto di Trieste viene costruito il “Magazzino per il commercio dei vini nazionali” per stoccare le botti che arrivavano in città dall’Istria e dalla Dalmazia. Marco Casamonti, architetto fiorentino, oggi è riuscito a far rinascere la stessa struttura scavando al suo interno un ulteriore edificio completamente indipendente. “Eataly Trieste vuole raccontare il patrimonio culturale ed enogastronomico che caratterizza un territorio molto particolare, senza confini, multilingue, multiculturale e religioso.” Queste le parole di Andrea Guerra, presidente esecutivo della nuova struttura che martedì 17 gennaio ha aperto le sue porte al pubblico triestino.

Trieste è la città dei venti, ed è stata proprio la Bora a dare il benvenuto a tutti gli ospiti presenti all’inaugurazione, che, mentre sorseggiavano un gustoso caffè Illy, hanno potuto ammirare lo spettacolo delle onde che si increspavano tra loro dall’altra parte della maestosa vetrata. La struttura si sviluppa su tre piani, due dei quali sono dedicati alla gastronomia, con la possibilità di comprare o degustare direttamente sul posto eccellenti prodotti “made in Italy”. Dalla pescheria alla macelleria, dalla pizzeria alla panetteria con forno a legna, vengono proposte specialità di terra e di mare, valorizzando i sapori della cucina italiana. Il piano interrato è invece adibito a cantina dei vini provenienti da tutto il mondo con particolare attenzione verso il territorio nazionale.

L’obbiettivo di Eataly, già dal 2007, quando prese vita a Torino la prima delle 33 strutture attualmente esistenti nel mondo, è di un luogo dove il cibo italiano di alta qualità si possa comprare, mangiare e studiare allo stesso tempo, un luogo dove passare un po’ di tempo in armonia; ecco perché, come ha affermato il “patron” Oscar Farinetti: “In genere chi cerca l’armonia mangia bene.”

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Tutto ha inizio nel 1902, quando nel Porto di Trieste viene costruito il “Magazzino per il commercio dei vini nazionali” per stoccare le botti che arrivavano in città dall’Istria e dalla Dalmazia. Marco Casamonti, architetto fiorentino, oggi è riuscito a far rinascere la stessa struttura scavando al suo interno un ulteriore edificio completamente indipendente. “Eataly Trieste vuole raccontare il patrimonio culturale ed enogastronomico che caratterizza un territorio molto particolare, senza confini, multilingue, multiculturale e religioso.” Queste le parole di Andrea Guerra, presidente esecutivo della nuova struttura che martedì 17 gennaio ha aperto le sue porte al pubblico triestino.

Trieste è la città dei venti, ed è stata proprio la Bora a dare il benvenuto a tutti gli ospiti presenti all’inaugurazione, che, mentre sorseggiavano un gustoso caffè Illy, hanno potuto ammirare lo spettacolo delle onde che si increspavano tra loro dall’altra parte della maestosa vetrata. La struttura si sviluppa su tre piani, due dei quali sono dedicati alla gastronomia, con la possibilità di comprare o degustare direttamente sul posto eccellenti prodotti “made in Italy”. Dalla pescheria alla macelleria, dalla pizzeria alla panetteria con forno a legna, vengono proposte specialità di terra e di mare, valorizzando i sapori della cucina italiana. Il piano interrato è invece adibito a cantina dei vini provenienti da tutto il mondo con particolare attenzione verso il territorio nazionale.

L’obbiettivo di Eataly, già dal 2007, quando prese vita a Torino la prima delle 33 strutture attualmente esistenti nel mondo, è di un luogo dove il cibo italiano di alta qualità si possa comprare, mangiare e studiare allo stesso tempo, un luogo dove passare un po’ di tempo in armonia; ecco perché, come ha affermato il “patron” Oscar Farinetti: “In genere chi cerca l’armonia mangia bene.”

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