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Il romanticismo di Tchajkovskij inaugura la Stagione Lirica del Verdi

Dal 17 novembre si alza il sipario sulla Stagione Lirica e di Balletto del Teatro Lirico Verdi di Trieste. Ad inaugurare il cartellone d’opera quest’anno è l’Evgenij Onegin, composta da P.I. Tchajkovskij composta nel 1877/78. Arriva  con un allestimento del Teatro dell’Opera di Stato di Sofia, per la prima volta in Italia. A firmarlo la regista Vera Petrova, giovane professionista dalla carriera internazionale e Deputy Director da diversi anni dell’Opera di Stato di Sofia, mentre sul podio è stato chiamato a dirigere l’Orchestra e il Coro della Fondazione, l’apprezzatissimo direttore Fabrizio Maria Carminati, che qui a Trieste affronta per la prima volta, la partitura dell’Onegin. Carminati anche quest’anno inaugura la Stagione triestina, dopo i successi dello scorso anno in Rigoletto (novembre 2016) e Tosca (giugno 2017).
L’opera così profondamente romantica, fortemente caratterizzata da “quel melos proprio dei canti popolari russi”,  oltre che dallo stile delle sinfonie del compositore russo, è una suggestiva e libera trasposizione che lo stesso Tchajkovskij fece dell’omonima opera di Puškin. Curò personalmente l’adattamento a libretto, selezionando per la trasposizione in opera alcuni frammenti, snodi chiave dal forte l’interesse lirico e psicologico. Per sottolineare tale aspetto, l’elegante regia di Vera Petrova ha immaginato la rappresentazione dell’opera come se fosse un sogno.
In scena, un cast internazionale di giovani interpreti, che conferma l’attenzione della Fondazione per le nuove generazioni d’artisti, e il Coro della Fondazione preparato dal maestro Francesca Tosi.
Si replica fino a sabato 25 novembre.

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