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Strepitosa Norma al Verdi di Trieste

Ci sono serate in cui tutto sembra toccare la perfezione, momenti in cui l’armonia  diventa tangibile. Ecco queso è accaduto questa volta alla prima del terzo appuntamento della Stagione lirica del Verdi. Protagonista Norma, l’opera complessa e aristocratica di Vincenzo Bellini nella ripresa,  molto ben curata a dir la verità dal triestino Oscar Cecchi – di uno degli storici allestimenti di  Federico Tiezzi, allestimento del 1991 per il Teatro Petruzzelli di Bari, con i bozzetti dell’artista romano Mario Schifano e le scene eleganti e scarne di Pier Paolo Bisleri. A partire dall’interpretazione, che rimarrà immemorabile,  nel ruolo della protagonista di Marina Rebeka, star lettone di caratura internazionale, già pronta a volare nuovamente per Norma al Metropolitan di New York, e che ha letteralmente stregato la platea in un ruolo difficile e sfacettato. Per lei uno splendido debutto, oltre che nel ruolo, anche sul palcoscenico del Verdi di Trieste. Ha regalato momenti di bel canto come non se ne sentiva da tempo, incantando i presenti oltre che per la perfezione dell’interpretazione, anche per carisma scenico ed interpretazione psicologica, guadagnandosi lo standing ovation finale nel tempio della lirica regionale. Ma tutta la compagnia di canto, e non solo, hanno fatto la propria parte per portare la serata ad un livello così elevato. Bella la prova di Anna  Goryachova, anche per lei debutto nel ruolo nei panni  di Adalgisa e dopo un po’ di emozione iniziale  nel ruolo  di Pollione, quella del tenore spagnolo Sergio Escobar, per la terza volta al Verdi, reduce dai successi  nel suo paese proprio in questa parte. Di grande impatto anche la prova del coro, magnificamente preparato da Fulvio Fogliazza. Punto di svolta dello spettacolo è anche  la  direzione d’orchestra di Fabrizio Maria Carminati, profondo conoscitore della partitura belliniana, che ha portato l’orchestra del Verdi a una delle sue massime espressioni. L’allestimento è in coproduzione fra Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, la Fondazione Teatro Comunale di Bologna e la Fondazione Lirico Sinfonica Petruzelli e Teatri di Bari. Si replica sino al 6 febbraio al Verdi di Trieste

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