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Foto di Diego Landi

Teatro sui Luoghi della Grande Guerra con il Festival Sulla Nuda Pelle

In tre edizioni il Festival “Sulla Nuda Pelle”organizzato da Molino Rosenkranz ha percorso e scandagliato geografie naturali e umane: si è arrampicato sulle Alpi Carniche raccontando il coraggio delle portatrici (2017) e poi Tolmino, Caporetto, la Valle dell’Isonzo, il Tagliamento, la follia consumata nei forti e nelle trincee (2018) per approdare quest’anno più a valle, in contesti urbani là dove il nemico ha tenuto in scacco la popolazione locale invadendo paesi, città, luoghi di lavoro, case, fino a raggiungere il midollo della vita quotidiana e personale. Un’ombra che ingoia tutto intaccando l’estrema difesa dell’anima.
Il filo rosso spinato che unisce gli spettacoli proposti in questi anni è la 1^ Guerra Mondiale non solo come fatto storico, ma soprattutto come intreccio di vicende umane, di linee invisibili e tremende oltre le quali è cambiato il destino di soldati e civili e, molto probabilmente, anche il nostro. Ogni rappresentazione mette a nudo il dramma intimo e universale generato dalla Grande Guerra e dalle guerre che ancor oggi invadono paesi e popoli.
Sulla “morfologia” dei sentimenti umani è fortemente ancorato anche il nuovo spettacolo prodotto da Molino Rosenkranz per l’edizione 2019, “INVASIONI”, particolarmente rivolto ad un pubblico adulto per la natura e la profindità dei temi trattati: anche qui la condizione femminile è la lente di ingrandimento e il concentrato della violenza inaudita di quel conflitto e di tutte le guerre. Ecco perché “Sulla Nuda Pelle”, ecco perché il momento artistico-teatrale si fa nei luoghi, dentro la natura, nel cuore e sulla tracce delle vicende lì accadute.

Lo spirito e l’obiettivo del Festival sono racchiusi nella sua stessa dinamica che lo porta a contatto diretto con il territorio, dentro luoghi pregni di significato,  spesso sconosciuti  e a far vivere agli spettatori, sulla propria pelle,  un’esperienza unica, capace di andare oltre la performance teatrale. Nelle dieci tappe/repliche di “INVASIONI”, il pubblico è accompagnato da guide e storici del posto lungo sentieri semplici e suggestivi ricevendo utili informazioni sul contesto che li circonda. Il passato rivive suscitando emozioni e inedite riflessioni su presente e futuro.
Le diverse location di svolgimento degli spettacoli stanno anche a significare un intenso e prezioso lavoro di contatti e sopralluoghi che hanno aperto o consolidato le relazioni con le Amministrazioni locali, con le Associazioni culturali, con i Musei e con il territorio: sindaci, assessori, storici, guide, appassionati e volontari, persone – testimoni di esperienze incredibili e toccanti: tutti coinvolti nel raggiungere al meglio l’obiettivo principale del Festival, ossia vivere e far vive un’esperienza a 360 gradi…sulla nuda pelle.

“INVASIONI” – Il corpo della donna come campo di battaglia nelle guerre del ‘900
Di: Sara Beinat e Marta Riservato
Con: Marta Riservato, Roberto Pagura, Sara Beinat, Stefano Andreutti
Musiche dal vivo: Stefano Andreutti
Allestimenti scenografici: Roberto Pagura, Stefano Andreutti
Illustrazioni: Paolo Primon
Produzione: Molino Rosenkranz

Un’ unica storia narrata a più voci racconta di come, nelle guerre che hanno attraversato l’intero ‘900, il corpo della donna sia stato usato come campo di battaglia.
A tramandare questo martirio, donne e uomini di diverse epoche e provenienze, accomunati dall’esperienza di un’invasione che non ha risparmiato spazi comunitari, luoghi privati, vite.
Vite stroncate, vite sospese, vite che da queste macerie affiorano, innocenti e inconsapevoli, come “figli del nemico”. Dalla distruzione emergono però mani tese ad aiutare e accogliere, in grado di restituire alle vittime la dignità di essere chiamate per nome. Presentato come una pluralità contemporanea di vicende personali attraverso i secoli, lo spettacolo vede in scena una commistione di corpi umani e materiali vari che si fondono in una scenografia sonora.
Un canto per gli oppressi, perché il loro silenzio non smetta di risuonare nell’anima collettiva.
La trama dello spettacolo si è arricchita di significato anche attraverso l’incontro con storie di vita attuali grazie alla collaborazione con l’Associazione “Il Noce” di Casarsa della Delizia e della Coop. Soc. “Il colore del grano” che gestisce la Casa mamma – bambino. E’ stato realizzato un percorso guidato dall’equipe della Casa che ha permesso agli attori di ascoltare e condividere le testimonianze di alcune donne, spesso vittime di violenza, che sono state ospitate presso la struttura con i loro figli.
Il senso profondo di questa esperienza è stato quello di far incontrare umanità diverse. Le attrici si sono avvicinate, con delicatezza e rispetto, ad un’esperienza di sofferenza lontana dal proprio vissuto, ma più vicina a quello delle protagoniste dello spettacolo con l’obiettivo di portare in scena, attraverso il proprio corpo, la voce di tutte queste donne e di rendere più autentica l’umanità dei personaggi.

La scenografia, realizzata dagli stessi Pagura e Andreutti, si arricchisce di elementi significanti con i diegni di Paolo Primon, giovane e affermato illustratore, scenografo e creativo, fortemente ispirato dalle tematiche sociali: le opere portate in scena rappresentano alcune delle donne delle quali si narra nello spettacolo. Donne di diverse parti del mondo e che nelle guerre del ‘900 hanno subito violenza fisica, ma i loro ritatti volutamente colorati restituiscono quei volti e quelle vite prima dei conflitti e delle sofferenza, quando l’atmosfera era ancora serena, positiva e nello sguardo c’era ancora speranza.

Ecco tutte le date del festival: http://www.molinorosenkranz.it/teatro-zoppola/rassegne/sulla-nuda-pelle/

Le interviste a Marta Riservato e Roberto Pagura da riascoltare:

 

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