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Successo al Rossetti per il debutto del musical dedicato a Romeo e Giulietta

TRIESTE. Parla direttamente ai giovani l’imponente “Romeo & Giulietta. Ama e cambia il mondo”. Il musical scritto da Gerard Presgurvic, compositore francese, che ha al suo attivo già numerose colonne sonore e hit per vari cantanti francesi, è approdato ieri sul palcoscenico del teatro Rossetti. Una produzione che mira soprattutto ad un pubblico di giovani. Perché adolescenti sono i protagonisti shakesperiani, ovviamente, ma non solo per questo. Scritto nel 2001 per il pubblico francese, fedele all’impianto shakespeariano, lo spettacolo si avvale di un linguaggio scenico e musicale maliziosamente contemporaneo che spazia dalla pop al rock e sfiors la techno-dance. Sorprendente nell’allestimento prodotto da David Zard, lo stesso di Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante. Quinte computerizzatr in continuo movimento, scenari multimediali in 3D, pedane mobili, il tutto arricchito da una regia luci sofisticata ed costumi eleganti. Non fa mancare niente la regia che Giuliano Peparini, sua anche le belle coreografie, ha pensato per le musiche di Gerard Presgurvic, tradotti in italiano di Vincenzo Incenzo (non sempre all’altezza della poesia che la storia d’amore piú famosa nel globo richiederebbe). Tra gli interpreti ha i suoi punti di forza la Giulietta, dolce e commovente al punto giusto, di Giulia Luzi e il Tebaldo di Gianluca Merolli, che ricorderemo in We Will Rock You. Bella prova anche per il conte Capuleti, tratteggiato con potenza vocale da Vittorio Matteucci, l’ex Frollo di Notre Dame de Paris di Cocciante e Scarpia in Tosca di Dalla), la Lady Capuleti, Barbara Cola (vincitrice a Sanremo) e la sua antagonista Lady Montecchi è l’ex Matia Bazar, Roberta Faccani.mma poi c’è anche il Mercuzio rock di Luca Giacomelli Ferrini. Meno convincente nella caratterizzazione del personaggio il Romeo di Federico Marignetti (già applaudito a Trieste in Spring Awakening), forse il piú penalizzato da una cattiva qualità dell’audio soprattutto nelle parti iniziali dello spettacolo che ha in qualche modo attuttito l’effetto coinvolgente della storia. Certo la complessità di contenere” un allestimento così imponene in un chiuso teatro, invece che nel solito palasport di turno, non ha facilitato la messinscena di questo musical che, pur se appesantito a tratti da troppa opulenza, rimane da vedere per la capacità di parlare ai giovani e di richiamarli in migliaia a teatro. Forte anche della grande operazione di marketing che accompagna questo musical dal suo debutto in Italia, a fine 2013, grazie ai Social e a Youtube, per trasformarlo in un inno alla gioventù – con i suoi progetti, speranze e ai sogni – per lanciare un monito rivolto a tutti: quello di amare per cambiare, anche oggi, il mondo.

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